La Borsa del 7 gennaio, geopolitica e petrolio gelano i mercati: stop al rally di Milano

Mercati europei cauti visti i numerosi dati macro in arrivo oggi, oltre agli strascichi del blitz americano in Venezuela. Petrolio in calo

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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  1. Tensioni geopolitiche frenano il rally di Capodanno

    Le Borse europee rallentano, frenate dal riemergere delle tensioni geopolitiche globali. A pesare sono le nuove ambizioni di Donald Trump sulla Groenlandia e sulle riserve petrolifere del Venezuela, oltre alla disponibilità di Francia e Regno Unito a inviare truppe in Ucraina in caso di una futura tregua.

    Si interrompe così, almeno per ora, il rally di inizio anno. Piazza Affari archivia la seduta in ribasso dello 0,43%, in linea con le principali Borse europee. A Milano, Eni (-4,6%) chiude in fondo al listino insieme a Tenaris (-3,5%) e Saipem (-3,48%). Tornando a Piazza Affari, prosegue invece la corsa dei titoli della difesa, sostenuti dalle aspettative di un ulteriore aumento delle spese militari: Leonardo guadagna circa il 5% e Fincantieri segna un progresso analogo. La migliore del listino è Tim (+5,8%), dopo l’accordo preliminare con Fastweb+Vodafone per lo sviluppo del 5G, seguita da Italgas (+5,4%), favorita dal collocamento di un green bond convertibile da parte di Snam (+2,5%).

  2. A Milano (-0,2%) corre Italgas

    Sul fronte dei ribassi dominano Tenaris (-3,3%), Eni e Saipem (-3% entrambe); Brillano invece i titoli difesa: Leonardo (+3%) e Fincantieri (+1,8%) a Milano, trainati dalle attese di aumenti della spesa militare Usa e dal possibile schieramento di truppe franco-britanniche in Ucraina.

    Le utility corrono con Italgas (+5,8%) dopo l'operazione Snam (+1,5%): green bond convertibile da 500 milioni e riacquisto titoli 2028. Bene Hera (+2,2%), A2A (+2,5%) con upgrade Intermonte, Terna ed Enel (+1,3%). Avanza Tim (+1,8%) su accordo 5G con Fastweb+Vodafone, mentre Buzzi sale dell'1,5%; banche in ordine sparso, Moncler -3,6%.

  3. Frena l'Europa a metà seduta con i titoli oil

    A metà seduta gli indici europei rallentano dopo il recente rally, in linea con i future Usa orientati al ribasso in vista dei dati chiave sul mercato del lavoro americano. Il mercato resta cauto sulle prossime mosse del presidente Donald Trump, le cui dichiarazioni su Groenlandia e riserve di greggio venezuelane alimentano prudenza.

    Milano vira in negativo con un calo dello 0,2%, seguita da Parigi (-0,01%), Amsterdam (-0,9%), Madrid (-1,75%) e Londra (-0,6%). Francoforte resiste con un solido +0,6%, aggiornando i massimi. Pesano i titoli oil: Brent a 60,47 dollari (-0,05%) e WTI a 56,74 dollari (-0,3%), con timori di eccesso di offerta dal Venezuela.

     

     

  4. Seduta mista in Europa

    Piazza Affari continua la seduta con un guadagno frazionale sul Ftse Mib dello 0,24%. In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Italgas (+7,93%), A2A (+2,60%), Leonardo (+2,20%) e Fincantieri (+2,07%).

    I più forti ribassi, invece, si verificano su Tenaris, che continua la seduta con -2,09%. Seduta negativa per Eni, che mostra una perdita dell'1,80%. Sotto pressione Saipem, che accusa un calo dell'1,80%. Discesa modesta per DiaSorin, che cede un piccolo -1,05% (downgrade a Underweight da Barclays con taglio target price).

    Sul fronte geopolitico, il presidente degli Stati Uniti Trump ha riacceso la sua ambizione di acquisire la Groenlandia, citando le priorità per la sicurezza nazionale nella regione artica e le risorse minerarie inutilizzate dell'isola. Mentre la Casa Bianca ha dichiarato che l'acquisto della Groenlandia è in fase di discussione, ha anche esplicitamente affermato che un'azione militare per acquisirla è un'opzione.

  5. Spread a 69 punti

    Apertura stabile per lo spread tra BTp e Bund. In avvio di seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 69 punti base, pari al closing precedente. In calo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,51%, dal 3,54% della vigilia.

  6. Calo per i titoli petroliferi

    Tra i ribassi più marcati spicca Tenaris, in calo del 2,26% a 17,06 euro, seguita da Eni che perde l'1,92% a 16,14 euro. Saipem cede l'1,68% a 2,572 euro, Diasorin l'1,22% a 71,34 euro e Inwit lo 0,83% a 7,75 euro.

    Nome Valore Var %
    Tenaris 17,06 -2,26
    Eni 16,14 -1,92
    Saipem 2,572 -1,68
    Diasorin 71,34 -1,22
    Inwit 7,75 -0,83
    Stmicroelectronics 24,81 -0,78
    Bca Pop Sondrio 17,44 -0,71
    Nexi 4,126 -0,58
    Generali 35,70 -0,53
    Finecobank 22,72 -0,48
  7. Corre Italgas

    Sul fronte dei titoli italiani in evidenza, Italgas guida i rialzi con un netto +8,23% a 10,65 euro, seguita da A2A che avanza del 2,30% a 2,361 euro. Leonardo registra un progresso dell'1,98% a 55,66 euro, mentre Fincantieri sale dell'1,74% a 18,67 euro e Hera dell'1,47% a 4,128 euro.

    Nome Valore Var %
    Italgas 10,65 +8,23
    A2A 2,361 +2,30
    Leonardo 55,66 +1,98
    Fincantieri 18,67 +1,74
    Hera 4,128 +1,47
    Telecom Italia 0,523 +1,40
    Snam 5,746 +1,20
    Enel 9,309 +1,18
    Prysmian 91,84 +1,15
    Terna 9,32 +0,89
  8. Come aprono le Borse

    Le principali borse europee avviano la seduta con andamenti contrastanti. Francoforte segna un lieve progresso dello 0,41%, mentre Parigi avanza dello 0,17%. A Londra prevale invece la cautela, con l’indice in calo dello 0,3%. Milano apre sui livelli della vigilia, registrando un marginale +0,05%.

  9. Occhi su Pirelli e Saipem

    Il governo italiano sta valutando diverse misure per rendere il gruppo cinese Sinochem un azionista passivo di Pirelli, tra cui la sterilizzazione dei diritti di voto.

    Saipem ha annunciato l’avvio del collocamento di un green bond convertibile in azioni ordinarie esistenti di Italgas, con scadenza nel 2031, per un importo nominale di 500 milioni di euro. Contestualmente, Snam riacquisterà le obbligazioni in circolazione convertibili in azioni ordinarie di Italgas, con scadenza nel 2028.

  10. Diversi dati macro in arrivo

    Dopo una sessione asiatica in calo, influenzata dall’ordine del presidente americano Donald Trump di indirizzare il petrolio venezuelano verso gli Stati Uniti, i futures sui mercati azionari europei si preparano ad aprire con cautela, intorno alla parità.

    Gli investitori sono restii anche in attesa dei dati economici aggiornati previsti per mercoledì, tra cui l’inflazione nell’Eurozona e in Italia, le vendite al dettaglio e la disoccupazione in Germania, e la fiducia dei consumatori in Francia. I dati diffusi martedì hanno indicato un calo dell’inflazione in Germania e Francia a dicembre, rafforzando la posizione della Banca Centrale Europea di mantenere invariata la politica monetaria.