Codice Raccomandata 670: di cosa si tratta?

Si tratta di una comunicazione amministrativa, il codice 670 non indica il contenuto dell’atto e segnala che la notifica può produrre effetti anche se non viene ritirata

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Giorgia Dumitrascu

Avvocato civilista

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Ricevere un avviso di giacenza con il Codice Raccomandata 670 può significare che un ente pubblico ha avviato una richiesta o un atto preliminare in materia tributaria o amministrativa. Questo codice compare sull’avviso lasciato dal postino quando il destinatario è assente.

Codice raccomandata 670: cosa significa

Il codice raccomandata 670 è un identificativo postale il numero indicato sull’avviso di giacenza quando l’invio è usato per comunicazioni dell’amministrazione.

“Il codice non dice quale sia l’atto né il suo contenuto, ma segnala che il destinatario è stato formalmente raggiunto tramite il servizio postale”.

L’equivoco più frequente è attribuire al numero un valore giuridico. In realtà il codice non è l’atto, serve a identificare la modalità di spedizione e di gestione della consegna. Il rilievo giuridico non sta nel numero, ma nella comunicazione che quel numero accompagna.
Nel sistema postale convivono due piani distinti:

  • raccomandata ordinaria, usata anche tra privati, con funzione prevalentemente probatoria;
  • raccomandata per comunicazioni amministrative, impiegata da enti pubblici e soggetti istituzionali per trasmettere avvisi, richieste o atti formali.

Il codice 670 è normalmente associato a questa seconda categoria. Non qualifica di per sé l’atto come sanzionatorio o impositivo, ma colloca la spedizione in un circuito in cui la comunicazione può assumere rilievo giuridico, anche se non viene ritirata.
Il riferimento normativo è la disciplina generale dei servizi postali (D.lgs. 22 luglio 1999, n. 261), che regola l’uso degli invii raccomandati come strumenti di comunicazione ufficiale.

Chi manda una raccomandata 670 e che tipo di comunicazioni contiene?

Quando si riceve una raccomandata il dubbio più immediato riguarda il mittente. Nella prassi, il codice raccomandata 670 è usato soprattutto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (oggi AdER, già Equitalia) per comunicazioni legate a posizioni debitorie o alla riscossione di tributi, ma può essere impiegato anche da altri enti pubblici.
Tra i mittenti più frequenti rientrano:

  • Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER);
  • INPS;
  • Comuni e altri enti pubblici.

Non si tratta, di regola del codice usato per la notifica di multe stradali o atti giudiziari, che seguono codici differenti e procedure proprie. Chiarita questa distinzione, la raccomandata 670 è scelta dagli enti pubblici (in primis AdER) nelle fasi preliminari dei procedimenti amministrativi.
Dal punto di vista giuridico, tale comunicazione serve ad attivare formalmente il destinatario quando l’amministrazione non ha ancora adottato un provvedimento definitivo, ma ritiene necessario chiedere chiarimenti, sollecitare un adempimento o segnalare una possibile irregolarità.
Quanto al contenuto, la raccomandata 670 può veicolare avvisi, richieste formali di informazioni o documentazione, oppure atti prodromici a successivi accertamenti o contestazioni. È proprio questa collocazione “a monte” del procedimento a renderla insidiosa se sottovalutata: molte conseguenze giuridiche possono derivare dalla mancata risposta a questi atti preliminari, anche se si manifestano solo in una fase successiva del procedimento.

“Ignorare una comunicazione amministrativa può significare rinunciare a chiarire la propria posizione in una fase in cui farlo è ancora possibile, con il rischio di subire decisioni successive meno favorevoli”.

È un atto con valore legale? Cosa succede se non ritiro la raccomandata 670?

Il punto decisivo non è il codice, ma la funzione giuridica della comunicazione. Una raccomandata con codice 670 può contenere una semplice informazione amministrativa, ma può anche trasmettere un atto inserito in un procedimento. L’errore più frequente è ritenere che non ritirarla equivalga a non riceverla. Non è così.
La distinzione corretta è tra comunicazione informativa e atto soggetto a notifica. La prima ha una funzione conoscitiva; il secondo è un atto che può far decorrere termini, consolidare posizioni o limitare le possibilità di difesa. Questa differenza non si ricava dal codice postale, ma dal contenuto dell’atto.

“Le dichiarazioni dirette a una persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario” (art. 1335 c.c.)

Quando la raccomandata 670 contiene un atto notificabile, operano i principi in materia di notificazioni e la presunzione di conoscenza prevista dal Codice civile. In questo quadro si inserisce la compiuta giacenza (art. 8, l. n. 890/1982) , se l’atto non viene ritirato nei termini, la notifica può considerarsi perfezionata per legge, anche senza una lettura materiale del contenuto. Ne consegue che i termini possono iniziare a decorrere comunque, con possibili effetti preclusivi.

Fase Tempo Cosa succede Effetto giuridico
Deposito avviso di giacenza Giorno 0 Il postino lascia l’avviso Il destinatario è informato dell’arrivo
Periodo utile per il ritiro Fino a 10 giorni È possibile ritirare la raccomandata L’atto non è ancora perfezionato
Compiuta giacenza Dal 10° giorno Il plico non è stato ritirato La notifica può considerarsi perfezionata per legge
Decorrenza termini Dal giorno successivo Eventuali termini (es. per rispondere o impugnare) iniziano a decorrere Possibile perdita di margini difensivi
Ritorno al mittente Dopo 30 giorni La raccomandata torna all’ente mittente Gli effetti giuridici restano fermi

Cosa fare se ricevi una raccomandata con codice 670

La prima scelta corretta è ritirare sempre la raccomandata. Solo l’esame del contenuto consente di comprendere in quale fase del procedimento ci si trovi e se esistano margini di intervento prima che la posizione si consolidi. In molti casi, le comunicazioni trasmesse con raccomandata 670 precedono l’adozione di provvedimenti più onerosi.
Una volta aperta la busta, l’attenzione deve spostarsi subito su tre profili:

  • il mittente, perché individua il settore normativo applicabile;
  • il contenuto, per capire se l’amministrazione sta aprendo un dialogo o preannunciando sviluppi successivi;
  • le date e i termini, anche quando non indicati come scadenze formali.

L’errore più comune è rinviare ogni valutazione, ritenendo l’atto “preliminare”. Attivarsi subito consente di tutelare in modo più efficace la propria posizione, valutando se sia opportuno farsi assistere anche da un professionista.