Continua il calo dei rendimenti sui titoli di Stato tedeschi. Per effetto di questa discesa lo spread tra Btp e Bund è tornato a salire in apertura il 27 febbraio. Il differenziale è tornato a 61 punti base, mentre gli interessi sui titoli decennali di Berlino sono scesi a 2,69%, sotto la soglia del 2,70%.
È un segnale che sempre più investitori stanno scegliendo i titoli di Stato in un momento di incertezza per i mercati finanziari, tra dazi e tensioni internazionali. Gli Stati europei, Italia inclusa, sono visti in questo momento come stabili e sicuri e per questa ragione i titoli di debito hanno una domanda più elevata del previsto, come si nota anche dai risultati della recente asta dei Bot.
Spread Btp-Bund in crescita, il declino dei rendimenti tedeschi
I rendimenti medi dei Bund benchmark a 10 anni sono arrivati a 2,69%, il dato più basso del 2026, una cifra che in Germania non si vedeva da novembre scorso. L’Italia sta seguendo da vicino l’andamento di Berlino, con i Btp benchmark che ormai rendono in media quasi il 3,30%, mantenendo l’ormai canonico spread di 61 punti base.
È da più di dieci giorni che i tassi di rendimento dei titoli di Stato europei sono in calo. Dall’inizio del 2026 i Bund non erano mai scesi sotto il 2,80%, ma improvvisamente hanno iniziato a calare, portando con sé il resto dei grandi Paesi europei. A costo del denaro invariato, questa riduzione degli interessi pagati ai creditori indica una maggiore domanda di Bund e Btp sui mercati finanziari.
Questo accade soprattutto perché i mercati azionari sono visti in questo momento come potenzialmente instabili. Alla paura dello scoppio di una bolla nel settore dell’intelligenza artificiale, si è aggiunta la sentenza sui dazi della Corte Suprema degli Usa, che ha ulteriormente destabilizzato le politiche commerciali statunitensi, con l’introduzione di nuove tariffe doganali.
Calano i rendimenti anche in Francia e Spagna
Questo calo dei rendimenti ha inizialmente lasciato indietro la Spagna, che si è ritrovata con uno spread aumentato di almeno sei punti in un solo giorno, lo scorso 18 febbraio. Anche a causa delle continue riduzioni di rendimento dei titoli tedeschi, i Bonos stanno faticando a rientrare da questo picco, con uno spread che ora si colloca a 41 punti nonostante i rendimenti a 3,10%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,69% | – |
| Btp italiani | 3,30% | 61 |
| Oat francesi | 3,25% | 56 |
| Bonos spagnoli | 3,10% | 41 |
La Francia ha invece seguito in maniera parallela Germania e Italia. Gli Oat oggi rendono il 3,25% con uno spread di 56 punti, in leggero rialzo rispetto al risultato di ieri.
L’asta dei Bot colloca 4,5 miliardi, le prossime emissioni
Il Tesoro ha comunicato i risultati dell’asta dei Bot, i titoli di Stato a breve scadenza. Come per le emissioni precedenti dei Btp, anche in questo caso la domanda ha superato di molto l’offerta per tutti i prodotti messi sui mercati finanziari. Il risultato è stato:
- 2 miliardi di euro collocati a fronte di una richiesta di 3,6 miliardi per i Bot in scadenza il 29 maggio, con rendimenti al 2,036%;
- 2,5 miliardi di euro collocati a fronte di una richiesta di 4,4 miliardi per i Bot in scadenza il 31 luglio 2026, con rendimenti al 2,038%.
A marzo continueranno le aste regolari, a partire dalla seconda settimana del mese. Nel frattempo, il Tesoro emetterà anche i nuovi Btp Valore a cedola step-up, riservati al mercato retail. L’emissione avrà luogo tra il 2 e il 6 marzo. Le altre date da segnarsi in calendario sono:
- l’11 marzo asta dei Bot;
- il 12 marzo asta dei Btp a medio-lungo termine;
- il 25 marzo asta dei Btp Short – Btp€i;
- il 26 marzo asta dei Bot;
- il 27 marzo asta dei Btp a medio-lungo termine.