Aumento del prezzo del biglietto aereo già acquistato, come difendersi

Ci sono casi in cui le compagnie hanno il diritto di modificare il prezzo di un biglietto già acquistato, ma non sempre è lecito

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

In questa temperie geopolitica è lecito chiedersi se il prezzo di un biglietto aereo possa aumentare anche dopo l’acquisto, visti i continui rincari del costo del carburante.

Secondo Flightright, associazione leader per la tutela dei diritti dei passeggeri del trasporto aereo, il rischio che alcune compagnie tentino di introdurre supplementi successivi all’acquisto è reale, anche se non sempre conforme alla normativa vigente.

Quando le compagnie possono chiedere un aumento

In linea generale, il prezzo del biglietto concordato al momento della prenotazione non può essere modificato unilateralmente. Questo principio vale soprattutto se il contratto è stato concluso quando la situazione di crisi – come un conflitto o un aumento del costo del petrolio – era già nota.

Come evidenzia Flightright, eventuali richieste di integrazione del prezzo devono essere valutate con attenzione, perché potrebbero non avere una base giuridica solida. Il tema si inserisce nel più ampio quadro dei diritti dei passeggeri, che comprende anche ritardi e cancellazioni.

Diverso è il caso dei pacchetti turistici, dove la normativa consente aumenti solo a determinate condizioni: devono essere previsti contrattualmente, comunicati entro 20 giorni dalla partenza e, se superiori all’8% del prezzo totale, danno diritto al recesso senza penali o richiedono un consenso esplicito del consumatore.

Non cancellare il volo in autonomia

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la cancellazione volontaria del volo. In situazioni di incertezza, molti passeggeri scelgono di rinunciare al viaggio, ma questa decisione può comportare conseguenze economiche sfavorevoli.

Le crisi geopolitiche rientrano infatti tra le circostanze eccezionali che esonerano le compagnie aeree dal pagamento di compensazioni. Tuttavia, se è il vettore a cancellare il volo, il passeggero ha diritto al rimborso completo entro sette giorni.

Se invece è il cliente a cancellare, possono essere applicate penali o condizioni meno favorevoli, con possibili controversie sulla loro entità.

Cosa cambia per i passeggeri con la nuova normativa Ue

Oltre ai rincari, c’è poi il capitolo normativo. L’Unione europea sta lavorando alla revisione del regolamento sui diritti dei passeggeri aerei, fermo da oltre un decennio. Le proposte attualmente in discussione prevedono cambiamenti significativi, tra cui:

Queste modifiche rischiano di ridurre le tutele oggi garantite, rendendo più difficile per i viaggiatori ottenere rimborsi e compensazioni in caso di disservizi.

Come proteggersi da rincari e disservizi

In un contesto così complesso, la prima forma di tutela è la consapevolezza. Leggere con attenzione le condizioni di vendita, verificare eventuali clausole sui supplementi e conservare tutta la documentazione sono passaggi fondamentali.

In caso di problemi, è possibile attivare le procedure previste dalla normativa europea o rivolgersi a servizi specializzati nella gestione dei reclami. Anche se il quadro normativo cambiasse, conoscere i propri diritti resta essenziale.

Viaggiare informati per evitare brutte sorprese

Tra instabilità internazionale, aumento dei costi del carburante e possibili riforme, il settore aereo sta attraversando una fase delicata. Per i passeggeri, questo significa maggiore attenzione e la necessità di informarsi prima di partire.

Capire quando un aumento è legittimo, quando conviene attendere una cancellazione e quali sono i propri diritti può fare la differenza. Perché, oggi più che mai, viaggiare informati è il modo migliore per evitare brutte sorprese.

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