Le probabilità di ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve entro metà anno si sono ridotte, dopo i dati sull’occupazione, pubblicati ieri dal Dipartimento del Lavoro USA, che sono apparsi insolitamente forti. Gli analisti, dunque, restano cauti nel prendere una posizione al riguardo, in vista di una possibile revisione al ribasso di questi dati preliminari e in considerazione del fatto che la crescita occupazionale è stata trainata da una manciata di settori. Le minori aspettative di taglio avallano l’impostazione prudente mostrata dalla Fed all’ultimo meeting.
Bene occupazione e disoccupazione
Il Job Report ha confermato, per il mese di gennaio, la creazione di 130.000 posti di lavoro, molto oltre i 66 mila attesi dal mercato e dopo i 48 mila registrati a dicembre. In particolare, gli occupati del settore privato hanno registrato un incremento di 172 mila unità, ben oltre i 70 mila attesi dal mercato ed i 64 mila del mese precedente. Il tasso di disoccupazione è sceso inaspettatamente al 4,3% dal 4,4% atteso dagli analisti.
Analisti accolgono dati con prudenza
“I dati positivi sull’occupazione negli Stati Uniti a gennaio forniscono un certo sostegno alla Federal Reserve per sospendere ulteriori tagli dei tassi“, afferma Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings, avvertendo che “l’aumento dell’occupazione si è concentrato principalmente in alcuni settori quali la sanità, l’assistenza sociale e l’edilizia, mentre i dati relativi al 2025 sono stati rivisti drasticamente al ribasso da 584.000 a soli 181.000″. “Con l’inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo, continuiamo ad aspettarci due tagli dei tassi di un quarto di punto nella seconda metà dell’anno“, ha concluso.
Anche Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, afferma che i dati sull’occupazione di gennaio hanno ridotto le aspettative degli investitori riguardo a un possibile taglio dei tassi a breve termine. Tuttavia, l’analista ritiene improbabile che la politica di allentamento venga modificata.
David Pascucci di XTB non si sbilancia e preferisce attendere i dati di oggi sui sussidi alla disoccupazione e quelli di marzo sul mercato del lavoro, pur confermando che i dati “inaspettati” sull’occupazione “non hanno cambiato le carte in tavola in merito ai tassi di interesse” e che, nella situazione attuale un “taglio é quasi impossibile”.
Come si riducono le probabilità di un taglio
Le aspettative di un taglio die tassi alla prossima riunione del FOMC del 18 marzo, stando ai segnali che arrivano dai Fed Watch, sono letteralmente crollate, attestandosi al di sotto del 6% (nell’ipotesi di una riduzione di 25 punti base). Basse anche le chances di un taglio a fine aprile, che galleggiano attorno al 20%, mentre per giugno le attese di una riduzione di un quarto di punto appaiono più bilanciate, con un 49,2% a favore di una riduzione dei tassi al 3,25-3,50%. Un altro taglio della stessa portata è poi atteso in autunno fra settembre e dicembre.