Organizzare un evento solenne come un matrimonio e cerimonie religiose quali battesimi, comunioni o cresime, rappresenta un impegno finanziario che mette alla prova il bilancio di molte famiglie italiane. Esiste tuttavia un perimetro di risparmio fiscale, spesso trascurato, che permette di recuperare parte degli esborsi attraverso la dichiarazione dei redditi.
Nel Modello 730, i contribuenti potranno portare in deduzione o detrazione le somme versate sotto forma di erogazioni liberali, a patto che queste siano state effettuate nel corso dell’anno d’imposta 2025 e secondo precise modalità di tracciabilità.
Matrimonio e cerimonie: il problema delle buste in contanti
In Italia, la prevalenza della religione cattolica rende i riti religiosi eventi estremamente comuni. È consuetudine consolidata effettuare delle oblazioni o donazioni all’officiante, alla parrocchia o alla Diocesi in occasione del rito. Tuttavia, la prassi di consegnare offerte in contanti, sebbene tradizionale, preclude qualsiasi beneficio fiscale.
Per ottenere un risparmio d’imposta nel Modello 730/2026, la strada da percorrere è quella della tracciabilità. Effettuare la donazione tramite conto corrente (con un bonifico), carta di credito o assegno permette di documentare l’erogazione liberale. Giuridicamente, queste somme sono destinate a scopi nobili, come il sostentamento del clero, il restauro del patrimonio artistico della Chiesa o opere caritatevoli. Ogni parrocchia o Diocesi dispone di un codice Iban, reperibile facilmente sui siti web ufficiali, che deve essere utilizzato per poter scaricare la spesa.
Modello 730, le erogazioni al clero nel Rigo E24
Una delle opportunità più vantaggiose per chi celebra un matrimonio e cerimonie religiose è la deduzione. Questo istituto, a differenza della detrazione, riduce direttamente la base imponibile su cui viene calcolata l’Irpef, offrendo un beneficio proporzionale all’aliquota marginale del contribuente.
L’articolo 10, comma 1, lett. i) e l), del Tuir prevede la possibilità di portare in deduzione le erogazioni liberali in denaro a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana. La deduzione è particolarmente vantaggiosa perché riduce la base imponibile (il reddito su cui si calcolano le tasse), abbattendo direttamente l’Irpef lorda in base alla propria aliquota marginale.
Trattandosi di donazioni e non di un corrispettivo per un servizio, ogni persona è libera di chiedere all’officiante di poter utilizzare il bonifico per effettuare l’offerta:
- la deduzione può essere fatta valere fino a un importo massimo di 1.032,91 euro;
- la spesa sostenuta nel 2025 deve essere indicata nel Rigo E24 del Modello 730/2026.
È possibile ottenere deduzioni simili anche per donazioni effettuate ad altre confessioni religiose con intese statali (es. Unione Buddista, Induista, Comunità Ebraiche, Chiesa Evangelica Luterana).
Le donazioni alla Diocesi e alle Onlus
Se il contribuente preferisce che la propria offerta vada a beneficio diretto della parrocchia locale o della Diocesi di appartenenza, lo strumento fiscale cambia: non si parla più di deduzione, ma di detrazione.
Le donazioni a favore delle Diocesi o di enti religiosi gestiti da associazioni e comitati (come previsto dall’articolo 15 del Tuir) danno diritto a una detrazione d’imposta pari al 26% dell’importo versato.
Nel Modello 730/2026, queste spese vanno inserite nei Righi da E8 a E10 utilizzando il codice 61. Il vantaggio, in questo caso, è che se per un matrimonio si effettua un’offerta tracciabile di 500 euro, il risparmio netto sulle tasse sarà di 130 euro.
Il taglio alle detrazioni e il quoziente familiare
Un aspetto critico che ogni contribuente dovrà monitorare mentre compila la dichiarazione dei redditi è il riordino delle agevolazioni introdotto dalla Legge di Bilancio 2025. Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 2026), l’accesso alle detrazioni per chi ha redditi elevati non sarà più automatico e pieno, ma soggetto a tetti di spesa legati alla composizione del nucleo familiare.
I tetti di reddito
Il fisco ha previsto una stretta per chi guadagna più di 75.000 euro lordi annui:
- per i redditi tra 75.000 e 100.000 euro la spesa massima detraibile è fissata a 14.000 euro;
- per i redditi tra 100.000 e 120.000 euro la spesa massima scende a 8.000 euro;
- oltre i 120.000 euro, la soglia resta di 8.000 euro, ma l’effettivo rimborso fiscale subisce un ulteriore taglio progressivo che riduce gradualmente lo sconto fino ad azzerarlo completamente per chi raggiunge i 240.000 euro di reddito.
L’applicazione del quoziente familiare
Qui entra in gioco il numero dei figli, un fattore determinante per chi organizza cerimonie come battesimi o cresime. I tetti di spesa sopra indicati vanno moltiplicati per un coefficiente basato sulla numerosità della famiglia.
| Numero figli | Coefficiente | Tetto detrazione |
| Assenza di figli | 0,50 | Il tetto di 14.000 euro si dimezza a 7.000 euro |
| Un figlio a carico | 0,70 | Il tetto diventa di9.800 euro |
| Due figli a carico | 0,85 | Il tetto diventa di 11.900 euro |
| Tre o più figli a carico | 1 | Si mantiene l’intero tetto di spesa |
Questo significa che una giovane coppia senza figli che sostiene spese elevate per il matrimonio e cerimonie connesse (e ha un reddito superiore ai 75.000 euro) vedrà drasticamente ridotta la propria capacità di scaricare i costi rispetto a una famiglia numerosa.
Il nuovo Quadro E e la scelta del contribuente
Un’altra novità tecnica del Modello 730 riguarda la modalità di compilazione. Sarà presente una casella denominata Riordino delle detrazioni non automatizzato. Selezionandola, il contribuente può decidere autonomamente di quali detrazioni avvalersi, derogando al calcolo preimpostato dall’Agenzia delle Entrate, purché resti entro i limiti di spesa calcolati con i coefficienti sopra descritti. Questa opzione è fondamentale per ottimizzare il rimborso nel caso in cui si abbiano diverse tipologie di oneri (sanitari, sportivi, liberalità religiose).
Altre spese indirette collegate alla famiglia
Oltre alle donazioni religiose, il quadro E del Modello 730/2026 accoglie altre spese fondamentali per chi vive la fase di vita legata a matrimonio e cerimonie:
- le spese per l’asilo nido indispensabili per chi ha appena celebrato un battesimo. La detrazione del 19% si calcola su un tetto di 632 euro per figlio, a patto che non si sia già beneficiato del bonus nido erogato dall’Inps;
- comunioni e cresime sono spesso il momento in cui i ragazzi iniziano un’attività agonistica. Le spese per palestre e piscine sono detraibili (19%) fino a 210 euro per ragazzi dai 5 ai 18 anni;
- le rette scolastiche e la mensa sono detraibili al 19% con un limite che sfiora gli 800 euro per alunno.