Rottamazione per i veicoli con fermo amministrativo, addio al bollo: cosa cambia

Dal 20 febbraio scatta la radiazione semplificata per i veicoli inutilizzabili. In arrivo anche il database pubblico delle vetture difettose

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il 2026 si apre con due grandi novità per i proprietari di auto sottoposte a fermo o da rottamare. Lo ricorda Federcarrozzieri, associazione delle autocarrozzerie italiane, che cita l’entrata in vigore di due importanti modifiche normative. Da una parte potranno essere rottamati milioni di veicoli “carcassa”, dall’altra è in arrivo un database delle auto che non sono state sottoposte alle campagne di richiamo obbligatorie.

Per gli automobilisti si prevede un risparmio significativo. Chi possiede auto sottoposte a fermo o inutilizzabili, veri e propri rottami, era finora costretto a continuare a pagare il bollo auto (e fino al 2024 anche l’assicurazione, obbligo poi rimosso). Ora arriva la svolta: non si pagherà più il bollo se si farà richiesta di radiazione, ovvero la cancellazione dai registri, o di rottamazione per la distruzione del veicolo.

Cancellazione e rottamazione dei veicoli inutilizzabili

Federcarrozzieri ricorda che in Italia ci sono circa 4 milioni di auto “fantasma” che potrebbero essere radiate e rottamate. I veicoli carcassa, sottoposti a fermo o inutilizzabili, dovrebbero essere demoliti per liberare strade e terreni. La novità del 2026 scatta il 20 febbraio con l’entrata in vigore della legge 14/2026 (ddl n. 1431), che modifica le disposizioni sulla cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo.

Cosa cambia nello specifico? Finora le auto sottoposte a fermo non potevano essere cancellate dai registri pubblici. Questo ha causato un accumulo di circa 4 milioni di vetture abbandonate, di cui 1 milione ridotto ormai a carcassa. La nuova legge consente finalmente ai proprietari di richiedere la radiazione del mezzo e la sua successiva distruzione fisica.

In questo modo, i proprietari non dovranno più pagare il bollo auto. Esiste però una conseguenza: la radiazione di questi veicoli non permette di accedere a incentivi o agevolazioni per l’acquisto di un nuovo veicolo.

Attenzione: il debito pregresso con lo Stato che ha generato il fermo non viene cancellato.

La norma favorisce anche i Comuni, che potranno individuare le auto abbandonate e rimuoverle, riducendo i pericoli per la circolazione e per l’ambiente.

Database delle vetture difettose

Arriva anche un’altra novità: il database delle auto difettose. Si tratta di un elenco di quelle vetture che, nonostante le campagne di richiamo delle case madri, non sono mai state portate in officina per le riparazioni. Con il nuovo Codice della Strada, le case automobilistiche devono inserire nel database i dati delle vetture non messe in sicurezza dopo 24 mesi dall’avvio del richiamo.

Dal prossimo 17 febbraio sarà possibile consultare questo elenco attraverso il Portale dell’Automobilista o l’app dedicata. In questo modo gli automobilisti saranno informati con maggiore efficacia sui possibili difetti di fabbrica dei mezzi acquistati, garantendo una maggiore sicurezza stradale.

Allo stesso tempo, chi ignora i richiami rischia sanzioni. Sono previste:

  • multe fino a 60.000 euro per i costruttori per ogni misura non adottata;
  • multe da 173 euro per i proprietari che circolano con un’auto inserita nell’elenco dei veicoli da mettere in sicurezza.