Revisione auto, dall’Ue controlli più severi: la multa può sfiorare gli 8mila euro

Bocciata l'idea di revisione annuale per i veicoli con oltre 10 anni, ma la riforma Ue sulla revisione auto amplia i controlli sulle vetture

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Revisione auto, si cambia: Bruxelles ha infatti avviato il percorso che cambierà le abitudini di milioni di automobilisti nell’Unione europea. Si punta ad adattare le revisioni auto a un parco automobilistico che è composto da vetture sempre più tecnologiche, connesse ed elettrificate.

La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato una bozza che diventerà base dei prossimi negoziati. Traduzione: anche se le nuove norme non sono ancora operative, indicano comunque quale strada verrà intrapresa dall’Ue.

Addio revisione auto solo meccanica

Il cambio di passo più grande riguarda la modalità delle verifiche: oggi le revisioni auto si concentrano su freni, pneumatici, sterzo, emissioni, frecce e altri elementi tradizionali.

Con la riforma allo studio potrebbero invece entrare stabilmente nei controlli su:

Le macchine diventano sempre più simili ai computer e, di conseguenza, anche le revisioni auto diventano sempre più simili a verifiche sulla tecnologia, e non più solo sulla meccanica.

Veicoli elettrici e ibridi verso test dedicati

Una parte importante della proposta sulle revisioni auto riguarda i veicoli elettrici e ibridi. Con l’aumento delle vetture elettrificate Bruxelles ha ridisegnato i controlli su:

I costi

Non è escluso che controlli a più ampio spettro spingano verso costi maggiori per gli automobilisti, anche se su questo al momento non esistono indicazioni ufficiali.

Se l’auto non supera la revisione

Uno dei punti più caldi della riforma riguarda il nesso tra la revisione e i richiami ufficiali delle case costruttrici. L’idea è verificare durante il controllo tecnico se il proprietario abbia già eseguito gli interventi richiesti per problemi di sicurezza. Se il richiamo risultasse ancora aperto, il veicolo potrebbe non superare la revisione. L’obiettivo è ridurre la presenza sulle strade di auto con difetti già individuati dai produttori e non ancora corretti.

Ad esempio: a marzo Volkswagen ha richiamato 94mila auto elettriche per problemi alla batteria, con rischio incendio. In caso un automobilista dovesse ignorare il richiamo della casa madre, potrebbe poi non superare la revisione dell’auto.

La revisione per le auto vecchie

Uno dei temi più discussi riguardava la revisione delle auto con oltre dieci anni di anzianità. La Commissione europea aveva ipotizzato il passaggio dalla revisione ogni due anni a controlli ogni anno. La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha però bocciato questa ipotesi, ritenendola non supportata da elementi sufficienti in grado di dimostrare benefici concreti sulla riduzione degli incidenti. Quindi anche per le auto più vecchie resta valida la revisione biennale. I singoli Stati potranno comunque introdurre regole più frequenti a livello nazionale.

Altri controlli

Nella bozza trovano spazio anche controlli dedicati a:

Almeno nella fase attuale, queste verifiche resterebbero facoltative, lasciando ai Paesi membri la possibilità di decidere se renderle obbligatori.

Stop alle auto schilometrate

La bozza europea punta anche a contrastare l’alterazione dei chilometri percorsi, fenomeno che altera il mercato dell’usato. Secondo l’ipotesi, le officine dovrebbero registrare i chilometri percorsi durante interventi di riparazione superiori a un’ora. I dati finirebbero poi in archivi nazionali. L’obiettivo è costruire una cronologia verificabile della vita e dell’usura del veicolo.

Revisione valida anche all’estero

La bozza apre poi alla possibilità di effettuare la revisione in un altro Stato membro dell’Ue. In quel caso verrebbe rilasciato un certificato temporaneo valido per sei mesi, mentre la successiva revisione dell’auto dovrebbe tornare nel Paese d’origine del veicolo.

Quando entreranno in vigore le nuove regole

La bozza approvata dalla Commissione Trasporti del Parlamento europeo dovrà affrontare il vaglio del Consiglio dell’Unione europea e successivamente il voto del Parlamento in seduta plenaria. Solo dopo la conclusione dell’iter saranno definite le date di applicazione.

Revisione bocciata, si può circolare?

Come è facile prevedere, con un irrigidimento delle regole potrebbe aumentare il numero degli automobilisti propensi a circolare con l’auto con revisione non in regola. Chi circola con un veicolo sospeso in attesa dell’esito positivo della revisione incorre in una sanzione amministrativa pecuniaria molto alta, oltre al fermo amministrativo del mezzo. Le multe vanno da un minimo di 173 euro a quasi 8.000 euro. E nei casi estremi si rischia anche la confisca.

Così recita il comma 14 dell’articolo 80 del Codice della strada:

Ad esclusione dei casi previsti dall’articolo 176, comma 18, chiunque circola con un veicolo che non sia stato presentato alla prescritta revisione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 173 a euro 694. Tale sanzione è raddoppiabile in caso di revisione omessa per più di una volta in relazione alle cadenze previste dalle disposizioni vigenti. L’organo accertatore annota sul documento di circolazione che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino all’effettuazione della revisione. È consentita la circolazione del veicolo al solo fine di recarsi presso uno dei soggetti di cui al comma 8 ovvero presso il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici per la prescritta revisione. Al di fuori di tali ipotesi, nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso dalla circolazione in attesa dell’esito della revisione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.998 a euro 7.993. All’accertamento della violazione di cui al periodo precedente consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni, secondo le disposizioni del capo I, sezione II, del titolo VI. In caso di reiterazione delle violazioni, si applica la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo.

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