Fondi pensione per figli, vantaggi fiscali per i genitori

Come altri fondi pensione e PIP, anche quelli intestati ai propri figli garantiscono vantaggi fiscali

Chi l’ha detto che i fondi pensione sono riservati esclusivamente a lavoratori e persone già nell’età adulta? Volendo, infatti, possono essere sottoscritti anche da bambini o adolescenti.

O, per meglio dire, possono essere intestati a bambini e adolescenti, ma sottoscritti dai loro genitori, che si impegnano a versare delle somme in favore dei loro figli. Una tendenza più comune di quanto si possa immaginare e capace di garantire una lunga lista di vantaggi. Il più ovvio è quello di garantire ai propri “pargoli” una capitale futuro, che potranno mantenere sino al momento della loro pensione o utilizzare in precedenza, in base alle loro necessità. Non solo: gli stessi genitori potranno godere di vantaggi (fiscali, nello specifico) nell’immediato.

Per poter attivare un fondo pensione per un figlio (ma anche un nipote) è necessario rispettare alcuni parametri. Prima di tutto, non esiste un limite di età (possono essere attivati sin dal primo giorno di vita, dunque), né di somme da versare. Allo stesso tempo, però, è richiesto che il minore sia a carico e con un reddito complessivo inferiore ai 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili (che sale a 4.000 euro nel caso il beneficiario del fondo abbia meno di 24 anni). Se questi ultimi due paletti vengono rispettati è possibile attivare un fondo pensione e intestarlo alla persona che si vuole.

Come ogni altro fondo pensione o PIP, anche quelli intestati ai minori danno diritto alle agevolazioni fiscali previste dalla legge. Nello specifico, chi versa contributi su fondi pensionistici o piani individuali a favore di familiari può dedurre dalla propria dichiarazione fino a un massimo di 5.164,57 euro ogni anno. Ciò vuol dire che le cifre che si verseranno a favore di figli o altri parenti a carico concorranno ad abbattere la base imponibile sulla quale verrà poi calcolata l’imposta.

Ciò vuol dire che, nel caso di un versamento annuo di 1.200 euro (100 euro al mese) e un reddito di 31.000 euro, l’imponibile sarà (al netto di altre cifre da dedurre) di 29.800 euro. L’IRPEF da pagare, dunque, verrà calcolato basandosi su questa cifra e non sul totale della propria retribuzione netta annuale, con un risparmio anche di alcune centinaia di euro.

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