Il governo rivede l’impianto normativo sul Ponte sullo Stretto e modifica in modo significativo l’articolo chiave del decreto Infrastrutture. Dopo giorni di confronto istituzionale, in particolare con il Quirinale, il nuovo testo approda in Consiglio dei ministri con una governance meno straordinaria e con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nuovamente al centro del processo decisionale.
La riscrittura dell’articolo 1 rappresenta un cambio di passo rispetto alle prime bozze circolate nei giorni precedenti. Il provvedimento nasce dall’esigenza di superare le osservazioni emerse durante le interlocuzioni con il Colle, che avevano riguardato soprattutto la struttura di governo dell’opera e alcune deroghe considerate eccessive rispetto all’ordinario assetto amministrativo.
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La revisione del testo del decreto sul Ponte sullo Stretto
Nel confronto con la Presidenza della Repubblica, sono stati sollevati rilievi su diversi passaggi dell’impianto originario. In particolare, il testo iniziale accentuava il carattere straordinario della governance del Ponte, prevedendo norme dedicate a una singola infrastruttura e la nomina di un Commissario straordinario coincidente con l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci.
Altri profili attenzionati riguardavano il ruolo della Corte dei conti, che nelle prime versioni risultava ridimensionato, e il tema della responsabilità erariale, con formulazioni che alleggerivano il perimetro del danno erariale. Secondo quanto emerso, questi aspetti sono stati ritenuti meritevoli di approfondimento, spingendo il Mit a una riscrittura più ampia del previsto.
Il confronto tra Salvini e Mattarella
Il punto di equilibrio è stato raggiunto dopo il confronto diretto tra Matteo Salvini e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Salvini ha spiegato di essersi confrontato con il Capo dello Stato anche sul testo del decreto, chiarendo che “non c’è mai stata nessuna norma che limitava i poteri della Corte dei conti”.
Sulla questione del commissariamento, il ministro ha sottolineato che il Mit si farà carico direttamente di tutti i procedimenti necessari: “Ci facciamo carico noi, al ministero, di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e per avviare finalmente i cantieri”.
La scomparsa del super-commissario
Nel nuovo assetto normativo scompare la figura del super-commissario per il Ponte. La regia dell’opera torna al ministero delle Infrastrutture, che diventa il soggetto responsabile degli adempimenti successivi ai rilievi della magistratura contabile.
L’articolo 1, che nelle bozze precedenti risultava privo di contenuto operativo, ora affida al Mit una serie di compiti chiave. Tra questi rientrano l’aggiornamento del piano economico-finanziario, necessario anche per recepire le variazioni di spesa, l’acquisizione di nuovi pareri tecnici e la gestione della procedura ambientale a livello europeo.
Nel testo riscritto non compaiono più formulazioni che delimitano esplicitamente il perimetro dei controlli della Corte dei conti né riferimenti a scudi sulla responsabilità contabile.
La roadmap procedurale del decreto
La bozza di decreto delinea una roadmap articolata per arrivare alla nuova delibera, passaggio considerato decisivo per il rilancio dell’opera. Il percorso prevede l’acquisizione del piano economico-finanziario aggiornato, ma anche il via libera da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti e del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Proprio l’esclusione iniziale di questi organismi aveva suscitato le perplessità della Corte dei conti. A ciò si aggiungono nuovi passaggi legati alla direttiva Habitat, con valutazioni sugli impatti ambientali e sulla salute dell’uomo, e l’adozione di una nuova delibera della procedura Iropi, Motivazioni Imperative di Rilevante Interesse Pubblico, strumento necessario per superare i vincoli europei in materia ambientale.