La Borsa del 26 agosto, Milano scende a -1,3% dopo il calo delle banche

Il presidente degli Stati Uniti licenzia la governatrice della Fed, Lisa Cook, prima donna afroamericana a prestare servizio nella banca centrale

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. Banche in caduta libera

    Il Ftse Mib archivia la seduta a 42.653 punti, in calo dell’1,3%, penalizzato dal forte arretramento del settore bancario. Le vendite colpiscono gli istituti di credito sulla scia delle indiscrezioni secondo cui potrebbero essere chiamati a contribuire, con modalità ancora da definire, al reperimento di risorse per la prossima legge di bilancio.

    A Piazza Affari la peggiore è Unicredit, in calo del 3,6%, seguita da Banca Popolare di Sondrio (-3,1%), Mediobanca (-2,4%) e Mps (-2,3%). In controtendenza alcuni titoli industriali: Diasorin balza del 4,7% dopo la promozione di Morgan Stanley, mentre Saipem avanza dell’1%. Rialzo che, tuttavia, non basta a compensare la debolezza generale del listino. Intanto lo spread Btp/Bund risale a quota 87 punti.

     

  2. Milano continua ad essere in rosso

    Le Borse europee proseguono in calo (Milano -1%, Parigi -1,47%, Francoforte -0,32%, Madrid -0,89%, Amsterdam -0,27% e Londra -0,53%), ma sopra i minimi della mattinata, con gli indici frenati soprattutto dai titoli finanziari, banche e assicurazioni in testa. Sugli indici pesa il rischio di crisi istituzionale a Washington, dopo che il presidente Donald Trump ha licenziato Lisa Cook, membro del Board della Federal Reserve.

    Il rischio di una crisi di governo in Francia, dopo che il primo ministro Francois Bayrou ha lanciato l'allarme "superdebito" e ha convocato per l'8 settembre un voto di fiducia, spinge al ribasso gli istituti francesi (Societe Generale, Credit Agricole e Bnp Paribas cedono oltre 6 punti) e, a cascata, anche le banche europee e italiane. Mediobanca, Mps, Popolare di Sondrio e Unicredit perdono circa il 2%.

    Banche a parte, è protagonista Diasorin (+4,93%), dopo che Morgan Stanley ha alzato valutazione e target price. In luce anche il lusso (Moncler +1,3%, Brunello Cucinelli +1,56%) e Prysmian (+0,67%).

  3. Milano sotto il punto percentuale

    Avvio in calo per le Borse europee, in scia alle piazze asiatiche e all'indomani di una seduta negativa nel Vecchio Continente e a Wall Street. Così Milano cede l'1,27% dopo il -0,76% delle prime battute, Francoforte lo 0,94% e Parigi è partita a -1,3% e ha subito allargato il "rosso" a -2,1%, dopo che il primo ministro Francois Bayrou ha lanciato l'allarme sulla tenuta dell'economia.

    Sugli indici pesa il rischio di crisi istituzionale a Washington, dopo che il presidente Donald Trump ha licenziato Lisa Cook, membro del Board della Federal Reserve. Non è chiaro quale valore legale abbia il provvedimento, per il momento annunciato sui social (Cook ha detto che il presidente non ha l'autorità di rimuoverla e che non si dimetterà). Resta inoltre alta la tensione sul fronte commerciale: Trump ha annunciato ulteriori dazi ai Paesi che introducono "tasse digitali, leggi, regole o regolamenti" per limitare le aziende tecnologiche statunitensi, a meno che tali misure non vengano ritirate.

  4. Spread a 88 punti

    Avvio in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Nelle prime battute il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 88 punti base, in aumento di 3 centesimi rispetto al riferimento di ieri. Stabile il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,61%, invariato rispetto al closing della vigilia.

    I titoli di Stato francesi si confermano in difficoltà sul mercato secondario; l'OaT decennale benchmark ha avviato gli scambi al 3,51% dal 3,49% della chiusura di ieri, dopo le parole di Bayrou e i rischi sulla traiettoria del debito pubblico francese nel caso di una nuova crisi dell'esecutivo.

  5. Banche in rosso

    In deciso calo, invece, il comparto bancario: Banca Popolare di Sondrio cede il 2,49% a 12,52 euro, Intesa Sanpaolo arretra del 2,41%, Bper Banca del 2,30%, Mediobanca del 2,23% e Monte dei Paschi di Siena del 2,19%.

    Nome Valore Var %
    Bca Pop Sondrio 12,52 -2,49
    Intesa Sanpaolo 5,499 -2,41
    Bper Banca 8,92 -2,30
    Mediobanca 21,07 -2,23
    Banca Monte Paschi Siena 8,19 -2,19
    Banco Bpm 11,735 -2,17
    Finecobank 19,09 -2,03
    Unicredit 67,53 -2,02
    Unipol 18,075 -1,87
    Generali 33,81 -1,77
  6. Spicca Diasorin

    Tra i titoli in evidenza a Piazza Affari spicca Diasorin, che guadagna il 2,64% a 88,66 euro, seguita da Amplifon (+0,64%), Moncler (+0,58%), Ferrari (+0,47%) e Prysmian (+0,35%).

    Nome Valore Var %
    Diasorin 88,66 +2,64
    Amplifon 15,755 +0,64
    Moncler 48,15 +0,58
    Ferrari 404,90 +0,47
    Prysmian 74,82 +0,35
    Brunello Cucinelli 99,10 +0,34
  7. Europa in rosso

    Avvio in calo per le principali Borse europee. A Francoforte l’indice segna -0,67%, mentre Londra registra un ribasso dello 0,65%. A Parigi l’apertura è negativa dello 0,17%. Anche Milano parte in rosso, con una flessione dello 0,65%.

  8. Occhi su Stellantis e Stm

    Sul listino milanese attenzione a Stellantis , che ha raggiunto un accordo con i sindacati per attivare contratti di solidarietà che permetteranno di collocare gli oltre 1.800 lavoratori dello stabilimento di Termoli in regime di orario ridotto a causa del rallentamento della domanda e dell'impatto dei dazi.

    Da tenere d’occhio anche Stm in vista dei conti del colosso Usa dell’AI, Nvidia, attesi per mercoledì 27 agosto. Le previsioni del consenso indicano un fatturato di 46 miliardi di dollari nel secondo trimestre, anche se i dati intra-trimestrali recenti suggeriscono un risultato più vicino ai 47-48 miliardi.

  9. Trump contro la Fed

    Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,73% il futures sull’Eurostoxx50), dopo che Donald Trump ha licenziato la governatrice della Fed, Lisa Cook, per presunte irregolarità nell'ottenimento dei mutui ipotecari. Una mossa inedita che potrebbe mettere alla prova i limiti del potere presidenziale sull'organo indipendente di politica monetaria, qualora venisse contestato in tribunale.

    Gli attacchi ripetuti del tycoon alla Fed hanno rinnovato le preoccupazioni sull’indipendenza della banca centrale, con possibili ripercussioni negative sulla credibilità economica degli Stati Uniti nel lungo termine.