Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.
La Borsa del 19 febbraio, Piazza Affari giù per il decreto bollette e Fincantieri
L'euro sale per le dichiarazioni Bce e dubbi sulla successione di Lagarde. Prezzo del petrolio in rialzo per l'ipotesi di attacchi Usa in Iran
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Moncler, ricavi a 3,13 miliardi e cassa netta a 1,5 miliardi
Superano le aspettative di mercato i risultati finanziari del 2025 di Moncler. Il gruppo italiano archivia l’esercizio con ricavi consolidati per 3,13 miliardi di euro (+1%), di cui 2,72 miliardi generati dal marchio ammiraglio (+1%) e 411,2 milioni attribuibili a Stone island (+2%), dopo un quarto trimestre brillante.
Nell’ultimo periodo dell’anno, infatti, la società guidata da Remo Ruffini ha totalizzato 1,29 miliardi di euro, in crescita del 7% a tassi di cambio costanti. I marchi Moncler e Stone island hanno contribuito rispettivamente con 1,16 miliardi (+6%) e 123,1 milioni di euro (+16%) alle entrate del quarto trimestre.
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A Milano (-1,2%) affonda Fincantieri
Le tensioni geopolitiche tornano a pesare sui mercati azionari: in Europa si interrompe la corsa ai massimi della vigilia e la seduta si chiude nel segno delle vendite. Il Ftse Mib è il peggiore tra i principali listini del Vecchio Continente e termina in calo dell’1,22%, mentre anche a Wall Street gli indici si muovono in territorio negativo.
A Piazza Affari, a fare la differenza è il tonfo di Fincantieri, che scende sotto quota 15 euro (−11,84%) dopo il collocamento del 10% del capitale. Sul versante opposto, Tenaris chiude in forte rialzo (+9,48%) dopo risultati superiori alle attese. Positive anche Diasorin (+2,01%), Leonardo (+1,89%) ed Eni (+1,39%). Le banche si muovono senza direzione univoca, con Unicredit (−2,42%) e Mediolanum (−2,48%) tra le peggiori.
Tra i titoli più penalizzati A2a (−2,21%) ed Enel (−3,59%); deboli anche Hera (−1,4%), Italgas (−1,37%) e Terna (−1,03%), queste ultime due dopo i massimi storici toccati nei giorni scorsi.
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L'Europa paga le trimestrali e l'escalation Usa-Iran
Trimestrali sotto le attese e un nuovo aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran tornano a pesare sul sentiment, spingendo gli investitori verso l’avversione al rischio e riportando con decisione in rosso le Borse europee, dopo i massimi della vigilia. Milano arretra dell’1,3%, Madrid dello 0,9%, Parigi e Francoforte dello 0,7%. A livello societario, alcune trimestrali zavorrano gli indici: Airbus cede circa il 5% dopo i conti 2025 e indicazioni caute, Renault scivola di circa il 5,8% trascinando il comparto auto, mentre a Londra Rio Tinto perde intorno al 3,5% dopo i risultati.
A Piazza Affari riflettori su Fincantieri, che scende sotto quota 15 euro (circa -9%) dopo il collocamento del 10% del capitale a 15,32 euro per azione, operazione che porta il flottante al 36,2% e che è stata percepita come inattesa dal mercato. Nel Ftse Mib soffrono A2A ed Enel (entrambe in calo di oltre il 4%), in flessione anche Hera, Italgas e Terna.
Tra gli altri movimenti, il lusso è in calo con Brunello Cucinelli e Moncler sotto pressione, mentre Tenaris svetta in rialzo (circa +4%) grazie a numeri sopra le attese; positive anche Diasorin, Amplifon, Nexi ed Eni, con le banche che rallentano.
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Spread a 61 punti
Lo spread tra BTp e Bund apre in leggero rialzo, posizionandosi in avvio di seduta a 61 punti base, uno in più rispetto ai 60 punti registrati in chiusura nella giornata di ieri. Si muove al rialzo anche il rendimento del BTp decennale di riferimento, che segna un primo livello al 3,37%, in aumento dal 3,34% della vigilia.
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Giù Fincantieri e le utility
In apertura di seduta, Piazza Affari registra i cali più marcati su Fincantieri, che perde il 9,23% a 14,95 euro, seguita da Enel a -2,52% (9,057 euro), A2a a -2,45% (2,388 euro), Italgas a -1,83% (10,73 euro) e Terna a -1,45% (9,762 euro).
Nome Valore Var % Fincantieri 14,95 -9,23 Enel 9,057 -2,52 A2a 2,388 -2,45 Italgas 10,73 -1,83 Terna 9,762 -1,45 Prysmian 100,30 -1,18 Stmicroelectronics 28,455 -1,15 Hera 4,244 -1,03 Brunello Cucinelli 85,48 -0,72 Leonardo 57,82 -0,48 -
Rally di Tenaris
Al contrario, i rialzi vedono Tenaris in testa con un +6,11% a 22,39 euro, seguita da Mediobanca a +1,96% (19,555 euro), Amplifon a +1,81% (13,495 euro), Inwit a +1,60% (8,89 euro) e Diasorin a +1,36% (68,66 euro).
Nome Valore Var % Tenaris 22,39 +6,11 Mediobanca 19,555 +1,96 Amplifon 13,495 +1,81 Inwit 8,89 +1,60 Diasorin 68,66 +1,36 Banca Monte Paschi Siena 8,672 +1,33 Eni 18,62 +1,29 Saipem 3,492 +1,10 Nexi 3,202 +0,98 Bper Banca 12,07 +0,96 -
Come aprono le Borse
Londra apre in calo dello 0,24%, mentre Parigi si muove in leggero ribasso dello 0,2% e Milano avvia la seduta con una flessione dello 0,23%.
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I conti di Brunello Cucinelli
Nel settore del lusso, Brunello Cucinelli ha chiuso il 2025 con un utile netto in crescita del 10,5%, raggiungendo i 142 milioni di euro. Per il 2026, l’azienda prevede un aumento dei ricavi di circa il 10% a cambi costanti. Nel frattempo, Moncler ha convocato il consiglio di amministrazione per esaminare i conti preliminari del 2025.
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I titoli da osservare
Sul listino milanese, Enel, Italgas, Snam, Terna, A2A, Hera, Iren e Acea sono in allerta a causa del decreto bollette approvato dal consiglio dei ministri. Il decreto prevede un aumento di due punti percentuali sull’Irap per le aziende energetiche, colpendo le società che producono, distribuiscono e forniscono prodotti energetici. Questa misura fa parte di un pacchetto più ampio volto a ridurre le bollette per imprese e famiglie.
Da tenere d’occhio anche Fincantieri, che ha raccolto 499,3 milioni di euro dal collocamento di 32.588.445 azioni ordinarie al prezzo di 15,32 euro ciascuna. Infine, Leonardo ha firmato con il gruppo spagnolo Indra un memorandum of understanding per rafforzare la cooperazione nella cyber defence. L’obiettivo è identificare ed espandere la loro portata internazionale in Europa, nella Nato e in altri mercati ad alto potenziale.
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Borse in calo
Le borse europee sono attese in calo all’apertura, con il futures sull’Eurostoxx50 in ribasso dello 0,11%. Anche i futures statunitensi mostrano un lieve rialzo, con quello sul Dow Jones in aumento dello 0,03% e quello sull’S&P500 dell’11%. Gli investitori hanno analizzato i verbali del Fomc, che suggeriscono che i responsabili politici non hanno fretta di ridurre i tassi di interesse. Anzi, diversi membri hanno espresso la possibilità di ulteriori aumenti se l’inflazione dovesse persistere.