KEY – The Energy Transition Expo 2026, la finanza sposa l’energia. Intervista a Giorgia Caprioli

La sostenibilità non è più solo un obiettivo ambientale, ma sempre più una leva economica per migliorare la competitività delle imprese. Ne abbiamo parlato con Giorgia Caprioli, Exhibition Manager di KEY

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Emanuela Galbusera

Giornalista di attualità economica

Giornalista pubblicista, ha maturato una solida esperienza nella produzione di news e approfondimenti relativi al mondo dell’economia e del lavoro e all’attualità, con un occhio vigile su innovazione e sostenibilità.

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Non è più solo una fiera, ma il baricentro politico e finanziario della transizione energetica europea. KEY – The Energy Transition Expo 2026 polverizza ogni record precedente, occupando per la prima volta l’intero quartiere fieristico di Rimini con 1.000 brand e delegazioni da 50 Paesi.
In questa edizione, il focus si sposta dai soli “watt” ai capitali necessari per sbloccarli: la tecnologia incontra i modelli finanziari per rendere i progetti sostenibili e, soprattutto, bancabili. Dai nuovi ponti strategici con l’Africa alle avanguardie sull’idrogeno in collaborazione con il Giappone, KEY 2026 traccia la rotta per un’Europa energeticamente indipendente e competitiva.
Ne abbiamo parlato con Giorgia Caprioli, Exhibition Manager di KEY, per tracciare il bilancio di un’edizione da record che guarda all’Europa del futuro.

Parliamo del record di questa edizione: KEY – The Energy Transition Expo 2026 occupa per la prima volta l’intero quartiere fieristico. Qual è il bilancio a caldo in termini di partecipazione e cosa ci dicono questi numeri sulla salute del settore green in Italia?

Questa è un’edizione che promette di infrangere i suoi stessi record occupando 125mila metri quadrati lordi di superficie in 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori presenti, di cui circa il 30% dall’estero. Sono arrivati più di 500 hosted buyer e delegazioni da 50 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia ICE e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

Quest’anno c’è una presenza internazionale sempre più marcata, con delegazioni da tutto il mondo, in particolare dall’Africa e dai Balcani. In che modo KEY è diventata ufficialmente il ponte strategico per la transizione energetica tra l’Europa e il Sud del mondo?

La crescita della dimensione internazionale è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente questa edizione di KEY – The Energy Transition Expo. Negli ultimi anni la manifestazione si è evoluta da evento nazionale a vera piattaforma di dialogo internazionale sulla transizione energetica.
In particolare, KEY sta assumendo sempre più il ruolo di ponte strategico tra Europa, Africa e area balcanica grazie a diversi fattori. Da un lato, la presenza di numerose delegazioni istituzionali e imprenditoriali provenienti da Paesi emergenti, interessati a sviluppare rapidamente infrastrutture energetiche sostenibili. Dall’altro, la forte partecipazione di aziende europee leader nelle tecnologie per le rinnovabili, lo storage, l’elettrificazione e l’efficienza energetica.
A rafforzare questo ruolo contribuiscono anche iniziative mirate come l’Africa Investment Hub, pensato per favorire incontri tra investitori, sviluppatori e istituzioni africane, e i programmi di incoming di buyer e delegazioni internazionali, organizzati in collaborazione con istituzioni e associazioni di settore. In questo contesto, KEY diventa non solo una vetrina tecnologica ma anche un luogo dove si costruiscono partnership industriali, finanziarie e istituzionali fondamentali per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e delle infrastrutture energetiche sostenibili nei Paesi del Sud del mondo, contribuendo concretamente alla transizione energetica globale.

Finanziare la transizione e controllare i costi dell’energia è una priorità, sia per i consumatori finali che per le imprese. Quali soluzioni concrete emergono da questa edizione per trasformare la sostenibilità da costo a vantaggio competitivo?

Da questa edizione di KEY – The Energy Transition Expo emerge chiaramente come la transizione energetica possa diventare un vantaggio competitivo per imprese e per i territori. Le principali soluzioni riguardano integrazione tra rinnovabili e sistemi di accumulo, che permettono maggiore indipendenza energetica e stabilità dei prezzi, e nuovi strumenti finanziari come i PPA, che facilitano gli investimenti senza gravare direttamente sui bilanci delle aziende. Accanto a questo, efficienza energetica, digitalizzazione e gestione intelligente dei consumi consentono di ridurre sprechi e costi operativi. L’insieme di queste soluzioni dimostra che la sostenibilità non è più solo un obiettivo ambientale, ma sempre più una leva economica per migliorare la competitività delle imprese.

Quest’anno KEY mette al centro la finanza. Perché è diventato fondamentale far sedere allo stesso tavolo ingegneri e investitori per sbloccare i nuovi progetti green?

KEY porta al centro di questa edizione la finanza a supporto della transizione energetica con i nuovi strumenti innovativi per controllare i costi dell’energia come nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità. La transizione energetica non è solo una sfida tecnologica, ma anche e soprattutto finanziaria. Molti progetti rinnovabili oggi per essere realizzati hanno bisogno di modelli finanziari solidi, capitali e strumenti di investimento adeguati. Per questo è fondamentale per noi mettere allo stesso tavolo ingegneri, sviluppatori, investitori e istituzioni.
Il dialogo tra chi sviluppa le tecnologie e chi finanzia i progetti permette infatti di rendere i progetti bancabili e accelerarne la realizzazione, riducendone il rischio.
KEY diventa così sempre più una piattaforma dove innovazione tecnologica e finanza si incontrano per sbloccare nuovi progetti e accelerare la crescita delle energie rinnovabili.

Tra i padiglioni si parla molto di Intelligenza Artificiale applicata alle reti e all’efficienza. È questa la prossima frontiera per garantire l’autonomia energetica?

L’intelligenza artificiale sta diventando un fattore chiave nella gestione dei sistemi energetici anche all’interno di KEY – The Energy Transition Expo. Grazie all’analisi dei dati, l’AI consente di ottimizzare reti, consumi e produzione da fonti rinnovabili, migliorando l’integrazione dello storage e la previsione della generazione energetica.
In questo senso rappresenta già oggi una delle leve principali per aumentare l’efficienza dei sistemi e favorire una maggiore autonomia energetica.

Dall’Intelligenza Artificiale applicata alle reti fino alle batterie di grande taglia, quali sono le innovazioni viste in fiera che cambieranno le regole del gioco già entro la fine di quest’anno?

La grande novità di questa edizione è la forte attenzione allo storage su scala industriale e utility-scale, con tecnologie che vanno oltre le batterie tradizionali per offrire maggiore flessibilità e stabilità di rete. Questi sistemi sono fondamentali per bilanciare domanda e offerta energetica su larga scala e supportare la crescita rapida di solare ed eolico.
Inoltre, tra le innovazioni di maggiore impatto c’è l’uso dell’AI per ottimizzare reti elettriche, prevedere la produzione da rinnovabili e gestire i flussi energetici in tempo reale. Infine, sono presenti moltissime tecnologie che combinano energia rinnovabile, storage, digitalizzazione dei consumi e gestione intelligente degli impianti.

Una curiosità internazionale: quest’anno ospitate una delegazione dal Giappone per l’idrogeno. Cosa possiamo imparare dalla loro esperienza e perché hanno scelto proprio Rimini per questa collaborazione?

La presenza della delegazione giapponese dedicata all’idrogeno rappresenta un segnale importante della dimensione internazionale dell’evento, soprattutto su una delle tecnologie più strategiche per la transizione energetica. Dal Giappone arriva un’esperienza consolidata nello sviluppo dell’economia dell’idrogeno, basata su un forte investimento in ricerca, applicazioni industriali e integrazione tra politica energetica e innovazione tecnologica. Da questo modello possiamo imparare l’importanza di costruire filiere tecnologiche e infrastrutturali complete, non solo progetti pilota. La scelta di collaborare con la manifestazione di Rimini è legata al ruolo di KEY come piattaforma di incontro tra Europa e mercati internazionali, dove tecnologia, industria e finanza dialogano concretamente per sviluppare nuovi progetti energetici.