Con il gasolio che ha superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro, era solo questione di tempo prima che il Governo rimettesse mano alle accise. Dopo un lungo e attento confronto, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno deciso che sia il caso di intervenire sulla tassazione indiritta dei carburanti.
Al centro del dibattito c’è la riattivazione della cosiddetta accisa mobile, che tenderà a scendere ogni qualvolta il prezzo del greggio torni a salire.
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Quanto costano il carburante alla pompa e il greggio
A guardare i dati forniti dall’Osservatorio Prezzi risulta che i prezzi dei listini sono saliti in modo estremamente rapido. Il gasolio al self-service ha superato la soglia di 2,16 euro al litro sulla rete ordinaria, mentre in alcune pompe in autostrada è in vendita a 2,22 euro al litro. Anche la benzina ha fatto una scalata che non ha niente da invidiare a quella del diesel: quasi 2 euro al litro nell’ordinario e li oltrepassa sulla rete autostradale.
Il proseguire dell’instabilità in Medio Oriente è uno dei motivi principali. Dopo un primo calo di prezzo del greggio dovuto all’organizzazione dei primi tavoli di discussione della pace tra Iran e Usa, il petrolio è tornato sopra gli 85 dollari al barile.
Come funziona l’accisa mobile
La Presidente Meloni aveva affermato che non avrebbe più prorogato il taglio delle accise. Ma di fronte ai rincari una qualche misura per venire incontro alle difficoltà delle famiglie doveva pur esser presa. Dato che i tagli lineari sono insostenibili per la fiscalità generale, il Governo sta optando per una via di mezzo.
Le accise mobili sono uno strumento normativo che consente di calmierare il prezzo finale del carburante attraverso un processo di autocompensazione. Funziona così:
- quando il prezzo internazionale del petrolio cresce, il carburante costa di più, e quindi aumenta anche l’Iva, che permette allo stato di incassare più soldi;
- il gettito maggiore viene utilizzato per tagliare le accise, che invece sono fisse;
- il prezzo alla pompa scende ma invece di richiedere ulteriori finanziamenti, viene sostenuto direttamente dalle entrate dell’Iva.
L’applicazione di questa misura richiederà dei tempi tecnici di verifica. Ragioneria dello Stato e Mef dovranno prima accertarsi di quale sia la differenza tra l’incasso dell’Iva del mese di giugno rispetto a quello di luglio. Sulla base di questo avanzo si deciderà di quanto abbassare il costo del carburante.
Un intervento delicato
Il Governo ha il compito di tutelare il potere d’acquisto dei cittadini e di rispettare le regole di bilancio concordate con l’Ue, che ha più volte scoraggiato i Paesi membri a erogare sussidi generalizzati.
Seguono questa ratio economica il Bonus carburante e l’istituzione di crediti d’imposta specifici a tutela del settore dei trasporti, di persone e merci. Inoltre, l’esecutivo sta lavorando anche per rendere l’Italia un paese meno dipendente dai fossili, anche dal punto di vista energetico. sul tavolo del Ministero dell’Economia si valutano anche interventi di sostegno selettivo:
Quanto costa in più un pieno di carburante
Un aumento di soli 2 centesimi al litro si traduce in un 1 euro per ogni pieno, dicono le associazioni a tutela dei consumatori. Moltiplicando il tutto per i continui spostamenti della stagione estiva significa che moltissime famiglie dovranno ricalcolare il budget delle proprie vacanze.
Lungi dall’essere un affare circoscritto agli spostamenti privati, l’aumento del carburante si riflette immediatamente sui costi di spedizione e sulla distribuzione alimentare. Il risultato è un effetto domino sull’inflazione, che fa salire i prezzi dei beni di prima necessità sui banchi del supermercato.