Dalla vecchia Montedison al più grande hub di idrogeno verde del Centro-Nord. A Falconara Marittima, in provincia di Ancona, un’area industriale dismessa si trasforma in un polo per l’energia sostenibile grazie all’Opificio Idrogeno Marche, un impianto che è molto più di una stazione di rifornimento: è un sistema energetico completo che utilizza sole e acqua per produrre idrogeno destinato a rifornire direttamente autobus, camion e auto, oppure a essere stoccato e trasportato verso altri siti.
Il progetto, realizzato da Renco e Gruppo Pollarini, occupa circa 4,5 ettari dell’ex complesso industriale e ha richiesto un investimento superiore ai 60 milioni di euro, sostenuto anche da 16,4 milioni di risorse PNRR. La particolarità dell’intervento non sta soltanto nella quantità di idrogeno che l’impianto potrà produrre ma nella possibilità di concentrare nello stesso spazio tutte le fasi della filiera, dalla produzione allo stoccaggio fino alla distribuzione.
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Come funziona il nuovo impianto
Il cuore del sistema è l’energia prodotta dal sole. Il polo comprende 7,8 MW di impianti fotovoltaici interamente asserviti alla produzione di idrogeno, ai quali si aggiungono ulteriori 8 MW di fotovoltaico dotati di un sistema di accumulo da 8 MWh.
L’energia rinnovabile alimenta quattro elettrolizzatori, per una potenza complessiva di 4 MW. Attraverso il processo di elettrolisi, l’acqua preventivamente trattata viene separata nei suoi elementi fondamentali, producendo idrogeno e ossigeno. L’idrogeno viene quindi trattato, compresso e stoccato. A regime, la capacità produttiva prevista supera le 600 tonnellate di idrogeno all’anno, mentre all’interno del sito possono essere conservati fino a 1.600 chilogrammi di idrogeno.
L’impianto non si ferma alla produzione. Il polo dispone infatti anche di baie per il caricamento dei carri bombolai, attraverso i quali l’idrogeno può essere trasportato fuori dal sito, e di una stazione di rifornimento destinata sia alle automobili sia ai mezzi pesanti come autobus e veicoli industriali. OIM diventa così l’impianto per l’idrogeno verde più completo oggi esistente in Italia.
Dalla fabbrica dismessa alla Hydrogen Valley
È proprio questa integrazione a rendere particolare il progetto. Invece di costruire soltanto un impianto per produrre idrogeno, a Falconara è stata realizzata una struttura che mette insieme produzione dell’energia, trasformazione, accumulo, logistica e utilizzo finale.
La Regione Marche ha definito l’intervento la prima Hydrogen Valley marchigiana, inserendolo nel più ampio percorso di sviluppo della filiera dell’idrogeno sul territorio regionale.
“Questo impianto rappresenta un esempio concreto di transizione energetica e industriale, un investimento strategico che colloca Falconara e le Marche tra i protagonisti delle nuove tecnologie legate all’idrogeno verde”
ha spiegato il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli .
L’operazione ha inoltre una seconda dimensione: la riqualificazione di un’area industriale dismessa. Le strutture storiche dell’ex Montedison sono state recuperate e oggi convivono con elettrolizzatori, compressori e sistemi di stoccaggio, creando un legame tra la produzione del Novecento e una tecnologia considerata strategica nella transizione energetica.
A cosa servirà l’idrogeno prodotto
Uno degli sbocchi indicati per la nuova produzione è quello della mobilità, soprattutto per i mezzi pesanti e il trasporto pubblico. L’idrogeno, infatti, può essere utilizzato come vettore energetico nei veicoli dotati di celle a combustibile. La stazione realizzata all’interno dell’Opificio permette di rifornire direttamente i mezzi, mentre una parte della produzione potrà essere trasportata altrove attraverso i carri bombolai. La logica è quindi quella di costruire una filiera che non si limiti alla produzione dell’idrogeno, ma che permetta di farlo arrivare direttamente ai suoi potenziali utilizzatori.
Quanto è costato il progetto
Per realizzare l’Opificio Idrogeno Marche sono stati investiti oltre 60 milioni di euro. Una parte significativa dell’investimento è stata sostenuta con risorse pubbliche: 16,4 milioni di euro arrivano dal PNRR, di cui 12,9 milioni destinati alla realizzazione del sito di produzione di idrogeno nell’area ex Montedison e 3,5 milioni alla stazione di rifornimento per il trasporto stradale. Il resto dell’investimento è a carico dei soggetti privati coinvolti nel progetto. Partner del progetto sono Renco e Pollarini Group, che detiene il 50% della società ed è proprietario dell’area su cui sorge l’impianto.
“L’Opificio Idrogeno Marche rappresenta per Renco e Gruppo Pollarini un progetto industriale concreto, nel quale innovazione, capacità realizzativa e attenzione al territorio si incontrano. A Falconara i due partners hanno scelto di investire in una filiera completa dell’idrogeno, recuperando al tempo stesso un’area che appartiene alla storia produttiva della città. È un intervento che guarda al futuro dell’energia senza dimenticare il valore industriale del luogo da cui nasce.”
ha detto Giovanni Rubini, Ceo di Renco.