I porti sono infrastrutture fondamentali per l’economia globale, ma anche uno dei punti critici per l’inquinamento nelle città costiere. Navi da crociera, traghetti e cargo emettono grandi quantità di CO₂, ossidi di azoto e ossidi di zolfo, soprattutto durante le manovre e la sosta in porto.
Secondo l’European maritime transport environmental report del 2025, il trasporto marittimo è responsabile di circa il 14,2% delle emissioni di CO₂ del settore dei trasporti nell’Ue, con impatti significativi soprattutto nelle aree portuali urbane.
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Porti: l’impatto sulle città che li ospitano
I porti rappresentano un motore economico per molte città europee: garantiscono occupazione, turismo e commercio internazionale. Allo stesso tempo però possono compromettere la qualità della vita dei residenti che abitano nelle aree vicine agli scali marittimi.
Le navi producono infatti emissioni di ossidi di azoto, di zolfo e particolato fine, sostanze che contribuiscono allo smog urbano e che possono avere effetti sulla salute.
Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, l’esposizione prolungata al particolato fine è associata a un aumento del rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari, oltre che a una maggiore mortalità prematura.
L’ambiente marino, sensibile a rifiuti apparentemente invisibili come le sigarette, risente pesantemente anche dell’attività portuale: residui di carburanti, acque di sentina e microplastiche provenienti dalle vernici degli scafi possono accumularsi nei sedimenti costieri e negli ecosistemi marini.
Tra le principali fonti di inquinamento nei porti turistici ci sono le navi da crociera. Anche quando sono attraccate, spesso mantengono i motori accesi per alimentare i servizi di bordo.
Il risultato, come già detto, sono emissioni di CO₂, ossidi di zolfo, ossidi di azoto e particolato fine che contribuiscono all’inquinamento atmosferico nelle città portuali. Un problema legato soprattutto ai carburanti marittimi tradizionali, che contengono livelli di zolfo più elevati rispetto ai carburanti terrestri.
Per ridurre queste emissioni l’Ue sta spingendo i porti a installare sistemi di alimentazione elettrica da terra (shore power), che permettono alle navi di spegnere i motori durante la sosta.
Tuttavia la diffusione di queste infrastrutture procede lentamente: secondo uno studio citato da Reuters nel 2025, meno del 20% delle connessioni necessarie nei porti europei è stato finora installato o messo sotto contratto.
Emissioni dei traghetti superiori a quelle delle automobili
Anche i traghetti utilizzati per collegare le isole e le regioni costiere hanno un impatto significativo sull’ambiente.
Un’analisi del 2026 basata sui dati dell’organizzazione Transport & Environment stima che la flotta europea di traghetti produca circa 13,4 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, emissioni equivalenti a quelle generate da 6,6 milioni di automobili.
In alcune città portuali europee l’inquinamento generato dai traghetti può superare addirittura quello del traffico stradale. Secondo un’analisi riportata nel 2026, in diversi porti europei le emissioni di ossidi di zolfo dei traghetti superano quelle delle automobili.
Tra i porti più esposti figurano Dublino, Las Palmas e Holyhead, indicati tra gli scali con i livelli più elevati di emissioni legate ai traghetti.
Le navi cargo rappresentano la colonna portante del commercio internazionale: trasportano circa il 90% delle merci scambiate a livello globale. Ma proprio per questo sono anche una fonte importante di emissioni.
Secondo l’European maritime safety agency, il trasporto marittimo nell’Unione europea ha prodotto 137,5 milioni di tonnellate solo di CO₂ nel 2022.
Per non parlare degli ossidi di azoto, ossidi di zolfo, particolato e metano. Quest’ultimo è particolarmente rilevante perché è un gas serra molto potente. Nel settore dei trasporti europei, il traffico marittimo rappresenta circa il 26% delle emissioni di metano.
Quali sono i porti più inquinati d’Europa
Ecco le classifiche dei 10 porti più inquinati d’Europa in base alla tipologia di rischio. Nelle tre differenti liste figurano 6 città italiane: Civitavechia e Venezia, a causa delle navi da crociera, e Palermo, Genova, Livorno e Napoli, a causa dei traghetti.
| Inquinamento da navi da crociera |
Inquinamento da traghetti | Inquinamento da navi cargo | |
|---|---|---|---|
| 1 | Barcellona (Spagna) | Dublino (Irlanda) | Rotterdam (Paesi Bassi) |
| 2 | Civitavecchia (Italia) | Las Palmas (Spagna) | Anversa (Belgio) |
| 3 | Pireo (Grecia) | Holyhead (Regno Unito) | Amburgo (Germania) |
| 4 | Palma di Maiorca (Spagna) | Palermo (Italia) | Algeciras (Spagna) |
| 5 | Lisbona (Portogallo) | Genova (Italia) | Valencia (Spagna) |
| 6 | Amburgo (Germania) | Livorno (Italia) | Marsiglia (Francia) |
| 7 | Southampton (Regno Unito) | Napoli (Italia) | Bremerhaven (Germania) |
| 8 | Venezia (Italia) | Stoccolma (Svezia) | Amsterdam (Paesi Bassi) |
| 9 | Marsiglia (Francia) | Helsinki (Finlandia) | Le Havre (Francia) |
| 10 | Dubrovnik (Croazia) | Copenaghen (Danimarca) | Pireo (Grecia) |