Binance, una delle più grandi piattaforme di scambio di criptovalute al mondo, ha subito un attacco informatico che ha coinvolto asset digitali per circa 6,3 miliardi di dollari. Si tratta di quello che potrebbe essere il più grande furto di criptovalute mai registrato. La società ha confermato l’incidente il 30 ottobre 2026, spiegando di aver avviato immediatamente le procedure di sicurezza e le operazioni per recuperare i fondi sottratti. Circa 3 miliardi di dollari sono stati congelati, grazie alla collaborazione con altri operatori del settore. Nel frattempo, Binance ha temporaneamente sospeso i prelievi e ha assicurato che coprirà le perdite utilizzando le proprie risorse.
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Attacco hacker a Binance, cosa è successo e quanti soldi sono stati rubati
L’attacco informatico ha interessato Binance.com, la piattaforma internazionale utilizzata per acquistare, vendere e scambiare criptovalute. Secondo le prime ricostruzioni, gli hacker sarebbero riusciti a eseguire numerose transazioni non autorizzate, trasferendo una quantità elevata di asset digitali verso portafogli esterni.
Le operazioni hanno coinvolto diverse reti blockchain e una parte consistente dei fondi sarebbe stata spostata in un intervallo di circa venti minuti. Binance ha stimato l’impatto complessivo in 6,3 miliardi di dollari, una cifra superiore ai circa 1,5 miliardi sottratti nel febbraio 2025 alla piattaforma Bybit.
Il gruppo ha comunicato di aver lavorato con società specializzate nell’analisi della blockchain e con gli emittenti di criptovalute per individuare e bloccare gli asset. Al momento della prima comunicazione ufficiale, circa 3 miliardi di dollari risultavano congelati, mentre una parte dei fondi rimaneva sotto il controllo degli aggressori.
L’ipotesi del computer compromesso
Le verifiche iniziali di Binance hanno individuato un possibile punto di accesso nel computer portatile di un ingegnere DevOps, una figura professionale che gestisce infrastrutture e sistemi informatici. Secondo questa ipotesi, la compromissione del dispositivo avrebbe permesso agli hacker di accedere a un componente dei sistemi della piattaforma e inviare richieste di prelievo non autorizzate.
Le successive indagini interne hanno però individuato ulteriori punti di violazione, suggerendo che l’attacco possa aver coinvolto più sistemi. Il co-amministratore delegato Richard Teng ha precisato che non si sarebbe trattato del semplice utilizzo delle autorizzazioni di un dipendente, ma di un’operazione più articolata.
Hacker della Corea del Nord sospettati del furto: chi è TraderTraitor
Tra le principali ipotesi investigative figura il coinvolgimento di TraderTraitor, gruppo di hacker ritenuto collegato alla Corea del Nord. La società di intelligence blockchain TRM Labs ha attribuito l’attacco al gruppo sulla base di elementi raccolti dalle transazioni digitali e da altre attività investigative.
Anche Chainalysis, specializzata nell’analisi dei movimenti di criptovalute, ha dichiarato di ritenere altamente probabile un collegamento con gli hacker nordcoreani. TraderTraitor viene associato all’apparato informatico noto come Lazarus Group, già indicato come responsabile di numerosi attacchi contro imprese del settore.
Binance blocca i prelievi, quando riprendono le operazioni
Dopo l’individuazione dell’attacco, Binance ha disposto una sospensione temporanea di depositi e prelievi per effettuare verifiche sui sistemi. La società ha successivamente comunicato che i depositi non risultano più interessati dalle restrizioni, mentre il servizio di prelievo rimane temporaneamente sospeso.
Secondo gli aggiornamenti diffusi, Binance prevede il ripristino dei prelievi entro circa 48 ore, subordinatamente al completamento dei controlli di sicurezza. La piattaforma ha inoltre revocato alcune autorizzazioni utilizzate durante l’attacco e avviato una revisione dei sistemi coinvolti.
La sospensione riguarda Binance.com, mentre Binance.US, il servizio separato destinato agli utenti statunitensi, ha dichiarato di non essere stato interessato dall’incidente.
Cosa succede ai soldi degli utenti
In merito al furto, Binance ha assicurato che coprirà tutte le perdite derivanti dall’attacco, utilizzando il fondo SAFU e le risorse aziendali. Il SAFU, acronimo di Secure Asset Fund for Users, è un fondo creato per contribuire alla protezione degli utenti in caso di eventi straordinari.
La società ha dichiarato che gli asset dei clienti sono al sicuro e che, una volta completate le operazioni di ripristino, pubblicherà un aggiornamento delle proprie riserve. L’effettiva entità dei fondi da recuperare dipenderà anche dall’esito delle operazioni di congelamento e tracciamento degli asset trasferiti dagli hacker.