La sicurezza della casa è diventata una voce sempre più rilevante nei bilanci familiari. I dati dell’Osservatorio Pagine Gialle Casa mostrano che la domanda di sistemi di protezione non è casuale: si concentra nei periodi in cui gli italiani trascorrono più tempo fuori o al rientro dalle assenze prolungate, con un picco di richieste di preventivo tra gennaio e marzo e nuovi incrementi dopo le vacanze estive. Il confronto tra i primi tre trimestri del 2025 e i dati 2024 mostra come le famiglie italiane programmano investimenti sulla base di rischi reali.
I reati contro casa e proprietà sono in aumento
I dati ufficiali di Istat e Ministero dell’Interno evidenziano come i reati contro persona e proprietà restino tra i più diffusi nel paese, escludendo gli omicidi. Secondo l’ultimo report di giugno, i furti in abitazione nel 2023 sono stati 8,3 ogni 1.000 famiglie, rispetto ai 7,6 del 2022.

Sappiamo anche in che modo avvengono i furti e quando. Il 28,6% avviene forzando la porta d’ingresso, mentre il 16,8% passa attraverso finestre rotte o manomesse. La maggior parte degli episodi si concentra nelle ore serali e notturne, quando il livello di sorveglianza è più basso. Accanto ai furti in casa restano elevati anche i furti con destrezza e i danneggiamenti alla proprietà (auto, portoni, spazi esterni), mentre le rapine, pur numericamente inferiori, incidono in modo significativo sulla percezione di sicurezza, soprattutto nei contesti urbani.
Regioni con più reati e la risposta delle famiglie
I dati territoriali, poi, mostrano che alcune regioni italiane registrano livelli più elevati di reati predatori e, di conseguenza, una maggiore spinta verso sistemi di sicurezza domestica. Dove la frequenza dei furti e dei danneggiamenti è più alta, la risposta delle famiglie si traduce in investimenti concreti in tecnologie e soluzioni di prevenzione.
Le scelte delle famiglie italiane indicano una tendenza chiara: la sicurezza domestica viene affrontata come un sistema integrato, non più come una somma di interventi isolati. I dati dell’Osservatorio PgCasa mostrano che nel 2025 la domanda di soluzioni per la protezione della casa cresce in modo marcato proprio nelle categorie più direttamente legate ai punti di vulnerabilità delle abitazioni.
| Regione | Reati contro casa e proprietà (Istat) | Principali soluzioni in crescita (Osservatorio Pg Casa) |
|---|---|---|
| Emilia-Romagna | Oltre 90.000 denunce per furti e danneggiamenti | Videosorveglianza +175% |
| Veneto | Oltre 80.000 denunce per furti e danneggiamenti | Porte blindate +100% |
| Liguria | Oltre 50.000 denunce per reati predatori | Impianti di allarme +100% |
| Lazio | Oltre 120.000 denunce per furti, danneggiamenti e rapine | Vigilanza privata +63% |
| Sicilia | Oltre 100.000 denunce per reati contro la proprietà | Videosorveglianza +71% |
| Campania | Oltre 110.000 denunce per furti e scippi | Videosorveglianza +38% |
In particolare, le richieste di impianti di videosorveglianza registrano gli incrementi più elevati a livello territoriale: +175% in Emilia-Romagna, +71% in Sicilia e +38% in Campania. Parallelamente, aumentano in modo significativo anche le richieste di impianti di allarme, che in Liguria raddoppiano (+100%), mentre nel Veneto la domanda di porte blindate cresce anch’essa del +100%, segnalando un forte interesse per il rafforzamento fisico degli accessi.
Nei grandi centri urbani emerge inoltre una crescita dei servizi di vigilanza privata, con un incremento del +63% nel Lazio, a conferma di una domanda orientata non solo alla prevenzione passiva ma anche alla rapidità di intervento. Nel complesso, i numeri dell’Osservatorio PG Casa restituiscono l’immagine di famiglie sempre più attente a proteggere ingressi, perimetro e visibilità notturna, privilegiando soluzioni combinate e strutturate rispetto a singoli dispositivi.
Bonus Sicurezza 2026: un aiuto fiscale concreto
Un elemento rilevante per comprendere l’accelerazione negli investimenti in sicurezza è il Bonus Sicurezza 2026. L’agevolazione consente una detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute per sistemi di allarme, antifurti, videosorveglianza e altri interventi di sicurezza sulla prima casa, mentre per altri immobili la detrazione è del 36%, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare, con recupero in 10 anni nella dichiarazione dei redditi .
Il bonus si applica a interventi che comportano una modifica materiale dell’immobile, come l’installazione di impianti di sicurezza o l’adeguamento di serramenti, rendendo economicamente più sostenibili investimenti che altrimenti sarebbero percepiti come onerosi.