L’autoproduzione e i prodotti sfusi permettono di ottenere un risparmio concreto, perché eliminano le spese legate ai costi di filiera, alle trasformazioni industriali e agli imballaggi.
Tali pratiche alleggeriscono il bilancio e offrono un’alternativa concreta alla spesa tradizionale. Ciò è ancora più importante in un anno che si apre con una serie di aumenti, che incidono sia in modo diretto che indiretto sulle spese quotidiane di ogni famiglia. Si pensi ad esempio al gasolio e ai pedaggi autistradali.
Vediamo nel dettaglio perché scegliere prodotti sfusi possa far risparmiare e come l’autoproduzione riduca le uscite quotidiane.
Indice
Che cosa sono i prodotti sfusi?
I prodotti sfusi sono quelli che vengono venduti senza confezione, direttamente da contenitori o dispenser in negozi specializzati. Si va dai cosmetici ai detersivi , fino agli alimenti.
Il vantaggio principale è che grazie a essi si ha la possibilità di acquistare solo la quantità necessaria. Un modo per dire stop agli sprechi e ai costi legati all’imballaggio, che possono rappresentare fino al 40% del prezzo finale.
Anche il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha spiegato che la vendita di prodotti sfusi contribuisce concretamente alla riduzione degli imballaggi inutili e dell’inquinamento da plastica. Questo è infatti causato su larga parte dall’eccesso di packaging della grande distribuzione.
La frutta e la verdura non avrebbero bisogno di imballaggi per essere vendute. Nei negozi e nei supermercati, però, molti prodotti sono confezionati in plastica monouso e ciò contribuisce all’aumento dell’inquinamento ambientale e marino.
Quanti sono gli italiani che acquistano prodotti sfusi?
Economiacircolare, insieme all’app Junker, nel 2023 ha condotto un’indagine sulla base di oltre 10mila soggetti intervistati. Appena il 43% acquista alimenti e prodotti disimballati. Al tempo stesso, però, l’84% di coloro che non ha mai acquistato prodotti sfusi lo farebbe, ma non sa dove trovare i punti vendita.
Quando però l’offerta è accessibile, i vantaggi economici sono concreti, come sottolinea anche Ottavia Belli, ceo di Sfusitalia.it, il primo motore di ricerca che mappa le sfuserie in ogni Regione. Acquistando prodotti sfusi di pari qualità rispetto a quelli confezionati, infatti, si può risparmiare fino al 40%.
Ecco il suo esempio: 1 chilo di ceci toscani bio sfusi costa circa 2,40 euro contro i 3,80 euro in media del supermercato. L’insalata in busta, invece, costa in media 1,99 euro. Se si acquista sfusa, invece, un chilo si può trovare anche a 2 euro al chilo.
I prodotti sfusi sono sicuri?
I prodotti non preimballati sono sicuri. Dall’articolo 19 del Decreto Legislativo numero 231 del 15 dicembre 2017 si evince infatti che essi devono essere accompagnati da informazioni chiare e leggibili come:
- la denominazione dell’alimento;
- le modalità di conservazione;
- la data di scadenza se disponibile;
- l’elenco comprensivo degli allergeni.
I negozi che vendono tale tipologia di prodotti devono poi seguire i protocolli Haccp per:
- garantire l’igiene;
- la pulizia regolare delle attrezzature;
- controllare le condizioni di conservazione.
Che cos’è l’autoproduzione
Autoproduzione significa produrre qualcosa da sé per soddisfare i propri bisogni come cibo, detersivi o cosmetici. Si evita dunque di acquistare prodotti industriali o confezionati.
Si risparmia perché si tagliano i costi relativi a:
- trasporto;
- lavorazione industriale;
- confezionamento;
- marchio.
Da un sondaggio effettuato nel 2023 dalla rivista Vita in campagna, si evince che il risparmio annuale può toccare quota 600 euro. Con l’autoproduzione si alleggerisce quindi il bilancio familiare e, allo stesso tempo, si presta una maggiore attenzione alle risorse che si utilizzano.
Per iniziare, però, è importante capire cosa si può veramente realizzare in casa, senza investire troppo denaro in attrezzature. Soprattutto, quali prodotti vale davvero la pena autoprodurre?
Un altro importante vantaggio è la possibilità di controllare quello che si consuma giornalmente. Molti prodotti, infatti, contengono sostanze chimiche, additivi o conservanti. Preparare ad esempio una marmellata in casa dà invece la chance optare per ingredienti freschi e naturali.
Un altro aspetto importante da considerare sono i benefici ambientali. Così come i prodotti sfusi, infatti, anche quelli autoprodotti riducono la necessità di imballaggi e di plastica monouso, contribuendo così a diminuire i rifiuti domestici e l’inquinamento.
L’autoproduzione è sicura?
Preparare le conserve è una delle forme di autoproduzione più diffuse. Per questo il ministero della Salute ha pubblicato una guida per aiutare le famiglie a prepararle in modo sicuro.
Contiene inoltre indicazioni valide anche per altre forme di autoproduzione alimentare, come la scelta delle materie prime di qualità, le corretta pulizia degli utensili o le regole d’igiene.
Per produrre in sicurezza, riducendo i rischi per la salute, bisogna:
- lavare le mani bene prima di maneggiare gli alimenti;
- igienizzare e pulire sia la cucina che gli utensili;
- lavare accuratamente le materie prime rimuovendo eventuali parti compromesse;
- selezionare prodotti di stagione e di qualità evitando di acquistarne di danneggiati o marci;
- utilizzare barattoli di vetro e metterli al riparo dalla luce e in luoghi freschi;
- fare attenzione a rispettare le dosi corrette seguendo le ricette con attenzione;
- optare le pentole in acciaio per la cottura delle conserve;
- bollire i barattoli per assicurare l’eliminazione dei microorganismi nocivi;
- controllare che i contenitori siano chiusi ermeticamente prima di riporli in dispensa;
- congelare le conserve di pesce o di carne per aumentare la sicurezza e la durata.
La combinazione tra autoproduzione e prodotti sfusi
Un modo efficace per risparmiare ulteriormente è quello di acquistare i prodotti sfusi e utilizzarli come base per l’autoproduzione, così da eliminare le marche costose.
Tale combinazione dà la possibilità di ottimizzare l’investimento perché:
- si riducono gli sprechi;
- si aumenta la flessibilità dell’uso dei prodotti.
Si ha inoltre la possibilità di sfruttare le offerte stagionali e le materie prime locali che spesso sono vendute nei mercati a prezzi più bassi durante il loro periodo di raccolta o produzione. Tale pratica aiuta inoltre a ridurre l’impatto ambientale dovuto ai trasporti rendendo la spesa più sostenibile.