Dividendi banche febbraio 2026, gli aumenti e quando vengono staccate le cedole

Con i bilanci 2025 arrivano i dividendi 2026 delle banche Ftse Mib. Importi, date di stacco, aumenti e conferme sui principali istituti

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Con la pubblicazione dei bilanci 2025, le società del Ftse Mib iniziano a comunicare l’importo e il calendario dei dividendi da pagare nel 2026. In questo periodo sono molte le banche che stanno presentando i loro conti e che stanno fissando gli utili da dare ai loro azionisti. Ecco quali per il momento hanno rilasciato le cifre.

I dividendi delle banche

Di seguito, ecco gli stacchi delle cedole delle banche e le relative date di stacco:

Banca Dividendo Data di Stacco
Mediolanum 1,25 euro
Mps 0,86 euro 22 aprile 2026
Banco Bpm 1 euro 22 aprile 2026
Banca Popolare di Sondrio 0,8 euro
Bper Banca 0,65 euro 21 maggio 2026
Finecobank 0,79 euro 20 maggio 2026
Intesa Sanpaolo 0,376 euro 20 maggio 2026
Mediobanca 0,63 euro 22 aprile 2026
Unicredit 3,1487 euro 22 aprile 2026

Le variazioni rispetto al 2025

UniCredit si conferma la banca con la politica distributiva più generosa e in maggiore crescita. Il dividendo preliminare per il 2026 è stato fissato a 3,1487 euro, in deciso aumento rispetto ai 2,4025 euro del 2025. Anche Bper Banca ha comunicato un aumento: 0,65 euro, che si confronta positivamente con i 0,6 euro del 2025. Leggeri aumenti anche per Finecobank, da 0,74 euro nel 2025 a 0,79 euro per il 2026, e Intesa Sanpaolo, portando il dividendo da 0,341 euro (2025) a 0,376 euro (2026).

Banca Mediolanum ha comunicato una cedola totale di 1,25 euro per il 2026, superiore al totale di 1 euro del 2025. Tuttavia, è da segnalare che la cifra del 2025 era composta da un saldo di 0,63 euro e un acconto di 0,37 euro, mentre quella del 2026 include un acconto di 0,6 euro già staccato a novembre 2025.

Stabili invece le altre banche: Banco Bpm mantiene un importo stabile a 1 euro per il secondo anno consecutivo, stessa cosa anche per Mps e Banca Popolare di Sondrio.

Cosa sono i dividendi

I dividendi, o cedola, rappresentano quella porzione degli utili di una società che viene distribuita ai suoi azionisti, in proporzione alla quota di capitale che ciascuno di essi detiene.

La loro distribuzione non è obbligatoria e deve essere autorizzata dall’assemblea degli azionisti. Le società possono infatti decidere di trattenere gli utili per reinvestirli nella crescita operativa. In Italia, la distribuzione è tipicamente annuale e avviene principalmente in forma liquida (tramite bonifico o assegno) o, meno frequentemente, attraverso l’assegnazione di nuove azioni gratuite.

La politica dei dividendi di un’azienda può essere stabile, costante o residuale, a seconda della sua strategia finanziaria. Per valutarne la sostenibilità, gli analisti utilizzano indicatori come il payout ratio (il rapporto tra dividendi e utili per azione) e la copertura dei dividendi (che misura la capacità di generare cassa sufficiente a pagarli). Un dividendo regolare e stabile è spesso visto dal mercato come un segnale di solidità finanziaria, mentre una sua riduzione o sospensione può essere interpretata negativamente.

Quando comprare per avere il dividendo

Ma attenzione, perché non basta avere le azioni del titolo per avere diritto alla cedola. Per riceverlo, è necessario possedere le azioni prima del giorno dello stacco (ex-date). Il titolo viene infatti negoziato “ex dividendo” proprio a partire da quella data.

In pratica, se il dividendo stacca di lunedì, bisogna comprare l’azione entro il venerdì precedente. Chi compra il lunedì stesso o vende il venerdì non ne avrà diritto. Chi invece vende le azioni del titolo lunedì, giorno dello stacco, lo riceverà regolarmente poiché in quel momento il prezzo dell’azione si è già adeguato al netto del dividendo. Il pagamento avviene poi in un secondo momento, solitamente dopo due giorni lavorativi.