Ultima seduta della settimana in verde per le Borse europee, tonfo del 25% per Stellantis

Il FTSE MIB è rimasto indietro rispetto agli altri Eurolistini

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Redazione

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L’ultima seduta della settimana si chiude in rialzo per Borse europee, grazie anche all’andamento in verde di Wall Street che fa loro guadagnare terreno nel pomeriggio, nonostante la cautela degli investitori verso il comparto software e una serie di trimestrali deludenti, con Stellantis come ultimo caso. Il FTSE MIB è rimasto indietro rispetto agli altri Eurolistini, penalizzato dal crollo di Stellantis a seguito dell’annuncio di un corposo piano di riposizionamento sul mercato che comporta oneri rilevanti. Il titolo della casa automobilistica italo-francese è tornato sui minimi da aprile 2020 dopo l’annuncio inatteso di una perdita preliminare fra 19 e 21 miliardi nella seconda metà del 2025 e lo stop alla cedola per quest’anno. Nella call con gli analisti il CEO Antonio Filosa ha detto che la società non sta valutando alcun aumento di capitale e che sarà in utile per tutto il 2026.

 

Le novità odierne in Europa

Sul fronte macroeconomico, la produzione industriale tedesca è scesa più del previsto a dicembre, con un calo dell’1,9% rispetto al mese precedente, in base ai dati diffusi dall’ufficio federale di statistica.

Per quanto riguarda le trimestrali, Société Générale ha alzato un importate obiettivo di redditività per il 2026 dopo aver superato le stime sull’utile del quarto trimestre.

Tra le dichiarazioni dei banchieri centrali, Olli Rehn, membro del Consiglio direttivo della BCE, ha detto che dobbiamo tutti essere preparati al fatto che gli sviluppi geopolitici potrebbero ancora riservarci sorprese e dobbiamo essere pronti a reagire; Martin Kocher ha sostenuto che la forza attuale dell’euro nei confronti del dollaro è dovuta soprattutto alla debolezza della valuta USA, che potrebbe essere quello che Washington desidera.

 

I principali indici

Tra i mercati del Vecchio Continente denaro su Francoforte, che registra un rialzo dello 0,94%, si muove in modesto rialzo Londra, evidenziando un incremento dello 0,59%, e bilancio positivo per Parigi, che vanta un progresso dello 0,43%.

Piazza Affari archivia la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a +0,13% sul FTSE MIB; sulla stessa linea, rimane ai nastri di partenza il FTSE Italia All-Share (Piazza Affari), che si ferma a 48.672 punti, in prossimità dei livelli precedenti. In moderato rialzo il FTSE Italia Mid Cap (+0,44%); senza direzione il FTSE Italia Star (0%).

 

I titoli italiani 

Tra i best performers di Milano, in evidenza Prysmian (+3,59%), Buzzi (+2,71%), Telecom Italia (+2,57%) e BPER Banca (+2,27%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Stellantis, che ha chiuso a -25,17%. Spicca la prestazione negativa di Recordati, che scende dell’1,67%. Ferrari scende dell’1,54%. Discesa modesta per DiaSorin, che cede un piccolo -1,47%.

In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, NewPrinces (+3,63%), Ferretti (+3,34%), Brembo (+3,26%) e Technoprobe (+2,73%). Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su WIIT, che ha terminato le contrattazioni a -6,12%. Tonfo di LU-VE Group, che mostra una caduta del 5,66%. Lettera su BFF Bank, che registra un importante calo del 4,02%. Calo deciso per MFE A, che segna un -3,21%.

 

Le riunioni delle banche centrali

I tassi di interesse si stanno sviluppando in modo eterogeneo in tutto il mondo: come previsto, la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariata la sua politica monetaria. Lagarde non ha praticamente fornito nuove comunicazioni prospettiche sulle future variazioni dei tassi di interesse. L’euro è rimasto stabile rispetto a un ampio paniere di valute ponderate per gli scambi commerciali dall’inizio dell’anno e il rafforzamento registrato lo scorso anno era già stato preso in considerazione nelle previsioni precedenti. Tuttavia, i tassi di interesse in tutto il mondo stanno registrando un andamento sorprendentemente diverso. In Australia, la banca centrale ha nuovamente aumentato i tassi di interesse dopo i tagli dello scorso anno, mentre il taglio dei tassi di interesse della Banca d’Inghilterra è stato respinto per un solo voto nel comitato di politica monetaria (5-4).

 

L’attesa per i dati statunitensi

I dati sull’occupazione negli Stati Uniti per gennaio, previsti per oggi, sono stati rinviati a mercoledì prossimo a causa della chiusura temporanea del governo. L’attesa del mercato è che la crescita dell’occupazione si stabilizzi a 68.000 unità e il tasso di disoccupazione al 4,4%. Tuttavia, gli indicatori alternativi ricevuti questa settimana sono stati ampiamente più deboli del previsto. Il numero di posti di lavoro vacanti è sceso al livello più basso da settembre 2020 (6,5 milioni) a dicembre, e gennaio è stato il gennaio più debole dal 2009 in termini sia di licenziamenti che di assunzioni. Mentre gli indicatori di attività industriale hanno registrato una ripresa, l’occupazione industriale negli Stati Uniti ha continuato a diminuire.