Petrolio giù con rilascio riserve strategiche da AIE e Paesi G7

Il petrolio ritraccia sotto i 90 dollari silla possibilità di un rilascio record di riserve da parte dei Paesi del G7 coordinati dall'AIE

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Redazione

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Il petrolio si conferma entro il tetto dei 90 dollari al barile sulle piazze internazionali, dopo che diversi Paesi del G7 e l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) hanno aperto alla possibilità di rilascio delle riserve strategiche per coprire il deficit di offerta dal Golfo, stimato in circa 15 milioni di barili al giorno, creato dal blocco dello stretto di Hormuz.

Così il Brent scambia sul filo dei 90 dollari, dopo aver toccato un minimo di 87 dollari questa mattina, mentre il WTI statunitense tratta attorno agli 86 dollari al barile, rispetto ad un minimo di 83 USD. Quotazioni ben lontane ai picchi di 119-120 dollari toccati dalle due qualità di greggio nei giorni scorsi.

Il rilascio delle riserve dell’AIE

A raffreddare le quotazioni la notizia che i l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha annunciato il più grande rilascio di riserve strategiche della sua storia, superiore anche ai 182 milioni di barili rilasciati nel 2022 in seguito al conflitto Ucraina-Russia.

“I 32 paesi membri dell’Agenzia internazionale per l’energia – rende noto lo statement – hanno concordato oggi all’unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio provenienti dalle loro riserve di emergenza per far fronte alle perturbazioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente”.

Le riserve strategiche mondiali ammonterebbero, secondo i dati dsell’AIE, a 8,2 miliardi di barili, di cui i membri AIE deterrebbero circa 1,2 miliardi, cui vanno aggiunti circa 600 milioni di depositi privati. Il ricorso alle riserve strategiche, solitamente coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, resta una misura estrema adottata solo cinque volte nella storia, incluse due risposte all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.

LE riunioni d’emergenza del G7

I Paesi del G7 si sono incontrati in via d’emergenza nei giorni scorsi, per valutare appunto il rilascio di riserve strategiche. Secondo il Ft, si parlerebbe del rilascio di circa 300-400 milioni di barili di riserve.

Dopo un iniziale stallo decisionale dei Ministri dell’Energia del G7, alcuni Paesi si sono mossi in ordine sparso. Un nuovo incontro “a distanza” è previsto que questa sera”.

Un’apertura è arrivata da Bruxelles, dove il Commissario UE all’Economia Valdis Dombrovskis ha dichiarato che i capi delle finanze dell’area euro discuteranno l’opzione del rilascio per “fornire più offerta durante questa interruzione”

Giappone avanti con soluzione stand-alone

Il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato che il Giappone rilascerà le sue riserve petrolifere già lunedì prossimo, nell’ambito di un’iniziativa indipendente, piuttosto che nell’ambito di uno sforzo internazionale coordinato. Il rilascio era stato anticipato dal Ministro dell’Economia giapponese Ryosei Akazawa in Parlamento: “Non escluderemo alcuna opzione e adotteremo tutte le misure possibili per garantire la stabilità delle forniture energetiche”

Germania favorevole a rilascio riserve nell’ambito dell’AIE

La Germania, cui fanno capo circa 2,4 milioni di tonnellate di riserve, ha confermato che prevede di rilasciare parte delle sue riserve petrolifere nazionali se verrà accettata la proposta dell’Agenzia Internazionale per l’Energia di rilasciare fino a 400 milioni di riserve. Lo ha dichiarato alla stampa la Ministra dell’Economia Katherina Reiche citando l’AIE.