Cos’è il Web3 e quando arriverà in Italia: cosa cambia per gli utenti

La rivoluzione dell’online è alle porte: grazie alla blockchain le grandi piattaforme non potranno più raccogliere alcun dato senza aver ottenuto il consenso

Dopo qualche anno in cui abbiamo assistito ad una inevitabile fase di transizione e adattamento in cui le generazioni più attempate hanno dovuto adeguarsi ai nuovi meccanismi della contemporaneità, oggi possiamo affermare che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani abbia ormai una confidenza (più o meno consolidata) con l’utilizzo di internet.

Dal cellulare al pc, passando per la smart TV, il tablet e tutti gli altri dispositivi presenti sul mercato: sono davvero infiniti i modi con cui è possibile connettersi all’online nella società moderna. Un mondo in cui tutto – dalle relazioni personali all’ambito lavorativo, passando per gli spostamenti, gli hobbies, gli acquisti, ovviamente i social network (entrati in una crisi senza precedenti) e ogni altra attività praticabile dall’uomo – pare essere vincolata all’utilizzo del web e delle tante piattaforme che vi operano.

Internet e la sua ultima evoluzione: ecco come impatterà sulle nostre vite nel 2023

Ebbene, neanche il tempo di uniformarsi a questa nuova realtà – pressoché sconosciuta ai più fino alla fine del secolo scorso – ed ecco che la rivoluzione tecnologica (la vera protagonista dei giorni nostri) impone ad ognuno di noi un nuovo grande cambiamento, che potrebbe verificarsi già a partire dal 2023 appena iniziato.

Innanzitutto occorre sapere che la versione di Internet che tutti utilizziamo ogni giorno viene identificata dagli esperti con la sigla WEB2. I suoi indubbi vantaggi rispetto alla precedente versione WEB1 – quella utilizzata quasi esclusivamente dagli addetti ai lavori fino ai primi anni Duemila – sono sotto gli occhi di tutti: l’estrema rapidità con cui è possibile svolgere ogni azione online (e, di conseguenza, di realizzare ogni nostro desiderio) è il suo più grande punto di forza.

Ma c’è anche un rovescio della medaglia, legato in particolare a due aspetti fondamentali del dibattito attorno al web e al funzionamento degli algoritmi che lo regolano:

  • sempre più spesso, soprattutto sulle piattaforme social, assistiamo alla creazione di vere e proprie bolle di discussione autoreferenziali (in inglese denominate filter bubble) in cui l’utente riceve solamente stimoli in linea con il proprio pensiero, azzerando lo spazio per il confronto;
  • l’utilizzo indiscriminato e mal regolamentato dei dati personali da parte delle multinazionali che gestiscono i motori di ricerca.

Web3, in arrivo l’ultima versione del mondo online: cosa cambierà per gli utenti e i social network

Per far fronte a queste problematiche, gli sviluppatori di tutto il mondo stanno puntando in maniera importante sull’utilizzo della blockchain, la rete informatica che da tempo sta riscuotendo un successo sempre maggiore per la gestione univoca e sicura dei dati, oltre che per i caratteri di trasparenza tramite cui vengono condotte le transazioni online. Ciò significa, in parole povere, che con la nuova fase di internet – il cui nome sarà WEB3 – gli utenti avranno un controllo pressoché totale su come una piattaforma terza potrà o meno utilizzare i propri dati.

Stiamo parlando di passaggio che definire storico è riduttivo e che potrebbe vedere la luce (anche in Italia) già a partire dai prossimi mesi. Ad essere investite dal cambiamento saranno anche e soprattutto i social network: ad esempio, per quanto riguarda Facebook e Instagram, se non verrà concessa l’apposita autorizzazione da parte dell’utente non potranno più essere raccolti i dati che riguardano le ricerche effettuate, la durata degli accessi e la cronologia delle ricerche.