Un viaggio d’avventura si è trasformato in un incubo: sull’isola di Socotra, arcipelago dello Yemen nel cuore dell’Oceano Indiano, centinaia di turisti sono rimasti bloccati a seguito della cancellazione dei voli causata dell’escalation nelle tensioni regionali.
Tra loro ci sono 86 italiani che al momento non riescono a rientrare in patria. I connazionali si trovano sparsi sull’isola, ospitati in piccoli hotel, strutture turistiche e campeggi organizzati da diversi tour operator. E il fatto che non si tratti di un unico gruppo compatto rende più difficile la gestione logistica dell’emergenza.
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Yemen, turisti italiani a Socotra
C’è chi è arrivato a Socotra pochi giorni fa e chi è sull’isola da oltre una settimana. Ma tutti sono accomunati dall’impossibilità di lasciare un territorio improvvisamente isolato dal resto del mondo.
Alcuni italiani, raggiunti dalle varie testate, hanno raccontato di essere al sicuro, ma di vivere una condizione di crescente disagio legata soprattutto all’assenza di informazioni certe sui tempi di rientro.
La situazione richiama quanto già accaduto nel maggio 2024, quando un altro gruppo di turisti italiani rimase bloccato sulla stessa isola per giorni, sempre a causa della sospensione dei collegamenti aerei.
Farnesina e Unità di crisi al lavoro
Il ministero degli Esteri segue costantemente l’evolversi della situazione. L’Unità di crisi della Farnesina, in stretto raccordo con i tour operator coinvolti e con l’ambasciata italiana a Riad, competente per lo Yemen, sta lavorando per individuare soluzioni che consentano il rientro dei connazionali.
Ma le opzioni restano limitate: lo spazio aereo è chiuso e l’unico collegamento regolare con l’esterno, operato da una compagnia con base negli Emirati Arabi Uniti, è stato sospeso a tempo indeterminato.
Secondo le autorità locali, sull’isola si trovano più di 400 turisti stranieri, di cui oltre 60 russi. I media polacchi parlano di decine di cittadini della Polonia rimasti intrappolati dopo la dichiarazione dello stato di emergenza e la chiusura temporanea degli aeroporti. Tra i turisti ci sono anche tedeschi, lituani, cinesi e cittadini di altri Paesi europei. Le autorità yemenite assicurano che i turisti stanno bene.

È sicuro andare in Yemen?
Così si legge sul sito ViaggiareSicuri, gestito dal Ministero degli Esteri:
È assolutamente sconsigliato, nell’attuale situazione, recarsi in Yemen ed effettuare viaggi in tutto il Paese, inclusa l’isola di Socotra… Rimane elevato il rischio di attentati contro strutture governative e obiettivi occidentali, come pure di sequestri ed azioni ostili ai danni di cittadini stranieri, in particolare occidentali, da parte di gruppi terroristici di matrice islamista e di gruppi tribali.
Socotra è patrimonio Unesco ed ospita specie vegetali e animali uniche, come i famosi alberi del drago. D’altro canto, le infrastrutture sono minime, le risorse limitate e i collegamenti ridotti. Nella zona c’è scarsità di acqua potabile e le strutture sanitarie sono ridotte al minimo. E come conferma la situazione attuale, le possibilità di evacuazione in caso di crisi risultano complesse.
Socotra formalmente parte dello Yemen, ma di fatto è sotto il controllo degli Emirati Arabi Uniti. È un avamposto strategico nel Golfo di Aden, a ridosso dello stretto di Bab el-Mandeb, snodo cruciale per i traffici di petrolio e gas verso il Canale di Suez. Le tensioni tra Yemen, Arabia Saudita ed Emirati si riflettono direttamente sulla stabilità dell’isola. Isola che finora era rimasta ai margini della guerra civile, ma che è sempre più esposta alle sue conseguenze.