Rialzo tassi di interesse, mutui più cari da aprile: la Bce valuta nuova stretta

L'instabilità in Medio Oriente spinge l'inflazione e orienta la Bce verso una stretta monetaria. Le ripercussioni su famiglie e prestiti

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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La Banca Centrale Europea è pronta a fare di tutto per mantenere l’inflazione sotto il 2%. Lo ha esplicitato un membro del Consiglio direttivo della BCE, Joachim Nagel, che ha fatto intendere come la banca sia pronta a prendere in considerazione un aumento dei tassi di interesse già a partire dal prossimo mese. Una decisione legata alle pressioni sui prezzi, soprattutto in vista di un ulteriore intensificarsi della guerra in Iran.

Nagel ha ipotizzato prospettive di inflazione a medio termine in peggioramento e quindi un probabile necessario “orientamento di politica monetaria più restrittivo”. Se ne è parlato proprio all’Eurotower, discutendo degli eventi in Medio Oriente che hanno reso il mercato più incerto. Al dibattito ha partecipato anche Christine Lagarde, secondo la quale la guerra “ha reso le prospettive significativamente più incerte”.

Tassi di interesse in crescita con la guerra

Quello che ha fatto intendere Christine Lagarde in maniera anche piuttosto esplicita è che la Banca Centrale Europea non resterà ferma e reagirà alla volatilità dei prezzi di petrolio e gas. Le fanno eco i membri del Consiglio direttivo, che posizionano tale “agire” a quando sarà necessario per quanto sarà necessario. Il tutto per tenere l’inflazione al target del 2%, obiettivo reso difficile però dalle notizie di un conflitto che si allunga e si intensifica.

François Villeroy, membro del Consiglio direttivo, ha avvertito proprio in merito alle ultime notizie sulla guerra in Iran dicendo che è molto più probabile un inasprimento monetario rispetto a un taglio dei tassi.

Gli analisti scommettono su ben tre rialzi nell’area euro entro il 2026. Le probabilità di una stretta monetaria, al meeting di fine aprile, sono del 75% secondo i trader. Un altro membro del Consiglio direttivo, Martins Kazaks, ha delineato proprio questo scenario, ovvero che nei prossimi meeting, e già a partire da aprile, si valuterà cosa fare in ambito di politica monetaria per stabilizzare l’inflazione.

Rate dei mutui più alte: le ipotesi

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran potrebbe toccare anche i mutui e potrebbe farlo già a partire dal mese di aprile. Le banche centrali hanno già fatto sapere che un rialzo dei tassi per contenere l’inflazione non solo è probabile, ma in alcuni casi inevitabile.

Facile.it dal 27 febbraio al 16 marzo ha rilevato l’Euribor a tre mesi cresciuto del +0,15%, un rialzo che già ad aprile potrebbe tradursi in un aumento della rata di 10 euro per un mutuo variabile medio. Si tratta al momento di una cifra ancora piuttosto contenuta, ma che segna il primo importante cambio dopo nove mesi di stabilità. Come spiega Facile.it, l’Euribor tende ad anticipare le decisioni di politica monetaria della Bce.

Per ora i tassi fissi restano fermi e senza troppe variazioni dall’attacco all’Iran, con l’Irs a 25 anni che oscilla tra il 3 e il 3,2%. È quindi molto probabile che il tasso fisso resti ancora la scelta più conveniente, mentre il mutuo a tasso variabile potrebbe continuare a contrarsi.

A oggi, come segnalano i siti di comparazione:

  • il miglior tasso variabile (Tan, tasso annuo nominale che non include cioè le spese accessorie) disponibile online è del 2,34% e in generale tra il 2,40 e il 2,70%;
  • i migliori tassi fissi partono da un minimo del 3,15% per arrivare al 3,30-3,35%.