Oro fisico o finanziario, come proteggere i risparmi nei periodi di crisi?

Scopri come oro fisico e oro finanziario difendono i risparmi dall’inflazione e dalle crisi dei mercati, quali strumenti valutare e quali rischi considerare

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Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

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L’oro è da sempre considerato un bene di rifugio, soprattutto quando l’economia mostra segni di debolezza e i mercati obbligazionari e azionari diventano instabili.

La sua forza sta nel valore intrinseco: non si tratta infatti di una semplice promessa di pagamento ma di un metallo prezioso che ha mantenuto valore per millenni. Oggi esso può essere detenuto in modi diversi: sotto forma fissa oppure mediante strumenti finanziari.

Ecco dunque le differenze tra queste due modalità e come utilizzarle per proteggere i propri risparmi nei periodi di crisi.

Perché l’oro può proteggere i risparmi

L’oro fisico è un metallo reale e tangibile che si detiene sotto forma di lingotti o monete così da offrire un possesso diretto dell’asset stesso. A differenza del denaro, che può perdere valore nel tempo, l’oro ha disponibilità limitata e costi di estrazione elevati, caratteristiche che ne mantengono il valore stabile nel lungo periodo. Per questo rappresenta un rifugio affidabile in periodi di crisi o alta inflazione.

L’oro finanziario include invece gli strumenti che replicano il valore del metallo senza richiederne il possesso fisico. Questi ultimi rappresentano una soluzione efficiente e immediata per esporsi alle quotazioni di mercato, eliminando le complessità legate alla custodia del bene reale

I principali sono:

  • Etf sull’oro ovvero gli Exchange Traded Fund, fondi che seguono l’andamento del prezzo dell’oro e sono negoziati in borsa come un’azione, consentono di avere esposizione al metallo senza possedere l’oro fisico e sono accessibili a chiunque abbia un conto titoli;
  • Etc sull’oro ovvero gli Exchange Traded Commodities, si tratta di strumenti che seguono il prezzo dell’oro e sono venduti in borsa, spesso il loro valore è garantito dall’oro conservato in luoghi sicuri, così si può investire sul metallo senza possederlo fisicamente;
  • fondi comuni di investimento specializzati ovvero fondi che investono nell’oro o in attività collegate a quest’ultimo come società minerarie così da offrire un’ulteriore forma di esposizione finanziaria al metallo;
  • futures e opzioni sull’oro ovvero dei contratti derivati che permettono di scommettere sull’andamento futuro del prezzo dell’oro, utilizzati soprattutto da investitori esperti per gestire il rischio o coprire altre posizioni.

Con questi strumenti non si compra oro vero, ma si investe sul suo prezzo. Si possono acquistare e vendere facilmente in borsa, tramite la banca o un broker online, senza doversi occupare di conservarlo o proteggerlo.

Quali sono i vantaggi dell’oro fisico?

Possedere oro fisico significa detenere un bene reale, tangibile, come lingotti o monete, che non dipende da intermediari o da un sistema finanziario per mantenere valore.

Ciò può quindi dare una maggiore sensazione di sicurezza perché non si è esposti al rischio di fallimento di un fondo o di un istituto di credito.

Inoltre, tale metallo è riconosciuto a livello internazionale e può essere scambiato in molti paesi, mantenendo una quotazione valida ovunque.

Per queste ragioni è considerato un bene rifugio, apprezzato da chi cerca protezione dall’inflazione e dalle turbolenze economiche.

E gli svantaggi?

Il principale svantaggio dell’oro fisico riguarda la gestione concreta del metallo. Lingotti e monete, infatti, devono essere custoditi in modo sicuro come ad esempio in cassette di sicurezza bancarie o in caveau privati e questo comporta dei costi aggiuntivi che possono erodere i guadagni potenziali.

Un altro aspetto critico è legato ai costi di acquisto e vendita. L’oro fisico richiede dei costi di ingresso e uscita più alti. Il prezzo d’acquisto include infatti un premio sulla quotazione di borsa mentre la vendita è soggetta a differenziali di prezzo (spread) più ampi che possono incidere sull’efficienza della protezione monetaria.

Anche la liquidità può rappresentare un ostacolo. Vendere oro fisico, soprattutto in quantità rilevanti, richiede tempo e l’intervento di professionisti come banche o operatori autorizzati, e non sempre è possibile ottenere subito un prezzo soddisfacente.

Quali sono i vantaggi dell’oro finanziario?

L’oro finanziario, cioè quello acquistato tramite strumenti come Etf o Etc quotati in Borsa, presenta diversi vantaggi rispetto all’oro fisico.

Questo perché:

  • si acquista e vende facilmente, basta avere un conto titoli o un broker online per acquistare o vendere le quote durante gli orari di mercato, proprio come si fa con le azioni;
  • si può iniziare anche con somme contenute, spesso anche poche centinaia di euro;
  • ha solitamente commissioni di acquisto e vendita sono  più basse rispetto ai premi applicati dai rivenditori di oro fisico;
  • è spesso utilizzato per un portafoglio diversificato in quanto bilancia rischio e rendimento senza dover gestire materialmente lingotti o monete.

Svantaggi dell’oro finanziario

Investire in oro tramite Etf, Etc o fondi significa non avere l’oro fisicamente ma possedere un titolo che segue l’andamento del suo prezzo. In sostanza si detiene una quota finanziaria, non lingotti o monete.

Questo comporta un possibile rischio legato all’emittente. Se la società che ha creato lo strumento o il soggetto che custodisce l’oro dovessero avere difficoltà economiche, l’investitore potrebbe trovarsi ad affrontare problemi o perdite.

Un altro aspetto da considerare sono i costi di gestione annuali. Molti Etf applicano una commissione (Ter) che viene applicata ogni anno e riduce nel tempo il rendimento.

Infine, nella maggior parte dei casi non è possibile richiedere la consegna dell’oro fisico in cambio delle quote possedute. L’investimento resta quindi legato al mercato finanziario e non consente di ottenere materialmente il metallo, salvo rare eccezioni previste solo per grandi investitori istituzionali.

Perché l’oro finanziario può essere più appetibile di quello fisico?

L’oro finanziario è spesso considerato più pratico dell’oro fisico perché non bisogna occuparsi della custodia del metallo, delle assicurazioni o della sicurezza dei lingotti e delle monete.

Un altro vantaggio importante è la liquidità. Chi investe, infatti, può vendere le proprie quote in pochi secondi durante le ore di mercato, ricevendo subito il controvalore in denaro. Ciò è molto più rapido rispetto alla vendita di oro fisico, che richiede di trovare un compratore affidabile o un intermediario e può richiedere giorni o settimane.

Come spiegato, però, ci sono anche dei rischi. Se l’emittente dell’Etf o il custode dell’oro dovessero avere problemi finanziari o fallire, il valore dell’investimento potrebbe diminuire o andare perso. Inoltre, molti strumenti finanziari prevedono commissioni di gestione annuali, che riducono gradualmente il rendimento complessivo.

Come proteggere i risparmi senza rischiare troppo

L’oro anche nel 2026 resta un valido strumento per proteggere i propri risparmi ma va inserito con attenzione all’interno di un portafoglio diversificato.

Gli esperti come Warren Buffett sostengono che la strategia migliore consiste nel destinare all’oro solo una quota contenuta del patrimonio. Questo permette di diversificare e proteggere il capitale senza frenare le potenzialità di rivalutazione degli altri asset.

Quando si investe in oro per proteggere i risparmi, è importante inoltre:

  • non acquistare a prezzi troppo elevati senza una prospettiva di lungo termine;
  • non considerare l’oro come uno strumento di speculazione a breve termine;
  • considerare i costi di gestione dell’oro fisico e i rischi legati agli strumenti finanziari come fondi o Etf.