Pensione in Tunisia, come funziona l’abbattimento dell’80% e il mito dell’aliquota al 7%

Incassare la pensione in Tunisia significa pagare le imposte solo sul 20% dell'assegno previdenziale ricevuto. Ma attenzione a fare tutto in modo corretto

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

Trasferire la propria pensione in Tunisia è diventata, negli ultimi anni, una delle strategie di pianificazione finanziaria più discusse e adottate dai contribuenti italiani. Mentre altre destinazioni storiche del Mediterraneo, come il Portogallo o la Grecia, hanno progressivamente modificato o ridotto i propri incentivi per i nuovi residenti, il Paese nordafricano ha mantenuto una legislazione estremamente favorevole. Per molti pensionati Inps, questa scelta non rappresenta solo un cambio di vita radicale, ma una vera e propria operazione di salvaguardia del proprio patrimonio e del tenore di vita.

Pensione in Tunisia: l’abbattimento dell’80% dell’imponibile

Il cuore pulsante dell’attrattiva tunisina risiede nella Legge n. 2006-85. A differenza dell’Italia, dove la pressione fiscale sulle pensioni (attraverso l’Irpef progressiva) può facilmente superare il 25-30%, il sistema tunisino prevede un meccanismo di detassazione che appare quasi incredibile agli occhi del contribuente europeo.

La normativa stabilisce che le pensioni di fonte estera, percepite da soggetti che hanno stabilito la propria residenza fiscale nel Paese, godano di un abbattimento forfettario dell’80%.

Come funziona il calcolo

Per capire la portata del risparmio, ipotizziamo una pensione lorda annua di 30.000 euro:

Il risultato finale? Il prelievo fiscale effettivo (il cosiddetto tax rate reale) oscilla generalmente tra il 3% e il 5% sul lordo totale. In pratica, una pensione che in Italia verrebbe erogata per circa 1.800 euro netti al mese, in Tunisia può superare facilmente i 2.300 euro, a cui va aggiunto il drastico abbattimento del costo della vita.

Il mito dell’aliquota al 7%: facciamo chiarezza

Spesso, tra i forum di settore e le consulenze per il trasferimento della pensione in Tunisia, ricorre il numero 7% come fosse un’aliquota fissa. È fondamentale, però, non fare confusione. In Tunisia non esiste una flat tax fissa al 7%; il sistema resta progressivo. Il 7% è in realtà un tetto massimo di incidenza reale: poiché le tasse locali vengono applicate solo sul 20% della pensione (il restante 80% è intoccabile), anche l’applicazione delle aliquote tunisine più alte finisce per pesare sul lordo totale in una misura che oscilla mediamente tra il 3% e il 6,5%.

È inoltre essenziale non confondere questo vantaggio con la Flat Tax al 7% introdotta dall’Italia per i pensionati che rientrano dall’estero stabilendosi nei piccoli comuni del Sud: si tratta di due agevolazioni speculari ma distinte. In Tunisia, il risparmio non deriva da un’aliquota fissa, ma dalla drastica riduzione della base imponibile, rendendo il prelievo fiscale finale uno dei più bassi al mondo.

Pensioni private vs pubbliche: il discrimine della Convenzione

Un aspetto cruciale per chi valuta di trasferire la pensione in Tunisia è la natura dell’ente erogatore. La possibilità di godere della detassazione dipende dalla Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni siglata tra Italia e Tunisia.

Pensionati del settore privato (Inps)

Per chi ha lavorato nel settore privato, la procedura è lineare. La Convenzione prevede che la pensione sia tassata esclusivamente nel Paese di residenza del beneficiario. Una volta ottenuta la residenza fiscale tunisina e completata la pratica di detassazione, l’Inps eroga l’assegno al lordo, e il contribuente pagherà le tasse solo al fisco locale con i vantaggi sopra descritti.

Pensionati del settore pubblico (ex-Inpdap)

La situazione per gli ex dipendenti pubblici è storicamente più rigida. In linea di principio, le pensioni pagate dallo Stato o da un suo ente sono tassate alla fonte (in Italia). Tuttavia, la Tunisia rappresenta un’eccezione interessante rispetto ad altri Paesi: esistono percorsi burocratici e interpretazioni dell’Articolo 19 della Convenzione che permettono, in casi specifici (come l’acquisizione della cittadinanza tunisina o particolari configurazioni del nucleo familiare), di richiedere la defiscalizzazione. Resta comunque un ambito molto delicato entro il quale muoversi ed è meglio far analizzare la propria situazione personale da un professionista per evitare contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

Requisiti tassativi: come evitare la residenza fittizia

Non basta acquistare una casa ad Hammamet o a Sousse per smettere di pagare le tasse in Italia. Per trasferire correttamente la pensione in Tunisia, occorre rispettare tre pilastri normativi che garantiscano la regolarità del trasferimento agli occhi del fisco italiano:

L’aspetto valutario e il sempreverde Dinaro Tunisino

Chi sceglie la Tunisia deve comprendere il funzionamento della valuta locale. Per accedere ai benefici fiscali, la pensione deve essere accreditata su un conto corrente locale, solitamente denominato in Dinari Convertibili.

Un elemento sempreverde da monitorare è il tasso di cambio. Il Dinaro Tunisino (TND) non è una valuta a libera circolazione internazionale ed è soggetto alle politiche della Banca Centrale locale. Sebbene negli ultimi anni l’Euro abbia mantenuto un potere d’acquisto molto elevato rispetto al Dinaro, è bene non basare i propri calcoli solo sul cambio del momento. Il vero vantaggio risiede nel differenziale di prezzo: in Tunisia, i servizi essenziali, i mercati alimentari e gli affitti hanno costi che sono spesso un terzo rispetto ai prezzi medi italiani. Questo garantisce una stabilità del potere d’acquisto che va oltre le fluttuazioni valutarie mensili.

Sanità e qualità della vita

Oltre al risparmio fiscale, la pensione in Tunisia attira per la qualità della vita. Le località costiere offrono un clima mite tutto l’anno, ideale per la salute degli anziani. Sul fronte sanitario, la Tunisia vanta un settore privato d’eccellenza, con cliniche moderne concentrate soprattutto a Tunisi e nelle aree turistiche. Molti medici tunisini si sono formati nelle università francesi o europee, e i costi delle cure private, sebbene non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale italiano (una volta iscritti all’Aire), restano ampiamente sostenibili grazie al risparmio sulle tasse.

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