Passare da un lavoro part time a full time facendo più ore, la trasformazione è automatica?

Fare più ore nel part time non basta a ottenere il full time e a salire di livello, ecco che cosa dice il Tribunale di Catania

Pubblicato:

Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

Lo svolgimento di ore extra da parte di un lavoratore part time può trasformare automaticamente il contratto in full time? A questa ricorrente domanda nei rapporti di lavoro ha risposto il Tribunale di Catania con la sentenza 701/2026, chiarendo anche se davvero basta l’anzianità di servizio per ottenere un livello superiore e un aumento di stipendio. Vediamo in breve il caso concreto e la decisione del giudice siciliano, perché offre indicazioni generali e utili a tutti i lavoratori.

Le ore supplementari non trasformano il part time in full time: il caso

Un dipendente, assunto una decina di anni fa con contratto a tempo parziale al 50% come addetto ai servizi mensa (livello VI del Ccnl Turismo), ha deciso di fare causa al suo datore di lavoro chiedendo:

Con l’appena citata pronuncia il Tribunale di Catania ha rigettato tutte le sue domande. Ma il punto interessante è capire il ragionamento giuridico.

Il senso comune porterebbe a pensare che lavorare spesso più ore del previsto dia automaticamente diritto al tempo pieno. Ma non è così e la legge sul punto è molto precisa. L’art. 6 del d.lgs. 81/2015 consente al datore di lavoro di chiedere al dipendente part time di svolgere lavoro supplementare (oltre l’orario concordato) e anche straordinario.

È una facoltà legittima e rientra nel cosiddetto ius variandi, cioè il potere con cui il datore può modificare unilateralmente alcuni aspetti della prestazione lavorativa (come orari o mansioni), nei limiti di legge, per esigenze organizzative. Esiste per permettere all’impresa di adattarsi a cambiamenti produttivi, garantendo però il rispetto dei diritti e della dignità del lavoratore. In questo scenario, spiega il Tribunale di Catania, fare più ore non cambia automaticamente il contratto.

Il ruolo del contratto collettivo: quando il tempo parziale può diventare pieno

Nel caso esaminato, il Ccnl di riferimento prevede un limite di 180 ore annue di lavoro supplementare (in assenza di accordi aziendali). Anche se questo limite viene superato:

Nel caso concreto, inoltre, le ore extra erano giustificate da documentate esigenze organizzative (come ad esempio l’assenza di colleghi e la necessità di sostituirli).

A quanto appena visto esiste però un’eccezione importante: la trasformazione per fatti concludenti. Secondo la giurisprudenza della Cassazione, il contratto può diventare a tempo pieno soltanto se l’orario lavorativo è pari al full time, costante, continuativo e sistematico nel tempo. In breve: deve emergere una chiara volontà di ambo le parti (anche implicita e non formalizzata per iscritto) di modificare stabilmente il rapporto.

Il punto è che, nel caso deciso dal Tribunale, le ore in più erano altalenanti e variavano mese per mese. Non raggiungevano stabilmente il tempo pieno ed erano legate a esigenze variabili e occasionali. Inoltre erano retribuite con le specifiche maggiorazioni previste dalla contrattazione collettiva per il lavoro supplementare, escludendo la comune volontà di convertire il rapporto in tempo pieno. Non c’erano dunque gli estremi per la trasformazione del contratto.

La richiesta di passaggio al livello superiore e il ruolo dell’onere della prova

Non solo. Nella disputa giudiziaria il dipendente chiedeva anche il passaggio dal livello VI al VI super, sostenendo che bastasse l’anzianità di servizio superiore a un anno. In particolare, chiedeva il riconoscimento retroattivo di tale passaggio dal 2018. Tuttavia, il Tribunale ha negato livello superiore e conseguente aumento di stipendio e reddito, considerando che cosa è previsto dal Ccnl Turismo. In sintesi:

Ecco perché l’anzianità è solo un requisito “iniziale”, ma non basta da sola per un miglior inquadramento, salire di livello e guadagnare di più.

Nel diritto del lavoro vale una regola fondamentale: chi chiede un livello superiore deve dimostrarlo. In sostanza, il lavoratore deve:

Nel caso concreto il dipendente ha basato la richiesta esclusivamente sul tempo trascorso in azienda e non ha provato di aver svolto mansioni più qualificate. Ecco perché la magistratura ha respinto anche questa domanda. Interessante evidenziare che, durante il processo, l’azienda datrice aveva già riconosciuto il livello VI super, ma il lavoratore chiedeva il riconoscimento retroattivo dal 2018. La richiesta è stata bocciata per mancanza di prove sulle mansioni svolte in passato.

Che cosa cambia per i dipendenti che vogliono il full time

La giurisprudenza sulla trasformazione dei contratti non è di certo esigua. Si pensi ad esempio alla recente pronuncia che stabilisce che un contratto senza firma diventa a tempo indeterminato automaticamente. Ora, la sentenza 701/2026 del Tribunale di Catania ricorda ad aziende e dipendenti che le ore di straordinario o supplementari non sono sufficienti a ottenere una trasformazione automatica del contratto in tempo pieno.

L’accertata anzianità di servizio non basta e, anzi, è necessaria la stabilità del nuovo orario “aumentato” per cambiare il rapporto. Solo un orario pieno, costante e prolungato nel tempo può portare alla trasformazione — come si dice in gergo — per fatti concludenti. Inoltre per salire di livello servono competenze, responsabilità e mansioni più articolate. E bisogna provarle in aula. Non basta dire che è così, ma dimostrare concretamente ciò che si fa ogni giorno.

Concludendo, la decisione del giudice catanese chiarisce un significativo principio del diritto del lavoro: in ufficio contano i fatti, ma devono essere stabili e dimostrati. Inoltre, le esigenze aziendali possono giustificare ore in più senza cambiare il contratto. E il passaggio di livello richiede competenze reali e non solo ore accumulate sul lavoro.

Per i lavoratori, il messaggio è chiaro: se si vogliono far valere i propri diritti, è essenziale documentare le ore lavorate e le mansioni svolte in modo preciso e continuativo.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963