La Borsa del 26 febbraio, Piazza Affari poco mossa dopo la raffica di trimestrali

Aziende italiane come Eni, Prysmian e Poste Italiane hanno pubblicato risultati positivi o previsioni importanti. Conti anche per Nvidia

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Aggiornato:

Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. Milano a +0,2%

    Le Borse europee si muovono in territorio positivo a metà seduta, con l’eccezione di Madrid che resta leggermente sotto la parità (-0,12%). Francoforte avanza dello 0,3%, Londra dello 0,13%, Parigi dello 0,87% e Milano dello 0,2%.​

    A Piazza Affari, i riflettori sono puntati sulle società che hanno pubblicato i risultati 2025: Eni guadagna oltre l’1% grazie a numeri del quarto trimestre sopra le stime, mentre Prysmian, dopo un avvio debole, recupera e segna +1,3% sulla scia dei conti. In evidenza Nexi, che sale di oltre il 3% seguendo la scia della concorrente francese Worldline (+5,4% a Parigi) dopo la presentazione del piano di rilancio. Più deboli, infine, i titoli bancari, dopo la buona prova della vigilia.

  2. Spread a 60 punti

    Stabile in avvio lo spread tra BTp e Bund. A inizio seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 60 punti base, stesso valore del closing di ieri. Idem per il rendimento del BTp decennale benchmark che segna sempre 3,31%, senza variazioni rispetto al riferimento precedente.

  3. Giù Saipem e Prysmian

    Sul fronte dei ribassi, prevalgono invece le prese di profitto sui titoli oil services e industriali. Saipem arretra del 2,57% a 3,413 euro, risultando il peggior titolo del paniere, mentre Prysmian cede l’1,88% a 98,12 euro. Debole anche il comparto bancario con Unicredit in calo dello 0,86% a 73,50 euro, affiancata da Unipol che scende dello 0,85% a 20,97 euro. In flessione infine Tenaris, che lascia sul terreno lo 0,82% a 22,87 euro.

    Nome Valore (€) Variazione %
    Saipem 3,413 -2,57%
    Prysmian 98,12 -1,88%
    Unicredit 73,50 -0,86%
    Unipol 20,97 -0,85%
    Tenaris 22,87 -0,82%
    Generali 35,89 -0,80%
    Finecobank 20,34 -0,73%
    Buzzi 48,88 -0,73%
    Inwit 8,86 -0,67%
    Diasorin 70,64 -0,56%
  4. Crescono Leonardo ed Eni

    Sul listino principale di Piazza Affari si mettono in evidenza i titoli della difesa e dell’energia. Leonardo guida i rialzi con un progresso dell’1,76% a 57,92 euro, seguita da Eni che avanza dell’1,30% a 19,132 euro. Bene anche Fincantieri, in aumento dell’1,18% a 14,61 euro, mentre il lusso vede Brunello Cucinelli in moderato rialzo dello 0,71% a 84,90 euro. In progresso anche Enel, che guadagna lo 0,63% portandosi a 10,058 euro.

    Nome Valore (€) Variazione %
    Leonardo 57,92 +1,76%
    Eni 19,132 +1,30%
    Fincantieri 14,61 +1,18%
    Brunello Cucinelli 84,90 +0,71%
    Enel 10,058 +0,63%
    Stmicroelectronics 29,045 +0,61%
    Lottomatica Group 20,56 +0,49%
    Nexi 3,288 +0,46%
    Moncler 57,96 +0,28%
    A2a 2,416 +0,25%
  5. Prevale la cautela in Europa

    Le principali piazze europee hanno avviato la seduta odierna all'insegna della cautela, muovendosi poco lontano dalla parità. Milano ha aperto con un andamento sostanzialmente laterale, registrando una lieve flessione dello 0,16%, seguita da Londra che ha mostrato un calo dello 0,2%. Situazione analoga per Francoforte, che segna un ribasso frazionale dello 0,32%, mentre Parigi si distingue come l'unica piazza in territorio positivo, pur restando ferma sui livelli della vigilia con un timido +0,11%.

  6. Nvidia batte ancora le stime degli analisti

    Nvidia ha chiuso il quarto trimestre 2025 con risultati superiori alle aspettative, trainati dalla forte crescita del business dei data center, i cui ricavi sono aumentati del 75%. Nelle contrattazioni after-hours, il titolo ha guadagnato circa il 3,7%. Nel dettaglio, i conti del gruppo hanno superato le stime degli analisti, con un utile per azione rettificato di 1,62 dollari, rispetto all’1,53 dollari previsto, e ricavi di 68,13 miliardi di dollari, contro i 66,21 miliardi stimati.

    Il fatturato complessivo del trimestre è cresciuto del 73% su base annua, passando dai 39,3 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. Oltre il 91% dei ricavi proviene dalla divisione data center, che include i chip per l’intelligenza artificiale. L’utile è quasi raddoppiato, passando da 22,1 miliardi di dollari (89 centesimi per azione) a 43 miliardi di dollari (1,76 dollari per azione).

  7. Poste Italiane, utile record e cresce il dividendo

    Poste Italiane ha chiuso il 2025 con un utile netto record di 2,2 miliardi di euro, in crescita del 10% rispetto al 2024. Questo risultato è in linea con la guidance aggiornata per il 2025 e anticipa gli obiettivi del piano 2024-2028 presentato dal gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante.

    Anche il dividendo è in aumento, fissato a 1,25 euro per l’intero esercizio, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. La distribuzione complessiva ammonta a 1,6 miliardi di euro, con un pay out ratio (il rapporto tra cedola e utile) del 73%.  Un saldo di 0,85 euro (pari a 1,1 miliardi di euro) sarà distribuito il prossimo 6 giugno.

  8. Eni, utile a +35%

    Eni ha chiuso il quarto trimestre 2025 con un utile netto rettificato di 1,2 miliardi di euro, in crescita del 35% rispetto all’anno precedente.

    La produzione giornaliera di idrocarburi nello stesso periodo è stata di 1,84 milioni di barili equivalenti, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Questo incremento ha compensato il calo del prezzo del barile, sceso a 58,4 dollari dai 69 dollari del quarto trimestre 2024 (-15%), nonché l’apprezzamento del 9% dell’euro rispetto al dollaro.  L’ebit rettificato del periodo è salito a 2,87 miliardi di euro, con un incremento del 6%.

    Intanto, il cda del 25 febbraio ha deliberato di distribuire agli azionisti la terza delle quattro tranche del dividendo 2025, a valere sulle riserve disponibili. Il pagamento sarà di 0,26 euro (su una cifra complessiva annuale pari a 1,05 euro) con data di stacco della cedola il 23 marzo e messa in pagamento il 25.

  9. Leggero calo per Stellantis

    Dopo il recente profit warning di inizio febbraio, Stellantis chiude il 2025 con ricavi in calo del 2%, attestandosi a 153,5 miliardi di euro, e una perdita netta di 22,3 miliardi.

    Questa perdita è in gran parte dovuta a 25,4 miliardi di oneri straordinari complessivi legati al cambio di strategia, di cui 22,2 miliardi registrati nel secondo semestre e quasi 3,3 miliardi nel primo.  Inoltre, il flusso di cassa industriale risulta negativo per 4,5 miliardi. La guidance per il 2026, comunicata lo scorso 6 febbraio in occasione del profit warning, rimane confermata. Come già anticipato, non verrà distribuito alcun dividendo quest’anno.

  10. Borse caute

    Le borse europee sono attese poco mosse all’apertura, con il future sull’Eurostoxx50 in rialzo dello 0,05%. Al contrario, i futures sull’S&P 500 sono in calo dello 0,067%. Questo calo è dovuto alle modeste performance di Nvidia, che ha registrato un aumento del solo 0,20% nelle contrattazioni after-hours a Wall Street. Nonostante Nvidia abbia superato le aspettative del consenso in termini di utili e previsioni, permangono preoccupazioni riguardo ai livelli delle scorte e alle vendite in Cina.