Vendite sull’immobiliare: rincari energetici alimentano timori inflazione

Riflettori su quello che è successo durante l'ultima settimana nel comparto immobiliare, partendo dalle aziende quotate a Piazza Affari e dai dati di settore

Foto di QuiFinanza

QuiFinanza

Redazione

QuiFinanza, il canale verticale di Italiaonline dedicato al mondo dell’economia e della finanza: il sito di riferimento e di approfondimento per risparmiatori, professionisti e PMI.

Pubblicato:

Chiedi all'AI

Si chiude una settimana negativa per gli indici immobiliari. Sul sentiment degli investitori pesano i rincari dei prezzi dell’energia che alimentano i timori di pressioni inflazionistiche e pongono interrogativi sulle prossime mosse delle banche centrali. Decisioni che influenzano direttamente il costo del credito e, di conseguenza, la domanda nel mercato immobiliare.

BCE, Kazimir: aumento tassi più vicino con guerra

La guerra in Iran e il suo impatto sull’inflazione rischiano di costringere la Banca centrale europea (BCE) ad aumentare i tassi di interesse prima del previsto, ha avvertito Peter Kazimir, governatore della National Bank of Slovakia e membro del consiglio direttivo della BCE, durante un’intervista a Bloomberg. Per il momento, dobbiamo mantenere la calma“, anche se “direi che una reazione della BCE è potenzialmente più vicina di quanto molti pensino”. “Non voglio fare speculazioni su aprile o giugno – ha aggiunto – Ma saremo pronti ad agire se necessario”. Kazimir aveva dichiarato di essere insoddisfatto della situazione anche prima degli eventi in Iran, con i prezzi dei servizi che si sono dimostrati rigidi, i costi dei beni che non sono diminuiti abbastanza rapidamente e i margini di profitto in aumento. Ora è ancora più preoccupato: “L’equilibrio dei rischi relativi all’inflazione si è chiaramente spostato al rialzo. Possiamo dimenticare tutte le discussioni su un’inflazione al di sotto del limite”. “Le aziende ricordano ancora gli anni dell’inflazione e probabilmente trasferiranno i costi più elevati ai consumatori molto più rapidamente rispetto al 2022 – ha affermato il banchiere centrale – E le persone chiederanno salari più alti più rapidamente rispetto al passato”. “Possiamo rispondere più rapidamente se necessario – ha sottolineato – Kazimir – Dobbiamo essere agili. Abbiamo anche imparato la lezione”.

Fed, BofA: cautela sui tassi, inflazione resta sopra il target del 2%

Gli analisti di Bank of America hanno avvertito che la Federal Reserve non dovrebbe avere fretta di tagliare ulteriormente i tassi di interesse, nonostante i dati sull’inflazione al consumo (CPI) di mercoledì siano risultati contenuti. Secondo il report della banca d’affari, le proiezioni sull’indice PCE core — l’indicatore preferito dalla Fed per misurare l’inflazione — suggeriscono un valore del 3,1% su base annua per il mese di febbraio. BofA stima che circa 80 punti base di questo dato siano riconducibili all’impatto dei dazi doganali. Sebbene nell’ultimo anno si siano registrati progressi positivi nella disinflazione del settore immobiliare, gli analisti sottolineano che il resto del paniere rimane bloccato in un intervallo di prezzi superiore ai livelli coerenti con l’obiettivo del 2%. Per Bank of America quindi la Fed “ha ancora del lavoro da fare” per riportare stabilmente l’inflazione sotto controllo prima di procedere a un nuovo allentamento della politica monetaria.

L’andamento del settore in Borsa

Il settore immobiliare sulla piazza milanese ha chiuso l’ottava in territorio negativo con l’indice FTSE Italia All Share Real Estate che cede lo 0,7%. Fa peggio l’andamento del comparto, a livello europeo, con l’indice Stoxx 600 Real Estate che perde il 2%.

Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, Risanamento cede oltre il 3% mentre Abitare IN arretra del 4%. Gabetti scivola del 3,5%. IGD flette circa l’1%. Brioschi termina in rialzo del 3,2%. Aedes sale del 2,6%.

I dati macroeconomici

Aumentano le domande di mutuo negli Stati Uniti. Nella settimana al 6 marzo, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario registra un incremento del 3,2%, dopo il +11% registrato la settimana precedente. L’indice relativo alle richieste di rifinanziamento è cresciuto dello 0,5%, mentre quello relativo alle nuove domande è salito del 7,8%. La Mortgage Bankers Associations (MBA), ha indicato che i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,19% dal 6,09% precedente.

Studi di settore

Continua la crescita del mercato, sorretta da tassi bassi e domanda dei giovani. Kìron Partner, Gruppo Tecnocasa, ha analizzato i dati di Banca d’Italia relativi allo stock di mutui in essere concessi alle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione ed ancora in corso, nel terzo trimestre 2025 ci attestiamo a 391 miliardi di euro con un aumento pari al +0,84% rispetto al secondo trimestre 2025. Se il confronto venisse fatto su base annua (III trim 2025 su III trim 2024) lo stock attivo circolante dei mutui alla famiglia per l’acquisto dell’abitazione risulterebbe in aumento del +3,6%. La crescita delle consistenze nel periodo in analisi è senza dubbio legata al fatto che le nuove operazioni di mutuo sono aumentate nei primi nove mesi del 2025, rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, del 32,8%, dichiara Oscar Cosentini, Presidente Kìron Partner. La continua crescita è sostenuta sia dal calo dei tassi di interesse (rispetto ai massimi registrati nel 2023) che ha portato all’aumento della richiesta, sia dalla domanda dei giovani mutuatari, incentivata dal rinnovo delle garanzie statali che ha reso per loro l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa più agevole.