Modello 730, chi invia entro il 31 maggio può ricevere il rimborso già a luglio: le date da ricordare

Per il modello 730 è corsa ai rimborsi di luglio e agosto: le date da rispettare per ricevere prima il conguaglio e quando arrivano pagamenti

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Parte la corsa all’invio del modello 730 per chi vuole ricevere il rimborso Irpef già nella busta paga di luglio oppure nella pensione di agosto. La data principale da segnare è quella del 31 maggio. Chi presenta la dichiarazione entro questa scadenza può infatti ottenere il conguaglio direttamente nella retribuzione di luglio oppure nel cedolino pensionistico di agosto. Le tempistiche valgono sia per chi compila autonomamente il 730 sia per chi si rivolge a un Caf. Il meccanismo dei rimborsi segue infatti una tabella precisa stabilita dalla normativa fiscale. Chi non riesce a inviare la dichiarazione entro la fine di maggio può comunque ottenere il rimborso nei mesi successivi, ma con uno slittamento automatico.

Come funzionano i conguagli del modello 730

Per chi presenta il modello 730 entro il 20 giugno, il rimborso arriva generalmente nella busta paga di agosto oppure nella pensione di settembre. Dal 21 giugno al 15 luglio, invece, i tempi si allungano ulteriormente. In questo caso il conguaglio viene effettuato a settembre per i lavoratori dipendenti e a ottobre per i pensionati.

Chi presenta il modello a ridosso della scadenza finale del 30 settembre rischia invece di dover attendere fino a novembre per ricevere il rimborso. Le date dipendono dai tempi tecnici necessari per la trasmissione delle dichiarazioni e per le verifiche fiscali. Il datore di lavoro o l’ente pensionistico provvede infatti ad applicare il conguaglio nel secondo mese successivo alla trasmissione del modello.

Chi riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate

Esistono situazioni in cui il rimborso non viene accreditato in busta paga o nella pensione. Succede, ad esempio, per chi non ha un sostituto d’imposta. Rientrano in questa categoria i disoccupati, chi ha terminato il rapporto di lavoro prima del conguaglio oppure chi sceglie di presentare il 730 senza indicare un datore di lavoro o un ente pensionistico. In questi casi il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Per velocizzare i tempi è necessario comunicare il proprio codice Iban e l’operazione può essere effettuata online attraverso l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate oppure presso un ufficio territoriale. Se le coordinate bancarie non vengono comunicate, il pagamento avviene tramite titoli di credito garantiti da Poste Italiane. Questa modalità può però comportare attese più lunghe. I tempi cambiano in base all’importo del rimborso. Anche l’importo del credito fiscale influisce sulle tempistiche.

Per i rimborsi inferiori a circa 1.000 euro, l’erogazione avviene generalmente a partire dal mese di dicembre. Quando il credito è compreso tra 1.000 e 4.000 euro, i tempi possono estendersi fino alla fine di marzo dell’anno successivo. Questo perché l’Agenzia delle Entrate effettua verifiche aggiuntive prima di autorizzare il pagamento. I controlli riguardano la correttezza delle detrazioni inserite nel modello, la congruità dei dati dichiarati e la coerenza con le informazioni già presenti nelle banche dati fiscali. In alcuni casi il contribuente può essere invitato a presentare documenti integrativi.

Controlli più lunghi per i rimborsi sopra i 4.000 euro

I tempi si allungano ulteriormente per i rimborsi superiori a 4.000 euro. In queste situazioni i controlli preventivi diventano obbligatori anche per chi ha un sostituto d’imposta. L’Agenzia delle Entrate può verificare in modo approfondito le detrazioni richieste e l’intera dichiarazione prima di autorizzare il pagamento. La normativa prevede che il rimborso venga comunque erogato entro il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione.

Per il modello 730 questo significa che il pagamento può arrivare entro marzo dell’anno successivo. I contribuenti possono monitorare lo stato della pratica accedendo al cassetto fiscale disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

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