Prosegue fino a giovedì 27, nella sede della Fao a Roma, la seconda sessione della Cop16 sulla biodiversità. La sedicesima Conferenza mondiale sulla Biodiversità è stata infatti costretta a riunirsi una seconda volta dopo la sospensione dei lavori a Cali, in Colombia, lo scorso fine ottobre, con l’obiettivo di adottare le decisioni rimaste in sospeso. Tra queste, spazio alla mobilitazione delle risorse e al meccanismo finanziario, il cosiddetto Gef.
Qualche risultato, nonostante le proteste e le ampie attese, c’è stato. È stato infatti lanciato il Cali Fund, che per la prima volta sfrutterà i finanziamenti del settore privato per inaugurare una nuova era per la finanza applicata alla biodiversità. Il problema, però, è che i padroni di casa sono i grandi assenti: nessun esponente del governo Meloni è presente.
Perché una seconda Conferenza a Roma dopo la Cop16 di Cali, Colombia
Come sottolinea Legambiente, alla scorsa Cop di Cali sarebbe stato fondamentale dare un segnale importante con un solido accordo finanziario, lanciando un messaggio chiaro anche in vista delle successive Cop. Anche la Cop29 di Baku sulla finanza climatica dello scorso novembre si è conclusa con un sostanziale fallimento.
A Cali, non è stato raggiunto nessun accordo riguardo alla mobilitazione delle risorse per attuare il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework della Cop15 del 2022, rischiando di far saltare anche l’accordo raggiunto in Canada. Questo ha come obiettivo tutelare il 30% della biodiversità, cioè della superficie terrestre e marina, dal rischio estinzione entro il 2030. Ma per farlo servono risorse economiche, finanziamenti e interventi strutturati.
Cosa prevede il Cali Fund
A Roma, ora, è stato lanciato il Cali Fund, che mobiliterà nuovi flussi di finanziamento privati per l’azione a favore della biodiversità in tutto il mondo, a sostegno di tre obiettivi: la conservazione della diversità biologica, l’uso sostenibile delle sue componenti e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dall’uso delle risorse.
Nel dettaglio, il Fondo Cali vuole favorire una redistribuzione equa dei benefici e dei profitti derivanti dall’uso delle informazioni relative al sequenziamento digitale (DSI) delle risorse genetiche, risorse sfruttate per troppo tempo in esclusiva dai Paesi del Nord del mondo.
Il 50% delle risorse del Fondo Cali saranno destinate ai bisogni individuati dalle comunità locali. Le erogazioni serviranno anche a rilanciare l’attuazione del Kunming Montreal Global Biodiversity Framework.
Un passo in avanti, dunque, c’è stato. Qualcuno dentro all’Onu l’ha definito persino pionieristico. La palla ora è delle imprese. Si tratta in particolare di aziende che si occupano della produzione di prodotti farmaceutici, cosmetici, allevamento di piante e animali, biotecnologia agricola, biotecnologia industriale e sequenziamento genetico.
Nessun rappresentante del governo italiano presente
Peccato che l’Italia, nonostante stia ospitando l’evento, stia assistendo al silenzio del Governo, del Parlamento e delle principali forze politiche.
La denuncia arriva in particolare dall’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, che ha presenziato alla protesta dei giovani attivisti per il clima di fronte al palazzo della Fao, sottolineando l’assenza di un impegno concreto da parte del governo Meloni, proprio in un Paese che tre anni fa ha inserito la tutela della biodiversità tra i principi fondamentali della Costituzione. “L’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo ad aver sancito costituzionalmente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni”.
L’Italia è anche il Paese europeo con il più alto livello di biodiversità, un patrimonio naturale che rappresenta non solo un valore ambientale ma anche un pilastro economico fondamentale per settori chiave come il turismo, l’agroalimentare, l’enogastronomia, ma anche la produzione di farmaci. Gran parte del Pil mondiale dipende infatti dalla biodiversità: la sua perdita costa ogni anno il 6% del Prodotto interno lordo.