Affitto, detrazione fino a 2mila euro con il Modello 730/2026: come ottenerla

L'affitto si può scaricare dalle tasse: ecco come compilare il Modello 730/2026. Tutte le agevolazioni per canone libero, concordato e studenti fuori sede

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

Recuperare parte del canone versato è una delle opzioni a cui possono accedere i contribuenti quando presentano la dichiarazione dei redditi: nel Modello 730/2026, la detrazione sull’affitto si traduce in un rimborso tangibile per chi ha stabilito la propria residenza nell’immobile preso in locazione. Per sbloccare il credito d’imposta è indispensabile che il contratto sia regolarmente registrato, ma l’importo finale non è forfettario: il beneficio viene infatti calibrato in base alla tipologia contrattuale (libera o concordata), all’età dell’inquilino e al profilo reddituale, premiando con bonus potenziati i giovani e chi rientra nelle fasce di reddito più basse.

Vediamo nel dettaglio tutte le tipologie di detrazione previste per l’anno d’imposta 2025 (da dichiarare proprio quest’anno), i limiti di reddito, i codici da utilizzare e come si devono muovere i neoassunti.

Chi può accedere alle detrazioni per l’affitto

Il principio cardine per poter detrarre l’affitto nel Modello 730/2026 è la destinazione dell’immobile: deve trattarsi dell’abitazione principale del contribuente. Per abitazione principale si intende quella nella quale il soggetto o i suoi familiari dimorano abitualmente, coincidente solitamente con la residenza anagrafica.

Un altro requisito imprescindibile è la regolarità del contratto: la locazione deve essere stipulata ai sensi della Legge 431/98 e deve risultare regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate. Senza la registrazione, non solo si rischiano sanzioni, ma si perde qualsiasi diritto alle agevolazioni fiscali.

Tipo di canone: cosa cambia nel 730

La detrazione base per l’affitto non è una percentuale del canone (come accade per le spese mediche), ma un importo forfettario che varia in base al reddito complessivo del contribuente e alla tipologia di contratto.

Contratti a canone libero (4+4)

Sono i contratti più comuni, dove le parti stabiliscono liberamente l’importo mensile. Nel Modello 730/2026, le detrazioni spettanti sono:

Contratti a canone concordato (3+2)

Per favorire il mercato degli affitti a prezzi calmierati, lo Stato premia chi sceglie il canone concordato (stipulato sulla base di accordi territoriali tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari) con bonus più elevati:

Bonus affitto giovani under 31 fino a 2mila euro

Una delle misure più significative confermate anche nel Modello 730/2026 riguarda i giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti. Questa agevolazione mira a sostenere l’emancipazione dei giovani e la mobilità abitativa.

Per beneficiare di questo bonus potenziato, il giovane deve avere un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro. Se il requisito è soddisfatto, la detrazione spettante per i primi 4 anni di locazione è pari al valore più alto tra:

Esempio pratico: un giovane che paga un affitto annuo di 6.000 euro avrebbe teoricamente diritto al 20% (ovvero 1.200 euro). Poiché 1.200 euro è superiore al minimo di 991,60 euro e inferiore al tetto di 2.000 euro, potrà portare in detrazione esattamente 1.200 euro.

Studenti universitari fuori sede: le regole del 19%

Per gli studenti universitari iscritti a corsi di laurea presso università situate in comuni diversi da quello di residenza, la detrazione segue regole differenti. In questo caso, si applica una detrazione del 19% sui canoni pagati:

È importante ricordare che questa detrazione può essere fruita direttamente dallo studente (se produce reddito) o dai genitori, qualora lo studente sia fiscalmente a carico.

Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza

Il Modello 730/2026 prevede un’agevolazione specifica per i lavoratori dipendenti che, per motivi di lavoro, trasferiscono la propria residenza nel comune dove prestano attività o in uno limitrofo.

Il beneficio spetta per i primi tre anni dal trasferimento, a condizione che:

Gli importi sono identici a quelli previsti per i giovani under 31 (991,60 euro o 495,80 euro a seconda della fascia di reddito), rappresentando un aiuto concreto per chi deve affrontare i costi di un trasloco professionale.

Fringe benefit e aiuti aziendali

Una menzione speciale va fatta per le novità legate al welfare aziendale. Nel 2026, continua a riscuotere successo la possibilità per i datori di lavoro di erogare somme ai dipendenti per il pagamento dell’affitto o degli interessi sul mutuo della prima casa come fringe benefit esentasse.

Per chi è stato assunto nel corso del 2025, sono previste soglie di esenzione fino a 5.000 euro per i primi due anni. Per la generalità dei dipendenti, la soglia ordinaria è stata elevata a 1.000 euro (che diventano 2.000 euro per chi ha figli a carico). Queste somme non concorrono a formare il reddito imponibile e, di conseguenza, non vanno indicate come reddito nel Modello 730/2026, pur rappresentando un risparmio netto per il lavoratore.

Come compilare il Modello 730/2026: Quadro E

Per non commettere errori nella dichiarazione precompilata o nel modello ordinario, bisogna prestare attenzione al Quadro E – Oneri e Spese:

Documentazione da conservare

In caso di controlli documentali da parte dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente deve essere in possesso di:

Come gestire la cointestazione e l’incapienza

Cosa succede se il contratto è cointestato? Se, ad esempio, due amici affittano un appartamento, la detrazione deve essere ripartita in base alla percentuale di intestazione del contratto. Tuttavia, il limite di reddito per accedere al beneficio viene valutato individualmente. Se un cointestatario supera la soglia di reddito e l’altro no, solo quest’ultimo potrà fruire della sua quota di detrazione.

Un altro tema caldo è l’incapienza fiscale. Se l’imposta lorda dovuta dal contribuente è inferiore alla detrazione spettante, la differenza non va perduta. La normativa prevede che, per le detrazioni sull’affitto, l’eccedenza possa essere trasformata in un credito d’imposta da utilizzare in diminuzione di altre imposte o richiesto a rimborso.

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