La Borsa del 5 gennaio, Europa da record dopo il blitz Usa sul Venezuela

A Milano in evidenza Leonardo e Fincantieri. Il blitz Usa impatta sulle materie prime con il petrolio in rialzo e l'oro di nuovo in rally

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. A Milano +1% vola Leonardo

    Il blitz militare degli Stati Uniti in Venezuela non ha spaventato i mercati, anzi ha dato nuova linfa ai titoli della Difesa e non solo. Nella prima seduta utile, di fronte alla nuova crisi geopolitica, gli investitori hanno premiato i comparti industriale, petrolifero e tecnologico. Questi tre settori hanno sostenuto i listini su entrambe le sponde dell’Atlantico: in Europa quasi tutte le piazze hanno chiuso in rialzo di oltre l’1%.

    A Milano prosegue la corsa del Ftse Mib, che chiude in aumento dell’1,04%, aggiornando i massimi dal 2000 già raggiunti nella prima seduta dell’anno. In evidenza Leonardo (+6,3%) e i titoli petroliferi Tenaris (+4,6%) e Fincantieri (+4,5%), insieme a Eni (+1,5%), una delle poche major ancora operative in Venezuela. Positivo anche il comparto tecnologico, con StMicroelectronics in progresso dell’1,3%.

    Più contrastato il comparto bancario: Bper guadagna il 3,7%, mentre arretrano Banco Bpm (-1,7%) e Mps (-1,1%).

     

  2. A Milano (+0,6%) rally Leonardo

    La spinta dei titoli della difesa e dei semiconduttori sostiene le Borse europee, positive a metà seduta ma con un andamento disomogeneo, mentre gli investitori valutano le implicazioni dell’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela e il rischio di un ampliamento delle tensioni geopolitiche. In questo quadro Milano avanza dello 0,62% a 45.654 punti, restando sui massimi da fine 2000 già toccati nella prima seduta del nuovo anno.

    A catalizzare l’attenzione, però, sono soprattutto gli sviluppi del blitz statunitense in Venezuela, con la cattura del leader Nicolas Maduro, e le possibili iniziative analoghe evocate dal presidente Usa Donald Trump nei confronti di Colombia, Messico, Cuba, Iran e Groenlandia. Lo scenario favorisce i titoli europei della difesa: a Piazza Affari corrono Leonardo (+6,09%) e Fincantieri (+3,96%).

    Più contrastato il comparto petrolifero, condizionato dalla volatilità del greggio (Brent +0,16% a 60,91 dollari al barile, Wti +0,49% a 57,54 dollari). A Milano Saipem (+3,68%) e Tenaris (+4,45%) seguono l’ondata di ottimismo, mentre sale anche Eni (+1,71%), tra le poche società ancora presenti in Venezuela.

  3. A Milano vola la difesa con Leonardo e Fincantieri

    L’operazione militare a sorpresa degli Stati Uniti in Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro nel fine settimana non arrestano il tono positivo delle Borse europee, che restano in rialzo. Pur con ripercussioni sul fronte delle materie prime, il Ftse Mib di Milano sale dello 0,69%, il Cac 40 di Parigi dello 0,57% e il Dax 40 di Francoforte dello 0,82%, in linea con gli altri listini del continente.

    A Piazza Affari, Leonardo si porta in testa al listino, sostenuta dalla forza del comparto difesa dopo l’inasprimento delle tensioni geopolitiche legato al blitz statunitense in Venezuela. Acquisti anche su Fincantieri e sugli energetici, con Tenaris e Saipem in evidenza. Le banche procedono a velocità diverse: Popolare di Sondrio e Bper Banca avanzano, mentre Mps e Banco Bpm arretrano.

  4. Spread a 71 punti

    Avvio poco mosso per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra i due titoli di Stato avvia la seduta a 70,7 punti, dai 71 della vigilia. Il rendimento del decennale italiano scende al 3,60% dal 3,61%.

  5. Deboli le utility

    Sul lato opposto, Banca Monte dei Paschi di Siena arretra a 9,271 euro (-0,84%). Deboli anche le utility: Terna scende a 9,024 euro (-0,59%), Italgas a 9,615 euro (-0,57%) e Snam a 5,63 euro (-0,32%). In calo anche Banco Bpm a 13,135 euro (-0,45%).

    Nome Valore Var %
    Banca Monte Paschi Siena 9,271 -0,84
    Terna 9,024 -0,59
    Italgas 9,615 -0,57
    Banco Bpm 13,135 -0,45
    Snam 5,63 -0,32
    Inwit 7,83 -0,25
    Brunello Cucinelli 96,96 -0,21
    Hera 4,024 -0,15
    Generali 35,75 -0,11
    Enel 8,994 -0,07
  6. Titoli della difesa al top

    Leonardo guida i rialzi a 53,68 euro (+4,80%), seguita da Fincantieri a 18,29 euro (+3,57%). Bene anche Tenaris (17,01 euro, +3,34%) e Saipem (2,575 euro, +3,00%), mentre Bper Banca sale a 12,025 euro (+2,21%).

    Nome Valore Var %
    Leonardo 53,68 +4,80
    Fincantieri 18,29 +3,57
    Tenaris 17,01 +3,34
    Saipem 2,575 +3,00
    Bper Banca 12,025 +2,21
    Bca Pop Sondrio 17,30 +1,82
    Stmicroelectronics 23,85 +1,79
    Prysmian 91,28 +1,56
    Buzzi 52,15 +1,26
    Azimut 36,17 +1,23
  7. Apertura buona per l'Europa

    Avvio di seduta leggermente positivo per le principali Borse europee: Milano segna +0,68%, Parigi avanza dello 0,63%, Francoforte sale dello 0,58% mentre Londra apre in rialzo dello 0,39%.

  8. Dubbi su cosa accadrà in Venezuela

    Dopo l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela di sabato, i mercati asiatici avanzano e toccano nuovi massimi, trainati da titoli tech, AI e Difesa, mentre i futures sull’Eurostoxx 600 guadagnano circa lo 0,5%. Oro e dollaro avanzano, mentre il petrolio resta in calo e volatile, alimentato dalle nuove preoccupazioni sull’offerta globale.

    Il senso di fiducia nei mercati azionari arriva a fronte di un miglior avvio dell’anno nelle borse asiatiche, sostenuto dall’ottimismo che i sostanziali investimenti delle aziende nella tecnologia possano alimentare la crescita degli utili. Al momento, il sentiment risk-on sembra ignorare i timori che le tensioni geopolitiche possano interrompere un rally che ha spinto le azioni globali ai migliori risultati degli ultimi otto anni.

    Rimane però l’incertezza su cosa accadrà da ora in avanti. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha chiesto agli Stati Uniti di collaborare con il suo Paese, adottando un tono più conciliatorio verso l’amministrazione Trump dopo l’indignazione iniziale per la cattura di Maduro.