Siccità, la situazione e cosa possiamo fare per risparmiare acqua

Nelle ultime settimane è ormai emergenza idrica in tutta Italia, sono diverse le azioni azioni che possiamo compiere per limitare il problema siccità

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Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Il problema siccità continua a farsi sempre più grave in tutta Italia, dal Nord al Sud, nessuna area è esclusa.

Le maggiori criticità si registrano tra Piemonte, Lombardia e Veneto dove, in alcuni comuni, sono comparse le prime autobotti. In questi territori non piove da più di 140 giorni e il fiume Po sta soffrendo della peggiore crisi idrica degli ultimi 70 anni. Crisi idrica resa ancora più grave perché si è manifestata in anticipo, fin dalla fine dell’inverno, rispetto ad altri analoghi eventi straordinari degli ultimi 20 anni (2003, 2006, per esempio) che si sono verificati verso giugno e luglio. Le temperature medie fino a due gradi più alte della media stagionale e la pressoché scomparsa di precipitazioni in tutta Italia, provoca fenomeni come la sparizione della neve e dei ghiacciai sulle Alpi in Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta.

La situazione nelle grandi città

A causa dell’assenza di precipitazioni sono venute meno le scorte naturali costituite da nevai, ghiacciai, fiumi e laghi che permettono ai corsi superficiali di riempirsi nel corso dell’anno e di rigenerare le falde. Oltre all’agricoltura messa in ginocchio dalla crisi idrica, anche i comuni che si approvvigionano da fonti d’acqua superficiali che, come detto, in questo momento registrano livelli ben al di sotto delle medie, hanno lanciato lo stato d’allarme.

Chi invece ha la fortuna di approvvigionarsi da falde acquifere più profonde, per il momento non sente ancora la crisi idrica. Questo perché le falde profonde hanno la caratteristica di essere più resilienti rispetto alle fonti d’acqua superficiali e alle falde meno profonde.

Città come Torino e Milano per il proprio approvvigionamento possono contare su falde idriche profonde e al momento non registrano criticità. Non è escluso però che, se per le prossime settimane dovesse perdurare l’assenza di precipitazioni, anche in queste città potrebbe manifestarsi una situazione di crisi. È per questo che i gestori locali del servizio idrico stanno monitorando costantemente la situazione e hanno già pronti dei piani di emergenza.

Anche a Roma la situazione sembra per il momento essere sotto controllo, tanto che non è previsto nessun razionamento d’acqua. Inoltre, dopo la grave crisi idrica che ha colpito la Capitale nell’estate del 2017, Acea Ato 2, la società che gestisce il servizio idrico di Roma e Provincia, ha lavorato duramente per limitare un altro grave problema che caratterizza tutta la Penisola, la dispersione idrica. In questi anni Roma è passata da un 43% di perdita d’acqua del 2017 al 28% di oggi.

Il problema della dispersione idrica

Come detto uno dei grandi problemi italiani legato all’acqua, è quello della dispersione idrica. Si perde circa il 47,6% dell’acqua prelevata e il 42% della dispersione avviene nella rete di distribuzione. La media europea è del 23%. Dati preoccupanti spiegati con il fatto che in Italia abbiamo una rete di distribuzione molto vecchia. Infatti, il 60% della rete nazionale ha più di 30 anni, mentre il 25% ne ha più di 50. Per limitare il problema siccità e scongiurare la crisi idrica, è quindi fondamentale intervenire quanto prima sulla rete nazionale per limitare il più possibile la dispersione di acqua.

Come limitare l’utilizzo di acqua potabile

Rispetto alla media europea che è di 125 litri per abitante, in Italia abbiamo un consumo decisamente maggiore, 215 litri. Sensibilizzare le persone contro lo preco di acqua è quindi il primo passo da perseguire.

In secondo luogo è necessario seguire l’esempio di altri paesi e limitare l’uso di acqua potabile solo nei casi strettamente necessari. Esistono delle norme nazionali, ma anche un regolamento europeo, che incentiva l’utilizzo di fonti non potabili per diversi settori, come il lavaggio strade o l’irrigazione dei campi sportivi. Esistono poi i depuratori di acqua che funzionano molto bene e possono fornire acqua ricca di nutrimenti come azoto e fosforo, utili per il settore agricolo.

Le azioni delle singole persone

Se tutti gli interventi appena citati richiedono interventi da parte di Governo, amministrazioni locali e aziende, sono diverse le azioni che possiamo mettere in pratica come individui singoli per limitare gli sprechi di acqua.

  1. Utilizzare un “frangigetto”: il frangigetto è un miscelatore da inserire all’interno del rubinetto che aggiunge aria al getto d’acqua erogato. Questo permette di risparmiare fino a 6-8 litri ogni anno
  2. Riparare le perdite: le piccole perdite domestiche possono causare uno spreco importante, anche 100 litri al giorno. È quindi importante riparare subito eventuali perdite di rubinetti o WC
  3. WC con scarico a pulsanti: grazie allo scarico con pulsanti a quantità differenziata oppure con manopola di regolazione, è possibile un risparmio annuo compreso fra i 10 e 30 mila litri all’anno
  4. Meglio la doccia al bagno: il consumo medio di una doccia è di 40-60 litri d’acqua, per una vasca invece può essere anche di due o tre volte superiore
  5. Chiudere il rubinetto quando non lo usi: quando ci si lava i denti o ci si fa la barba, è bene evitare di tenere l’acqua aperta. Questo permette un risparmio fino a 5 mila litri l’anno
  6. Usare gli elettrodomestici: avviare gli elettrodomestici a pieno carico per lavare piatti o vestiti, permette un risparmio fra gli 8 e gli 11 mila litri d’acqua all’anno e rappresenta anche un buon modo per ridurre i consumi energetici
  7. Lava l’auto solo se necessario: lavare l’auto solo un caso di bisogno e utilizzare il secchio anziché il tubo, fa risparmiare oltre 100 litri a lavaggio
  8. Innaffiare solo la sera: bagnare le piante la sera permette all’acqua di evaporare più lentamente e di risparmiare circa 5-10 mila litri all’anno. Inoltre, per innaffiare le piante, è possibile utilizzare l’acqua di cottura di pasta e riso, per un risparmio di 1.800 litri all’anno