Spread Btp-Bund crolla sotto i 60 punti dopo il picco, quali titoli italiani acquistare

Improvviso crollo dello spread dopo l'instabilità del periodo di chiusura di ieri, il differenziale è sceso in apertura sotto i 60 punti, toccando nuovi minimi da decenni

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha registrato un improvviso crollo in apertura il 15 gennaio, dopo che la chiusura del giorno precedente aveva registrato grande instabilità e un balzo oltre i 64 punti. Il calo è stato favorito da una riduzione dei rendimenti dei titoli italiani, mentre quelli di Berlino sono rimasti sostanzialmente stabili.

La riduzione dello spread si può ricondurre sia alla situazione internazionale, con Trump che ha allontanato la possibilità di un imminente attacco all’Iran, sia ai risultati, pubblicati nella tarda serata di ieri 14 gennaio, dell’ultima asta dei Btp a tre anni, che ha visto rendimenti bassi e una domanda molto maggiore dell’offerta.

Lo spread crolla a 60 punti

Dopo i risultati positivi degli ultimi giorni, nel pomeriggio del 14 gennaio lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi è entrato improvvisamente in una fase di instabilità. Con un colpo di coda, verso la chiusura il differenziale ha sfiorato i 65 punti, per poi rientrare di poco sotto i 64.

Un’instabilità che i Btp avevano condiviso con gli altri titoli di Stato dei grandi Paesi europei, probabilmente legata alle notizie provenienti dall’Iran, sempre più incerte, e dalla Groenlandia, che hanno scosso i mercati finanziari. Unica eccezione i Bund, che sono rimasti completamente stabili.

L’apertura del 15 gennaio ha però visto i buoni del tesoro pluriennali toccare nuovi record per quanto riguarda il differenziale con i Bund tedeschi, che è sceso sotto i 60 punti, arrivando un minimo di 59,8. I rendimenti dei titoli italiani sono scesi a 3,42%, mentre quelli dei Bund sono rimasti a 2,8%.

I mercati premiano anche Spagna e Francia

Anche gli altri principali Paesi europei hanno seguito la stessa traiettoria dell’Italia per quanto riguarda il differenziale con i titoli tedeschi. La Spagna conferma il suo andamento parallelo a quello italiano, con una differenza di 20 punti in meno. La Francia allo stesso modo riduce la differenza di rendimento tra gli Oat e i Bund, portando lo spread sotto quota 70.

Rendimenti all’apertura del 15 gennaio
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 2,82%
Btp italiani 3,43% 60
Oat francesi 3,50% 68
Bonos spagnoli 3,22% 40

L’andamento altalenante dei rendimenti e dello spread mostra che quasi tutti i Paesi europei sono vulnerabili alle tensioni internazionali, in particolare quelle in Medio Oriente. La Germania fa però eccezione, un dato positivo per Berlino che, alle prese con una complessa crisi economica, fatica a ritrovare il ruolo di guida dell’economia europea e vede minacciato quello di Stato più stabile dal punto di vista finanziario in Ue.

Come investire in Btp, le prossime aste

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato i risultati dell’asta dei Btp a 3 anni che si è tenuta il 13 gennaio 2026. Si tratta della prima tranche dei titoli di Stato in scadenza al 15 marzo 2029. L’importo minimo offerto era di 3,5 milioni di euro, quello massimo di 4 milioni. La domanda ha largamente ecceduto l’offerta, con 5,8 milioni di euro.

Un risultato ottimo che ha portato i rendimenti al 2,4% e che aumenta l’attesa per le prossime aste:

  • l’asta Btp short – Btp€i del 27 gennaio;
  • l’asta dei Bot del 28 gennaio;
  • l’asta medio-lungo termine del 29 gennaio;
  • l’asta Bot dell’11 febbraio;
  • l’asta medio-lungo termine del 12 febbraio.

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