Da lunedì 5 ottobre scade il taglio di 6,1 centesimi di euro sulle accise del diesel. Al suo posto entra in gioco il meccanismo delle accise mobili, con possibili nuovi aumenti dei listini. Una prospettiva che va a limitare gli effetti positivi del price cap applicato dagli oltre 10mila distributori. Senza altri interventi, il prezzo potrebbe tornare ad aumentare di 6,1 centesimi al litro dopo il ribasso.
Il Codacons ricorda che comunque gli italiani stanno pagando un litro di gasolio 52,1 centesimi di euro in più rispetto a prima del conflitto con l’Iran (+30,2%), che si traduce in un aggravio di spesa da oltre 26 euro a pieno.
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Stop taglio delle accise: quanto costerà il diesel
Lunedì 5 ottobre è arrivato e con questo, oltre al rientro al lavoro dopo il weekend, si conclude anche il taglio delle accise sul diesel di 6,1 centesimi. Non è la fine della crisi del prezzo del petrolio, ma l’inizio di un nuovo meccanismo: le accise mobili.
Il sistema di compensazione dinamico, che permette allo Stato di utilizzare l’extragettito Iva per ridurre l’aliquota delle accise in caso di impennate dei prezzi, potrebbe riuscire a mantenere i prezzi relativamente bassi riscontrati in questi giorni. Il rischio aumento, però, è dietro l’angolo.
Il Codacons, in un comunicato stampa, chiede al Governo di prolungare gli sconti fino alla fine dell’anno. Tra taglio accise e price cap, scrive, si potrebbe preservare l’andamento positivo di questi ultimi sei giorni che ha visto le due iniziative combinate. Sullo sfondo, infatti, restano le quotazioni petrolifere ben al di sopra dei livelli medi e il conflitto con l’Iran che prosegue.
Quanto costa fare il pieno: prezzi diesel e benzina
Secondo le stime del Codacons, il prezzo medio di benzina e diesel in 6 giorni di sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil è sceso fino a quasi 20 centesimi. Infatti il diesel è sceso:
- sulla rete ordinaria di 13 centesimi;
- in autostrada di 18,9 centesimi.
Mentre la benzina è calata:
- sulle strade di 10,7 centesimi;
- in autostrada di 18,8 centesimi.
Il risparmio per gli automobilisti è di 6,5 euro su un pieno di gasolio sulla rete ordinaria, 5,35 euro su un pieno di benzina, mentre in autostrada la minore spesa sul pieno si attesta a circa 9,4 euro sia per il diesel che per la verde.
Ricorda il Codacons che, senza il taglio delle accise, il diesel potrebbe subire un nuovo rincaro di 6,1 centesimi che il meccanismo delle accise mobili potrebbe non riuscire a compensare.
+30,2% sul diesel in 6 mesi
In ogni caso, gli italiani stanno pagando un litro di gasolio 52,1 centesimi di euro in più (+30,2%) rispetto al periodo antecedente il conflitto in Iran, con una maggiore spesa da oltre 26 euro a pieno.
Quindi, nonostante la decisione del price cap, famiglie e imprese italiane spenderanno comunque 1,1 miliardi di euro in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno secondo i dati dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre.
A soffrirne saranno soprattutto:
- Roma con il +68,5 milioni di euro;
- Milano con il +49,5;
- Napoli con il +39,6;
- Brescia con il +31,2;
- Torino con il +27,8;
- Bari con il +25,6.
In soli 6 mesi, prosegue ancora il Codacons, il caro-carburanti è costato agli automobilisti italiani oltre 4,7 miliardi di euro. Solo a luglio e agosto la maggior spesa ha raggiunto quota 1,7 miliardi di euro.