La Procura di Milano ha avviato un’indagine sulla procedura che ha portato alla cessione dello stadio San Siro e delle aree circostanti a Inter e Milan. Al centro degli accertamenti ci sono ipotesi di irregolarità nella gestione amministrativa dell’operazione, conclusa il 1° ottobre 2025. Secondo gli inquirenti, la procedura potrebbe essere stata alterata da comportamenti riconducibili, come riporta il Corriere della Sera a “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”, ipotesi contestata per un arco temporale di sei anni. A questa si aggiungono presunte “rivelazioni di segreto” avvenute tra il 2021 e il 2023.
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Le perquisizioni della Guardia di Finanza
Nella mattinata di martedì sono scattate le perquisizioni da parte della Guardia di Finanza. I controlli hanno riguardato il Comune di Milano, la società M-I Stadio e le abitazioni e gli uffici delle persone coinvolte nell’indagine. M-I Stadio è la società partecipata al 50% da A.C. Milan e F.C. Internazionale Milano, incaricata della gestione dell’impianto intitolato a Giuseppe Meazza. L’attività investigativa mira a raccogliere elementi utili per chiarire i rapporti tra funzionari pubblici e consulenti delle due società calcistiche.
Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda l’Avviso pubblico pubblicato dal Comune il 24 marzo 2025. Questo atto amministrativo aveva l’obiettivo di raccogliere eventuali manifestazioni di interesse alternative rispetto alla proposta di Inter e Milan. Pur non trattandosi di un bando di gara tradizionale, l’atto viene considerato dagli inquirenti “equipollente”, cioè assimilabile a una procedura competitiva per individuare un contraente. Secondo la Procura, proprio questo passaggio potrebbe essere stato strutturato in modo da favorire i soggetti già coinvolti nell’operazione.
Vendita stadio San Siro, chi sono gli indagati
Nell’indagine risultano coinvolte nove persone tra dirigenti pubblici, consulenti e manager legati alle due società calcistiche. Tra i nomi indicati figurano il direttore generale del Comune, Christian Malangone, e Giancarlo Tancredi, responsabile del procedimento e successivamente assessore all’Urbanistica, la direttrice della pianificazione del Comune, Simona Collarini; la consulente dell’Inter per l’affare dello stadio, l’avvocato Ada Lucia De Cesaris, che del Comune era stata assessore all’Urbanistica dal 2011 e vicesindaco dal 2013 sino al 2015 nella giunta di centrosinistra del sindaco Giuliano Pisapia; l’altro advisor dell’Inter, Fabrizio Grena; i consulenti del Milan, Giuseppe Bonomi e Marta Spaini; e due manager dell’Inter, l’amministratore delegato 2018-2025 Alessandro Antonello e il procuratore nerazzurro Mark Van Huuksloot.
Un elemento rilevante per l’indagine è rappresentato dalle comunicazioni emerse da alcune chat. Secondo la Procura, questi scambi potrebbero documentare contatti tra funzionari pubblici e consulenti privati su atti amministrativi ancora in fase di definizione. In particolare, gli inquirenti ritengono di aver individuato almeno due episodi di “rivelazione di segreto”. Il primo riguarderebbe una bozza di delibera del novembre 2021, mentre il secondo farebbe riferimento a una proposta del gennaio 2023.
Le perquisizioni e il sequestro dei dispositivi elettronici hanno l’obiettivo di ricostruire in modo più completo la rete di comunicazioni e i ruoli dei soggetti coinvolti.
Un’operazione immobiliare sotto esame
La cessione dello stadio e delle aree circostanti riguarda una superficie complessiva di circa 280.000 metri quadrati. Si tratta di una delle operazioni immobiliari più rilevanti degli ultimi anni per la città di Milano. Nel frattempo, alcune attività istituzionali del Comune sono state rinviate, come la conferenza stampa prevista a Palazzo Marino, segno dell’impatto immediato dell’inchiesta sull’agenda amministrativa.