Altro risultato storico per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato di Roma e Berlino è sceso sotto la soglia dei 60 punti in apertura il 16 gennaio, facendo segnare un record per gli ultimi 15 anni. Punteggi simili infatti non si vedevano dal prima della crisi del debito pubblico italiano del 2011 e di quella finanziaria globale del 2008.
I titoli di Stato italiani hanno beneficiato di un’asta positiva a gennaio, del rientro delle tensioni internazionali legate all’Iran e della stabilità dei rendimenti dei Bund tedeschi. Che il calo sia legato a una maggiore sicurezza finanziaria a livello europeo lo testimonia anche l’andamento parallelo, sempre 20 punti di spread sotto ai Btp, dei Bonos spagnoli.
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Spread record a 59 punti, rendimenti in continuo calo
Dopo un momento di incertezza all’inizio della settimana, lo spread tra Btp e Bund ha ripreso il calo che ne caratterizza la traiettoria ormai da aprile 2025. Il 16 gennaio, in apertura, il differenziale si è portato a 59 punti netti per poi scendere immediatamente sotto questa soglia, a 58,47. Un risultato ancora una volta ottenuto soltanto dalla diminuzione dei rendimenti dei Btp benchmark a 10 anni, visto che i Bund rimangono fissi con interessi del 2,82%.
Questo altro calo avvicina il differenziale a un altro risultato, quello del dimezzamento negli ultimi dodici mesi. Fino a ora il calo registrato è del 49,45% in questo periodo, il 34% negli ultimi 6 mesi e quasi il 10% dall’inizio del 2026. Il rendimento si è stabilizzato in apertura al 3,42%. Un risultato ottenuto soprattutto grazie a politiche di bilancio molto attente da parte del Governo, che ha limitato la spesa pubblica calmando le preoccupazioni dei mercati.
La Francia tentenna attorno ai 70, prosegue il calo spagnolo
Una parte del calo dello spread è però dovuta anche a fattori internazionali che vanno al di là dell’azione del Governo. Lo dimostra l’andamento dei Bonos spagnoli, che hanno fatto segnare in apertura il 16 gennaio uno spread di 39 punti sui Bund tedeschi. Per Madrid continua la traiettoria parallela a Roma: da mesi infatti i titoli di Stato della Spagna fanno segnare circa 20 punti di spread, o lo 0,2% di rendimento, in meno rispetto a quelli italiani.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,82% | – |
| Btp italiani | 3,42% | 59 |
| Oat francesi | 3,51% | 68 |
| Bonos spagnoli | 3,22% | 39 |
Per la Francia, invece, la situazione è più complessa. Dopo alcuni giorni in cui anche Parigi era riuscita a mantenere il passo di Italia e Spagna, l’apertura del 16 gennaio si è rivelata più incerta. Lo spread tra Oat e Bund è rimasto a 68 punti, stesso risultato dell’apertura del 15 gennaio, perdendo leggermente il passo degli altri grandi Paesi europei.
Le prossime aste dei Btp e dei Bot, quali titoli acquistare
I mercati stanno riconoscendo quindi una certa stabilità ai titoli di Stato italiani. Un rischio in diminuzione certificato anche dalle recenti valutazioni delle agenzie di rating. I Bot e i Btp sono sempre più attrattivi per gli investitori, come dimostra anche l’ultima asta medio-lungo termine, in cui la domanda ha superato di oltre 1 milione di euro l’offerta. Le prossime aste dei titoli di Stato italiani saranno:
- l’asta Btp short – Btp€i del 27 gennaio;
- l’asta dei Bot del 28 gennaio;
- l’asta medio-lungo termine del 29 gennaio;
- l’asta Bot dell’11 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 12 febbraio.