Emergenza siccità in Italia, aggiornata mappa dei rischi: dove la situazione è più critica

Oltre il 60% del territorio italiano è in crisi idrica. Caldo record e siccità mettono a rischio agricoltura, allevamenti e sicurezza alimentare

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

L’emergenza siccità in Italia torna a farsi sempre più preoccupante. Soprattutto ora che le temperature stanno raggiungendo livelli record, il caldo record sta mettendo sotto pressione le disponibilità di acqua, con effetti sempre più pesanti su agricoltura, costi delle imprese e tenuta degli ecosistemi.

Secondo una stima di Coldiretti elaborata sulla base delle mappe del servizio europeo Copernicus, oltre il 60% del territorio italiano è sull’orlo della crisi idrica, con livelli che vanno dall’allerta lieve a quella moderata e grave.

Siccità in Italia, la mappa dei rischi

La situazione al momento è molto complessa soprattutto perché non si manifesta in modo uniforme, ma attraverso differenti livelli di stress idrico che coinvolgono territori e colture diverse delle filiere agricole.

Tra quelle maggiormente esposte ci sono:

Questi comparti stanno risentendo delle temperature elevate e della ridotta disponibilità di acqua, ma l’emergenza non riguarda soltanto la quantità di acqua presente nei bacini o nelle falde. Nelle stalle italiane, per esempio, la produzione di latte è diminuita del 20%, anche a causa dello stress provocato dal caldo sugli animali e delle difficoltà legate alla disponibilità di foraggi.

Per questi (e altri) motivi, è facile capire come mai tutto questo si traduce direttamente in una questione di sicurezza alimentare, redditività delle aziende agricole e competitività delle filiere agroalimentari. Sono, infatti, tutti problemi interconnessi.

Le regioni più colpite

La crisi interessa ormai Nord, Centro e Sud Italia, con alcune aree dove la situazione appare particolarmente critica:

I danni di caldo e siccità nel Centro Italia

Spostandosi verso il Centro Italia, l’ondata di caldo sta penalizzando soprattutto:

Per le colture arboree, in particolare, lo stress idrico può incidere su qualità. dimensioni dei frutti e sulle rese complessive. Mentre nel comparto vitivinicolo il cambiamento climatico sta modificando il calendario delle coltivazioni., aumentando il rischio che periodi di caldo intenso coincidano con fasi particolarmente delicate dello sviluppo delle piante.

Cosa rischiano Sud e Isole e

La situazione non migliora procedendo verso il Mezzogiorno e le Isole. Anche qui le alte temperature e la scarsità di acqua stanno mettendo sotto pressione soprattutto ortaggi e pomodori, con il rischio di una diminuzione delle rese.

In queste aree, considerando che la disponibilità di acqua rappresenta già storicamente uno dei principali fattori di vulnerabilità dell’agricoltura, a rendere il quadro ancora più complesso è la combinazione tra siccità, caldo estremo e incendi. In Sardegna, per esempio, i roghi hanno interessato migliaia di ettari di pascoli e colture, provocando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture aziendali. Secondo l’analisi Coldiretti su dati Effis, dall’inizio dell’anno sono già andati in fumo quasi 75mila ettari tra boschi e terreni.

Serve un piano contro l’emergenza idrica

Di fronte a una situazione destinata a ripetersi con maggiore frequenza, il tema centrale diventa quello della gestione strutturale dell’acqua. Secondo Coldiretti, oggi l’Italia riesce a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana. Una quota considerata insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi.

Da qui la proposta di accelerare la realizzazione di un piano nazionale degli invasi, dotati anche di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica e di nuovi interventi di manutenzione dei corsi d’acqua, insieme al potenziamento e all’ammodernamento delle reti di distribuzione.

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