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La Borsa del 6 gennaio, Milano frena sul finale e chiude a -0,2%: deboli le banche
L’Europa continua la sua corsa grazie ai rally dei mercati asiatici e americani. Petrolio in calo e si osserva la situazione in Venezuela
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Milano frena sul finale
Le Borse europee chiudono una seduta altalenante con un bilancio quasi interamente positivo, ad eccezione di Madrid e Milano (che termina a -0,2%). A Piazza Affari, il Ftse Mib perde quota nel finale chiudendo a -0,2%, nonostante abbia toccato guadagni superiori allo 0,5% durante la giornata. Il comparto bancario pesa sulla performance complessiva, facendo sfumare di un soffio la possibilità di chiudere sopra quota 46.000 punti.
Sul listino principale tornano a brillare StMicroelectronics (+5,3%), sostenuta dalla revisione al rialzo delle stime della concorrente americana Microchip (che balza del 10% a Wall Street) e dalle previsioni ottimistiche dei vertici Nvidia. Bene anche DiaSorin (+3,7%), il lusso e i titoli petroliferi. Sul fronte opposto, le vendite colpiscono le banche: Banco Bpm (-2,4%) e Mps (-2,2%) risentono delle incertezze legate alle operazioni di aggregazione in corso. Tim (+0,6%) beneficia degli sviluppi nell'M&A del settore tlc.
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A Milano (+0,3%) brilla St
Proseguono con andamenti contrastati le principali Borse europee a metà seduta. Dopo la spinta iniziale derivante dai record di Tokyo e Wall Street, i listini tornano a muoversi in modo incerto: il Ftse Mib di Milano guadagna lo 0,3% e si avvicina ai 46.000 punti, livello già toccato in mattinata. Bene anche il Dax di Francoforte (+0,1%) e il Ftse 100 di Londra (+0,7%), mentre restano più deboli il Cac di Parigi (-0,4%), l’Ibex di Madrid (-0,3%) e l’Aex di Amsterdam (-0,2%). Nella piazza olandese non basta il balzo di Inpost (+21,4%), sostenuto dall’offerta di un investitore “misterioso” intenzionato ad acquisirne il controllo.
A Piazza Affari spicca Diasorin (+3,3%), trainata dall’ottimismo sul comparto farmaceutico europeo (+1,4%). Buona intonazione anche per StMicroelectronics (+2,6%), che beneficia della revisione al rialzo della guidance per il quarto trimestre da parte della rivale americana Microchip (+3,9% nel premercato a Wall Street) e delle dichiarazioni del numero uno di Nvidia, Jensen Huang, al Ces di Las Vegas, dove ha parlato di una domanda “altissima” di chip. Tim (+1,6%) avanza dopo che Deutsche Bank ha confermato il giudizio Buy, alzando il target price. In calo invece Lottomatica (-1,2%) e Prysmian (-1,1%).
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A Piazza Affari scatta St, acquisti su Stellantis
Le principali Borse europee proseguono su ritmi contrastati, nonostante i rialzi delle piazze asiatiche e il nuovo record di Wall Street. A spingere i mercati hanno contribuito i titoli della difesa ed energetici, galvanizzati dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump sugli investimenti Usa nel settore energetico venezuelano.
Così Piazza Affari accelera con il Ftse Mib a +0,56% che tocca i 46.000 punti, mentre Francoforte limita i danni con il Dax 40 a -0,02% e Parigi arretra di più marcato con il Cac 40 a -0,17%.
Sul listino milanese, focus su titoli difesa e petroliferi dopo il rally di ieri, con il Brent che ritraccia verso i 61 dollari al barile e il Wti a 58 dollari: Leonardo cede lo 0,69% nonostante il nuovo target price alzato da Bernstein a 60 euro (da 55). Bene invece Stmicroelectronics a +2,25%, trainata dal rialzo della guidance di Microchip per il trimestre di dicembre, mentre Stellantis avanza dello 0,34% grazie alle vendite Usa in crescita del 4% nel trimestre, con il Nord America (Usa+Canada) a +2%.
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Spread a 70 punti
Avvio poco mosso per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra i due titoli di Stato sale a 70 punti, dai 69,8 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,58% dal 3,56% della vigilia.
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Giù Prysmian
Sul fronte dei ribassi, realizzi su Prysmian, che scende a 90,96 euro con una flessione dello 0,63% dopo i recenti rialzi che avevano spinto il titolo sui massimi. Lievi cali anche per Inwit, in area 7,82 euro (-0,32%), per Brunello Cucinelli, che si porta a 95,04 euro (-0,27%), e per Fincantieri, che flette a 18,40 euro con una variazione negativa dello 0,27%. In moderata discesa anche Leonardo, che quota 54,28 euro con un ribasso dello 0,26%, in un contesto comunque impostato al rialzo nel medio periodo per il settore difesa.
Nome Valore Var % Prysmian 90,96 -0,63 Inwit 7,82 -0,32 Brunello Cucinelli 95,04 -0,27 Fincantieri 18,40 -0,27 Leonardo 54,28 -0,26 Ferrari 320,60 -0,25 Snam 5,654 -0,25 Moncler 54,36 -0,18 Enel 9,054 -0,12 Campari 5,576 -0,04 -
Focus su Stmicroelectronics
Tra i migliori titoli si distingue Stmicroelectronics, che tratta a 24,265 euro con un progresso del 2,21%, sostenuta dagli acquisti sul comparto tecnologico. Bene anche il settore bancario: Unicredit sale a 72,95 euro, in rialzo del 2,17%, confermando il buon momento del titolo, mentre Banca Popolare di Sondrio avanza a 17,875 euro con un guadagno del 2,08%. In progresso anche Bper Banca, che si attesta a 12,44 euro in crescita dell’1,97%, e Diasorin, che segna 70,72 euro con un incremento dell’1,55% nelle prime battute.
Nome Valore Var % Stmicroelectronics 24,265 +2,21 Unicredit 72,95 +2,17 Bca Pop Sondrio 17,875 +2,08 Bper Banca 12,44 +1,97 Diasorin 70,72 +1,55 Telecom Italia 0,5198 +1,33 Azimut 36,83 +1,18 Banco Bpm 13,10 +0,96 Banca Monte Paschi Siena 9,336 +0,94 Intesa Sanpaolo 6,096 +0,93 -
Partenza buona per l'Europa
Le principali Borse europee aprono la seduta del 6 gennaio con movimenti contenuti. A Francoforte l’indice segna un leggero rialzo dello 0,14%, mentre Parigi registra un progresso dello 0,06%, confermando un andamento laterale dei mercati. Anche Piazza Affari mostra una partenza cauta ma positiva: l’indice di Milano cresce dello 0,31% nelle prime battute, in un contesto complessivamente stabile per i listini continentali.
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Europa in rialzo, giù il petrolio
Le borse asiatiche continuano la loro corsa al rialzo di inizio anno, con Hong Kong, Giappone e Taiwan che guidano i guadagni dopo il record del Dow Jones a Wall Street. Martedì 6 gennaio, anche i futures sullo Eurostoxx 600 mostrano un progresso positivo, in rialzo dello 0,3% circa.
Martedì, il prezzo del petrolio ha subito un leggero calo dopo che il presidente Donald Trump, in un’intervista a NBC News, ha accennato alla possibilità che il governo sovvenzioni investimenti nel settore petrolifero venezuelano. Trump non ha fornito molti dettagli su come si intende rilanciare la produzione o su chi gestirà i profitti durante la fase di transizione. Contestualmente, il governo venezuelano sta consolidando il proprio controllo, con Delcy Rodríguez che ha prestato giuramento come presidente ad interim e segnali che preannunciano una nuova ondata di repressione.