La Borsa del 3 marzo, Europa ancora in forte calo mentre continuano gli attacchi in Iran

Le borse europee restano in rosso per l'escalation militare in Iran, l'aumento dei prezzi del petrolio amplifica i rischi di inflazione

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. I titoli in positivo e in negativo a Milano

    Pochi i tioli positivi a Piazza Affari, dove spiccano i rialzi di Lottomatica Group (+4,69%), Leonardo (+0,41%) ed Eni (+0,25%).

    Sul fronte opposto, le vendite colpiscono soprattutto Unipol (-4,07%), Prysmian (-3,82%), A2A (-3,76%), Mediobanca (-3,48%) e Unicredit (-3,36%).

    Titolo Prezzo (€) Variazione (%)
    Unipol 19,435 -4,07%
    Prysmian 99,40 -3,82%
    A2A 2,407 -3,76%
    Mediobanca 17,45 -3,48%
    Unicredit 67,84 -3,36%
    Generali 33,75 -3,35%
    Bca Pop Sondrio 16,085 -3,28%
    Bper Banca 11,15 -3,17%
    Stmicroelectronics 27,32 -3,02%
    Banco BPM 11,815 -3,00%
  2. Come aprono le Borse

    Le principali borse europee aprono in forte ribasso. Milano è la peggiore della mattinata con un calo dell'1,48%, seguita da Parigi che perde l'1,21% e Londra che cede lo 0,87%.

     

  3. Altra giornata in rosso

    Le borse europee si preparano a un'altra seduta in rosso. Dopo aver bruciato 314 miliardi di euro nella sola giornata del 2 marzo, il futures sull'Eurostoxx50 cede un ulteriore 0,95% in pre-apertura. Male anche i futures americani, con il Dow Jones in calo dello 0,81% e l'S&P500 dello 0,91%.

    A pesare sui mercati è l'escalation militare congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che ha spinto gli investitori verso i classici beni rifugio: l'oro avanza e il dollaro si rafforza. Al centro delle preoccupazioni c'è lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale attraverso cui transita oltre il 20% delle spedizioni mondiali di greggio e gas naturale liquefatto. Le tensioni hanno provocato un drastico calo del traffico navale: oltre 150 petroliere sono attualmente ferme in attesa al largo dello stretto. Il petrolio Brent intanto tratta poco sotto gli 80 dollari al barile, in un clima di forte nervosismo sui mercati energetici.