Patrimonio Beckham, affari per 1 miliardo di dollari e il brevetto sui nomi dei figli

Il patrimonio dei Beckham sfiora il miliardo: investimenti, diritti d’immagine e il brevetto sul nome Brooklyn che alimenta lo scontro familiare

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La frattura tra Brooklyn Beckham e i suoi genitori è emersa pubblicamente dopo un lungo sfogo social del primogenito di David e Victoria Beckham. Un intervento che ha reso evidente un rapporto ormai compromesso, tanto che, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, i contatti tra le parti sarebbero oggi mediati esclusivamente dai rispettivi legali. Alla base del conflitto ci sarebbero questioni legate all’indipendenza personale e professionale di Brooklyn, alla vigilia del suo matrimonio con Nicola Peltz e nei mesi successivi. In ballo, ovviamente, anche l’incredibile patrimonio della famiglia Beckham.

Il patrimonio dei Beckham tra sport, investimenti e brand

Il patrimonio della famiglia Beckham è il risultato di una crescita costante iniziata con la carriera sportiva di David Beckham e proseguita con una strategia imprenditoriale articolata. Secondo le ricostruzioni di Forbes e Financial Times, il marchio Beckham ha conosciuto una crescita esponenziale: una decina di anni fa era valutato intorno ai 50 milioni di dollari, mentre oggi il valore stimato è circa dieci volte superiore. Una progressione sostenuta da una gestione manageriale attenta e da una diversificazione degli asset.

La base di partenza resta la carriera calcistica, che ha garantito a Beckham oltre 700 milioni di dollari complessivi tra stipendi e bonus. Inoltre la sua ultima squadra, a Los Angeles, gli ha permesso di ottenere l’opzione per acquistare una franchigia di Major League Soccer per 25 milioni di dollari.

Da quell’intuizione è nata nel 2018 l’Inter Miami, oggi valutata oltre un miliardo di dollari. L’arrivo di Lionel Messi ha ulteriormente incrementato visibilità, ricavi e valore del club, confermando la solidità dell’investimento.

Parallelamente, Beckham ha ampliato la propria presenza nel calcio inglese, aumentando la partecipazione nel Salford City, club di League Two. A questo si affianca un portafoglio di investimenti che spazia dal whisky scozzese ai prodotti a base di cannabinoidi light, dagli e-sports agli integratori alimentari, fino a snack per bambini e aziende specializzate nel restauro di auto d’epoca.

La holding DRJB

La holding DRJB Holdings, che coordina le principali attività dell’ex calciatore, ha chiuso il bilancio 2024 con circa 80 milioni di dollari di fatturato e un utile superiore ai 38 milioni. Nel 2022, la cessione della partecipazione in Authentic Brands per circa 250 milioni di dollari ha rafforzato ulteriormente la liquidità del gruppo.

Il patrimonio complessivo di David e Victoria Beckham è stimato vicino al miliardo di dollari. A questo si aggiunge un ruolo riconosciuto nel campo della filantropia: David Beckham è da anni ambasciatore Unicef e ha devoluto milioni di dollari a progetti umanitari, contribuendo a rafforzare un’immagine pubblica solida e coerente con le attività imprenditoriali.

Il nodo del nome brevettato

All’interno di questo contesto economico si inserisce la questione più delicata: il controllo dei nomi dei figli. Victoria e David Beckham avrebbero brevettato il nome dei loro figli Brooklyn, Romeo, Cruz e Harper. Questa scelta consente ai genitori di detenere il pieno controllo sull’utilizzo commerciale dei nomi, impedendo ai figli di sfruttarli autonomamente per iniziative imprenditoriali. È proprio questo vincolo che avrebbe portato Brooklyn Beckham alla rottura. Infatti la protezione del marchio gli impedisce di costruire un percorso professionale indipendente.