Bollette e spesa, aumenti da 818 euro con la guerra in Iran, interviene il Governo

La guerra in Iran potrebbe avere effetti immediati sui costi delle famiglie fino a 818 euro tra bollette, spesa e carburanti, se il conflitto dovesse continuare a lungo

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Le prime stime sugli aumenti causati dalla guerra in Iran parlano di più di 800 euro all’anno. Non solo bollette e carburanti, ma anche l’effetto a catena su qualsiasi prodotto a causa dei costi di trasporto, potrebbero contribuire a una ripresa dell’inflazione che, già a febbraio, è tornata improvvisamente sopra il 2%.

Il Governo sta effettuando le proprie valutazioni per capire se sia necessario un intervento. Gli stoccaggi di gas sono ancora relativamente elevati e la fornitura è differenziata e non dipende, se non in parte minore, dal Qatar, che ha fermato qualsiasi produzione di Gnl per ragioni di sicurezza dopo gli attacchi iraniani sul Golfo Persico.

Gli aumenti previsti per la guerra in Iran

È stata Nomisma Energia, attraverso il suo presidente Davide Tabarelli, ad avvisare per prima dei possibili aumenti causati dalla guerra in Iran:

A causa della guerra in Iran, Nomisma Energia stima un aumento del 15% sulle bollette del gas dal primo aprile, e un aumento dell’8-10% sulle bollette elettriche degli utenti vulnerabili nel secondo trimestre. Le bollette del gas potrebbero poi stabilizzarsi nei mesi successivi su di un aumento del 5-10%, mentre quelle dell’elettricità nel terzo trimestre dell’anno potrebbero stabilizzarsi su di un +5%.

Anche l’Unione nazionale consumatori ha avvertito che gli effetti della guerra si stanno già manifestando sul mercato dell’energia italiano. Il presidente dell’associazione Marco Vignola ha spiegato, parlando del Pun:

Il Prezzo unico nazionale, a cui sono agganciati i contratti a prezzo variabile dell’energia elettrica, è passato da 107,03 euro a MWh di sabato al dato attualmente pari a 165,74 euro, con un balzo astronomico del 54,85% in appena 4 giorni. Il rischio che le bollette esplodano è concreto. Per fortuna la stagione termica sta per concludersi, altrimenti i guai sarebbero ancora maggiori.

Gli impatti sulla spesa, fino a 818 euro a famiglia

Il Codacons ha invece eseguito una stima più generale, che ha incluso non soltanto le bollette, ma il possibile impatto degli aumenti dei prezzi dei trasporti anche su carburanti e spesa. Secondo le stime dell’associazione per la difesa dei consumatori, gli aumenti potrebbero attestarsi tra i 614 e gli 818 euro a famiglia.

La stima del Codacons divide queste cifre in varie categorie:

  • cibo e bevande aumenteranno dell’1%, tra 64 e 93 euro a famiglia in un anno;
  • i carburanti rischiano aumenti fino all’8%, 160 euro a famiglia in un anno;
  • le bollette, nello scenario minimo del 10%, comporterebbero aumenti per 210 euro.

Cosa sta facendo il Governo italiano

Per il momento il Governo non dovrebbe però intervenire sui prezzi al consumo per le famiglie.

La situazione rimane in evoluzione e l’esecutivo sta prendendo in considerazione un piano di emergenza solo nel caso in cui il conflitto dovesse protrarsi a lungo. Gli stoccaggi di gas italiani sono ancora al 47%, quindi non ci sono rischi per i consumi domestici.

Gli interventi potrebbero invece arrivare per le imprese.

Confindustria, che da tempo chiede all’Esecutivo di agire sui prezzi dell’energia per non compromettere la capacità produttiva della manifattura, ha subito chiesto dei ristori. Il Governo sta valutando la situazione, ma non dovrebbero esserci, stando a quanto riporta l’Agi, emendamenti al decreto bollette, in discussione in questi giorni in Parlamento.