Quando un familiare viene a mancare, la gestione della sua posizione fiscale rappresenta uno dei tasselli più delicati per gli eredi. Tra adempimenti e pratiche di successione, emerge spesso una domanda molto concreta: cosa succede se il defunto vantava un credito d’imposta emerso dalla dichiarazione dei redditi? La risposta del Fisco è chiara: non va affatto perduto, ma rientra a tutti gli effetti nell’asse ereditario.
Tuttavia, la procedura per ottenere l’accredito differisce notevolmente da quella ordinaria. Cerchiamo di capire, passo dopo passo, come funziona il rimborso 730 per il contribuente deceduto, quali modelli compilare, come delegare l’incasso a un unico erede e quali documenti trasmettere all’Agenzia delle Entrate per sbloccare le somme spettanti.
Indice
Rimborso 730: perché la procedura cambia per il contribuente deceduto
In condizioni ordinarie, il credito risultante dal modello 730 viene conguagliato direttamente nella busta paga (per i lavoratori dipendenti) o nel cedolino della pensione (per i pensionati erogati dall’Inps). Tuttavia, con il decesso del contribuente, il rapporto di lavoro o la prestazione pensionistica si estinguono immediatamente. Di conseguenza, il sostituto d’imposta (Inps o datore di lavoro) non può più effettuare operazioni di conguaglio in busta paga. Il rimborso 730 riferito al contribuente deceduto passa quindi sotto la diretta responsabilità dell’Agenzia delle Entrate, che provvederà a liquidare le somme spettanti direttamente agli eredi.
Come presentare la dichiarazione dei redditi del defunto
Per determinare l’esatto importo del credito, uno degli eredi deve farsi carico di presentare la dichiarazione dei redditi per conto del de cuius. Le opzioni a disposizione variano a seconda delle tempistiche e delle modalità prescelte.
Il Modello 730 Precompilato per Eredi
Grazie alle recenti semplificazioni introdotte dal Fisco, l’erede nominato può accedere direttamente alla dichiarazione precompilata del familiare scomparso tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Per farlo, l’erede deve prima richiedere l’abilitazione come Erede sul proprio profilo utente.
Durante la compilazione del 730 per contribuente deceduto, occorre prestare attenzione ad alcuni elementi chiave:
- frontespizio. Vanno indicati i dati anagrafici del defunto e, nell’apposito riquadro dedicato al rappresentante o erede, i dati di colui che presenta la dichiarazione;
- scelta del modello. La dichiarazione deve essere contrassegnata come senza sostituto d’imposta. Questa spunta è indispensabile affinché il saldo a credito venga elaborato direttamente dall’Agenzia delle Entrate anziché inviato all’Inps o all’ex datore di lavoro.
Il Modello Redditi Persone Fisiche
Se sono trascorsi i termini utili per l’invio del modello 730, o se la situazione fiscale del defunto risulta particolarmente complessa, l’erede dovrà presentare il Modello Redditi PF. In questo caso, il credito Irpef verrà evidenziato nel Quadro RX, dove si potrà scegliere esplicitamente di chiederlo a rimborso direttamente all’amministrazione finanziaria.
Cosa succede ai rimborsi già inoltrati prima del decesso?
Può verificarsi un caso molto frequente: il contribuente ha inviato regolarmente il proprio modello 730 prima di morire, ottenendo l’approvazione per un rimborso, ma il decesso è sopraggiunto prima che l’Inps o il datore di lavoro potessero accreditare la somma.
In questo scenario:
- il sostituto d’imposta storna la somma e la restituisce all’Agenzia delle Entrate, segnalando che il beneficiario è deceduto;
- l’importo non viene perso, ma la pratica subisce una battuta d’arresto temporanea;
- l’erede dovrà presentare una nuova dichiarazione l’anno successivo riportando il credito non riscosso (nel Quadro RM/RX) oppure contattare l’Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate per richiedere la ri-emissione del mandato di pagamento a favore degli eredi.
Ripartizione del credito tra gli eredi: pro-quota o delega unica?
Trattandosi di un credito ereditario, la somma spettante deve essere suddivisa tra tutti i chiamati all’eredità in base alle rispettive quote di successione (legittima o testamentaria). L’Agenzia delle Entrate offre due modalità operative per la liquidazione, che chiariamo nella seguente tabella.
| Modalità | Come funziona | Vantaggi / Svantaggi |
| Accredito pro-quota | L’importo complessivo viene suddiviso dal Fisco e accreditato in quote sui singoli Iban dei vari eredi | Ciascun erede riceve la sua quota spettante, ma richiede la gestione di più Iban da parte dell’Agenzia delle Entrate |
| Delega a un unico erede | Tutti i coeredi firmano un modulo di delega autorizzando il Fisco ad erogare il 100% dell’importo a un unico erede referente | Procedura più veloce, un solo bonifico e gestione semplificata dei rapporti tra familiari |
Se i rapporti familiari sono sereni e c’è accordo tra tutti i coeredi, optare per la delega a un unico erede velocizza notevolmente la pratica di accertamento e liquidazione da parte degli uffici del Fisco.
La documentazione da consegnare all’Agenzia delle Entrate
Per ottenere lo sblocco effettivo dei fondi, l’erede referente o tutti i coeredi devono inviare all’Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate competente una serie di documenti ufficiali. Quelli richiesti sono i seguenti:
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (Art. 47 D.P.R. 445/2000). Un’autocertificazione in cui l’erede dichiara la data di decesso del familiare, attesta la qualifica di erede, dichiara se esiste o meno un testamento e fornisce l’elenco completo di tutti i coeredi legittimi;
- modulo di comunicazione delle coordinate Iban. L’indicazione del conto corrente bancario o postale intestato all’erede (o agli eredi) su cui accreditare le somme;
- modulo di delega all’incasso (se applicabile). Sottoscritto da tutti i coeredi con firma autografa (allegando copia dei documenti d’identità in corso di validità di tutti i deleganti) o con firma digitale;
- copia del documento d’identità e codice fiscale del defunto e dell’erede/i richiedente/i.
Come presentare le pratiche online senza andare allo sportello
Non è più necessario fare estenuanti code agli sportelli fisici degli uffici territoriali. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione strumenti digitali molto efficienti.
Abilitazione: Operare per conto di terzi
L’erede accede al portale dell’Agenzia delle Entrate con la propria identità digitale (Spid, Cie o Cns). Nella sezione Profilo Utente, è necessario inviare la richiesta di abilitazione come Erede per operare a nome del contribuente deceduto, allegando la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. Una volta approvata la richiesta (di solito entro pochi giorni), l’erede potrà gestire la precompilata e inviare istanze per conto del defunto.
Servizio: Consegna Documenti e Istanze
Attraverso questa funzionalità disponibile nella propria area riservata, è possibile trasmettere direttamente via Pec o web i moduli di delega, le dichiarazioni sostitutive e le coordinate bancarie all’Ufficio Territoriale competente (individuato in base all’ultima residenza del defunto).
Quali sono i tempi di attesa per l’incasso effettivo?
La gestione dei rimborsi fiscali per i contribuenti deceduti richiede tempi fisiologicamente più lunghi rispetto a un normale conguaglio 730 in busta paga.
Mentre un rimborso ordinario da 730 senza sostituto viene accreditato indicativamente tra dicembre dell’anno di presentazione e il mese di marzo dell’anno successivo, il rimborso 730 per contribuente deceduto richiede un tempo medio stimato tra i 6 e i 12 mesi dalla data di corretta ricezione della documentazione. Questi ritardi dipendono da:
- controlli preventivi dell’Agenzia. L’amministrazione finanziaria deve verificare la correttezza della dichiarazione dei redditi e l’assenza di eventuali debiti a carico del defunto (cartelle esattoriali o ruoli pendenti con Agenzia delle Entrate Riscossione);
- verifica della legittimità ereditaria. L’ufficio controlla la completezza della dichiarazione sostitutiva e la corrispondenza dei codici fiscali degli eredi indicati.
- modalità di erogazione. L’accredito via bonifico su Iban richiede la validazione formale dell’intestazione del conto corrente.