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La Borsa del 3 marzo, Piazza Affari in caduta libera: -4% per le tensioni in Iran
Le borse europee restano in rosso per l'escalation militare in Iran, l'aumento dei prezzi del petrolio amplifica i rischi di inflazione
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Profondo rosso per l'Europa e Usa
Europa e Wall Street chiudono in profondo rosso il quarto giorno consecutivo segnato dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Oltre ai forti ribassi azionari, i mercati scontano la crescente preoccupazione per le forniture energetiche e per la tenuta dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per i traffici mondiali di greggio.
Il quadro europeo
Piazza Affari è la peggiore del continente insieme a Madrid: Milano chiude a -3,9%, Madrid a -4,6%. Pesanti anche Francoforte (-3,6%), Parigi (-3,4%), Londra (-2,8%) e Amsterdam (-2,5%). Oltreoceano, Wall Street — che ieri aveva tenuto a ridosso della parità — cede circa un punto e mezzo percentuale sui principali indici. A Milano si salvano in pochi. Lottomatica guida i rialzi (+3,3%), premiata dai conti 2025 e dalla guidance 2026, seguita da Recordati (+1,3%). Leonardo (-0,4%) ha oscillato per tutta la seduta intorno alla parità. Il resto del listino è tutto in rosso: tra gli energetici cedono Saipem (-5,1%) e Italgas (-6,3%), mentre sul lusso Moncler è ultima con -6,5%.
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Milano affonda
Le Borse europee viaggiano in forte calo, in un clima di incertezza legato sia alla durata del conflitto sia alla possibile estensione delle operazioni militari. S&P afferma che “la gravità” della situazione, nei suoi scenari predefiniti, è passata da elevata a grave e che, di conseguenza, è aumentata la probabilità di eventi capaci di indebolire la qualità del credito in tutti i settori. Lo scenario di base resta comunque quello di un conflitto militare relativamente breve.
In un Ftse Mib quasi interamente colorato di rosso, si salvano solo Lottomatica che viaggia in rialzo del 5,18% dopo i conti del 2025, e Leonardo (+0,52%). Tra le peggiori performance Saipem (-8,33%) che paga la sua forte esposizione in Medio Oriente. Sul valutario si rafforza ancora il dollaro, con il cambio euro/dollaro che scende a 1,1601 mentre rallenta la corsa dell'oro che e' in calo del 3,27% a 5.147 dollari l'oncia.
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I titoli in positivo e in negativo a Milano
Pochi i tioli positivi a Piazza Affari, dove spiccano i rialzi di Lottomatica Group (+4,69%), Leonardo (+0,41%) ed Eni (+0,25%).
Sul fronte opposto, le vendite colpiscono soprattutto Unipol (-4,07%), Prysmian (-3,82%), A2A (-3,76%), Mediobanca (-3,48%) e Unicredit (-3,36%).
Titolo Prezzo (€) Variazione (%) Unipol 19,435 -4,07% Prysmian 99,40 -3,82% A2A 2,407 -3,76% Mediobanca 17,45 -3,48% Unicredit 67,84 -3,36% Generali 33,75 -3,35% Bca Pop Sondrio 16,085 -3,28% Bper Banca 11,15 -3,17% Stmicroelectronics 27,32 -3,02% Banco BPM 11,815 -3,00% -
Come aprono le Borse
Le principali borse europee aprono in forte ribasso. Milano è la peggiore della mattinata con un calo dell'1,48%, seguita da Parigi che perde l'1,21% e Londra che cede lo 0,87%.
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Altra giornata in rosso
Le borse europee si preparano a un'altra seduta in rosso. Dopo aver bruciato 314 miliardi di euro nella sola giornata del 2 marzo, il futures sull'Eurostoxx50 cede un ulteriore 0,95% in pre-apertura. Male anche i futures americani, con il Dow Jones in calo dello 0,81% e l'S&P500 dello 0,91%.
A pesare sui mercati è l'escalation militare congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che ha spinto gli investitori verso i classici beni rifugio: l'oro avanza e il dollaro si rafforza. Al centro delle preoccupazioni c'è lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale attraverso cui transita oltre il 20% delle spedizioni mondiali di greggio e gas naturale liquefatto. Le tensioni hanno provocato un drastico calo del traffico navale: oltre 150 petroliere sono attualmente ferme in attesa al largo dello stretto. Il petrolio Brent intanto tratta poco sotto gli 80 dollari al barile, in un clima di forte nervosismo sui mercati energetici.