Il panorama delle agevolazioni fiscali sulla casa continua a rimanere al centro dell’attenzione dei contribuenti che si accingono ad inviare la dichiarazione dei redditi. Tra i protagonisti indiscussi del Modello 730/2026 troviamo il bonus mobili, un’agevolazione che, nonostante le riduzioni del tetto di spesa rispetto agli anni d’oro del post-pandemia, rimane uno degli strumenti più amati per alleggerire il carico fiscale di chi ha intrapreso percorsi di rinnovamento domestico.
L’agevolazione, però, deve essere gestita correttamente: vediamo come muoversi per evitare errori che potrebbero costare caro in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
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Modello 730/2026, i riflettori sul bonus mobili 2025
Il bonus mobili è una detrazione Irpef del 50% che spetta per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia. La particolarità di questa agevolazione risiede nel suo legame indissolubile con il recupero del patrimonio edilizio: non esiste bonus mobili senza un intervento edilizio sottostante.
Perché parliamo di Modello 730/2026? La risposta è nella cronologia fiscale. Le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 dovranno essere dichiarate l’anno successivo. È quindi proprio il 2026 l’anno nel quale il contribuente può beneficiare della prima delle dieci rate annuali previste dalla norma.
Il nuovo tetto di spesa: la soglia dei 5.000 euro
Uno degli elementi di maggiore discontinuità rispetto al passato è il limite massimo di spesa. Se nel 2021 il tetto era fissato a 16.000 euro, sceso poi a 10.000 nel 2022 e a 8.000 nel 2023, per gli acquisti effettuati nel 2025 la soglia è stata confermata a 5.000 euro per singola unità immobiliare.
Questo significa che la detrazione massima ottenibile nel Modello 730/2026 per le spese sostenute nel 2025 è di 2.500 euro totali (calcolati su un tetto di 5.000 euro), poiché l’aliquota della detrazione in vigore lo scorso anno era al 50%. L’importo andrà ripartito in quote da 250 euro all’anno per dieci anni. È inoltre fondamentale sottolineare che il limite riguarda l’unità immobiliare comprensiva delle pertinenze; pertanto, se si ristruttura un appartamento e un garage separatamente ma appartenenti alla stessa unità catastale, il limite resta unico. Se invece si è intervenuti su due immobili distinti, il limite raddoppia (5.000 + 5.000).
Il requisito temporale: l’inizio lavori come spartiacque
Per accedere al bonus nel Modello 730/2026, la normativa impone una gerarchia temporale rigorosa: la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere necessariamente precedente alla data di acquisto dei mobili.
Non è però richiesto che le spese di ristrutturazione siano state sostenute prima di quelle per i mobili. Ciò che conta è la nascita del cantiere. Ad esempio, se i lavori sono iniziati a novembre 2024 e i mobili vengono acquistati a marzo 2025, il diritto alla detrazione è pienamente garantito. La prova dell’inizio lavori può essere fornita tramite la Cila, la Scia o, nei casi di edilizia libera, tramite una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Quali interventi edilizi danno diritto al bonus?
Non tutti i lavori in casa aprono le porte al bonus mobili. Per poter indicare la detrazione nel Modello 730/2026, l’intervento deve rientrare in una delle seguenti categorie:
- manutenzione straordinaria, che riguarda l’installazione di ascensori, il rifacimento di scale, la sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia, la realizzazione di servizi igienici, i frazionamenti o gli accorpamenti;
- restauro e risanamento conservativo, ossia gli interventi mirati a conservare l’organismo edilizio e assicurarne la funzionalità;
- ristrutturazione edilizia, ossia gli interventi che portano a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente;
- manutenzione ordinaria sulle parti comuni. La tinteggiatura delle pareti o la sostituzione dei pavimenti dà diritto al bonus mobili solo se effettuata sulle parti condominiali, e in quel caso il mobile deve essere destinato all’arredo delle stesse parti comuni (es. guardiola del portiere).
Un punto cruciale confermato da alcune circolari (nello specifico la n. 3/E del 2 marzo 2016, la n. 17/E del 26 giugno 2023 e la n. 8/E del 19 giugno 2025) dell’Agenzia delle Entrate riguarda la sostituzione della caldaia o l’installazione di condizionatori a pompa di calore: questi interventi sono considerati manutenzione straordinaria e, pertanto, abilitano il contribuente a richiedere il bonus mobili.
Cosa acquistare: mobili ed elettrodomestici
La lista dei beni agevolabili è ampia ma non infinita.
Nella voce mobili sono inclusi letti, armadi, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, materassi e apparecchi di illuminazione. Restano esclusi le porte, le pavimentazioni (come il parquet), le tende e gli altri complementi d’arredo non strutturali.
Per gli elettrodomestici la normativa è diventata più stringente per favorire la transizione ecologica. Per gli acquisti effettuati nel 2025 da inserire nel Modello 730/2026, le classi energetiche minime sono:
- classe A per i forni;
- classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie;
- classe F per frigoriferi e congelatori.
Adempimenti e pagamenti: la tracciabilità è tutto
Per non vedersi scartare la detrazione nel Modello 730/2026, il metodo di pagamento è il pilastro della validità. L’Agenzia delle Entrate ammette esclusivamente:
- bonifici bancari o postali anche se non è obbligatorio usare il quello parlante specifico per le ristrutturazioni (anche se consigliato per evitare dubbi), ma deve essere un bonifico ordinario riconducibile al contribuente;
- carte di credito o di debito, per le quali la data del pagamento è quella di utilizzo dello strumento, non quella di addebito sul conto corrente;
- finanziamenti a rate, a patto che la società finanziaria paghi il fornitore con i metodi sopra descritti e fornisca al cliente una copia della ricevuta.
Il contante è assolutamente vietato, così come gli assegni bancari e circolari.
La documentazione da conservare per il 2026
Presentare il Modello 730/2026 con i dati corretti è solo metà del lavoro. Il contribuente deve conservare per almeno 15 anni – il tempo della detrazione (10 anni) più eventuali accertamenti (cinque anni) – una cartella clinica del bonus:
- fatture con l’indicazione della natura, qualità e quantità dei beni;
- ricevute di pagamento (scontrini Poi, ricevute bonifici);
- abilitazioni amministrative (Cila/Scia) o autocertificazione per edilizia libera;
- comunicazione Enea, per alcuni elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavatrici) è obbligatorio inviare telematicamente i dati entro 90 giorni dal collaudo. Sebbene la mancata comunicazione non faccia decadere sempre il diritto alla detrazione fiscale, è un adempimento necessario per evitare contestazioni.
Come gestire il plafond residuo
Molti contribuenti ignorano la regola della continuità. Se i lavori di ristrutturazione iniziati nel 2024 proseguono nel 2025, il limite di 5.000 euro per gli acquisti 2025 deve tenere conto di quanto eventualmente già speso e detratto nel 2024 per lo stesso intervento. Se nel 2024 ho già esaurito il plafond allora disponibile, per gli acquisti 2025 non avrò ulteriore margine, a meno che non si tratti di un nuovo ed autonomo intervento edilizio.