Con la pubblicazione dei bilanci 2025, le società del Ftse Mib iniziano a comunicare l’importo e il calendario dei dividendi da pagare nel 2026. In questo periodo sono molte le banche che stanno presentando i loro conti e che stanno fissando gli utili da dare ai loro azionisti. Ecco quali per il momento hanno rilasciato le cifre.
I dividendi delle banche
Di seguito, ecco gli stacchi delle cedole delle banche e le relative date di stacco:
| Banca | Dividendo | Data di Stacco |
|---|---|---|
| Mediolanum | 1,25 euro | |
| Mps | 0,86 euro | 22 aprile 2026 |
| Banco Bpm | 1 euro | 22 aprile 2026 |
| Banca Popolare di Sondrio | 0,8 euro | |
| Bper Banca | 0,65 euro | 21 maggio 2026 |
| Finecobank | 0,79 euro | 20 maggio 2026 |
| Intesa Sanpaolo | 0,376 euro | 20 maggio 2026 |
| Mediobanca | 0,63 euro | 22 aprile 2026 |
| Unicredit | 3,1487 euro | 22 aprile 2026 |
Le variazioni rispetto al 2025
UniCredit si conferma la banca con la politica distributiva più generosa e in maggiore crescita. Il dividendo preliminare per il 2026 è stato fissato a 3,1487 euro, in deciso aumento rispetto ai 2,4025 euro del 2025. Anche Bper Banca ha comunicato un aumento: 0,65 euro, che si confronta positivamente con i 0,6 euro del 2025. Leggeri aumenti anche per Finecobank, da 0,74 euro nel 2025 a 0,79 euro per il 2026, e Intesa Sanpaolo, portando il dividendo da 0,341 euro (2025) a 0,376 euro (2026).
Banca Mediolanum ha comunicato una cedola totale di 1,25 euro per il 2026, superiore al totale di 1 euro del 2025. Tuttavia, è da segnalare che la cifra del 2025 era composta da un saldo di 0,63 euro e un acconto di 0,37 euro, mentre quella del 2026 include un acconto di 0,6 euro già staccato a novembre 2025.
Stabili invece le altre banche: Banco Bpm mantiene un importo stabile a 1 euro per il secondo anno consecutivo, stessa cosa anche per Mps e Banca Popolare di Sondrio.
Cosa sono i dividendi
I dividendi, o cedola, rappresentano quella porzione degli utili di una società che viene distribuita ai suoi azionisti, in proporzione alla quota di capitale che ciascuno di essi detiene.
La loro distribuzione non è obbligatoria e deve essere autorizzata dall’assemblea degli azionisti. Le società possono infatti decidere di trattenere gli utili per reinvestirli nella crescita operativa. In Italia, la distribuzione è tipicamente annuale e avviene principalmente in forma liquida (tramite bonifico o assegno) o, meno frequentemente, attraverso l’assegnazione di nuove azioni gratuite.
La politica dei dividendi di un’azienda può essere stabile, costante o residuale, a seconda della sua strategia finanziaria. Per valutarne la sostenibilità, gli analisti utilizzano indicatori come il payout ratio (il rapporto tra dividendi e utili per azione) e la copertura dei dividendi (che misura la capacità di generare cassa sufficiente a pagarli). Un dividendo regolare e stabile è spesso visto dal mercato come un segnale di solidità finanziaria, mentre una sua riduzione o sospensione può essere interpretata negativamente.
Quando comprare per avere il dividendo
Ma attenzione, perché non basta avere le azioni del titolo per avere diritto alla cedola. Per riceverlo, è necessario possedere le azioni prima del giorno dello stacco (ex-date). Il titolo viene infatti negoziato “ex dividendo” proprio a partire da quella data.
In pratica, se il dividendo stacca di lunedì, bisogna comprare l’azione entro il venerdì precedente. Chi compra il lunedì stesso o vende il venerdì non ne avrà diritto. Chi invece vende le azioni del titolo lunedì, giorno dello stacco, lo riceverà regolarmente poiché in quel momento il prezzo dell’azione si è già adeguato al netto del dividendo. Il pagamento avviene poi in un secondo momento, solitamente dopo due giorni lavorativi.