Internazionali di Roma da record, fatturato da 90 milioni e sogno quinto Slam

Gli Internazionali di Roma 2026 chiudono con numeri record e ora il Foro Italico punta al salto verso gli Slam

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Gli Internazionali di Roma 2026 si sono chiusi con trionfo di Jannik Sinner al Foro Italico, con il ritorno di un italiano alla vittoria del torneo dopo cinquant’anni. L’edizione ha fatto registrare numeri mai raggiunti prima, consolidando Roma tra gli appuntamenti più importanti del circuito ATP e WTA. Al tempo stesso, la Federazione Italiana Tennis e Padel continua a coltivare un obiettivo ambizioso: trasformare gli Internazionali nel quinto Slam del calendario mondiale.

I numeri record degli Internazionali di Roma 2026

Il presidente della FITP Angelo Binaghi, nella conferenza conclusiva del torneo, ha parlato di un’edizione record sotto diversi aspetti. Per la prima volta il Foro Italico ha superato quota 400 mila presenze complessive durante le due settimane della manifestazione. Gli spettatori unici sono stati invece circa 243 mila, distribuiti tra Campo Centrale, Pietrangeli, Grand Stand Arena e il nuovo campo realizzato nello Stadio dei Marmi.

Anche dal punto di vista economico gli Internazionali hanno raggiunto livelli mai toccati prima. Secondo le stime riportate durante il torneo, il fatturato dell’evento nel 2026 dovrebbe attestarsi intorno ai 90 milioni di euro.

Nel 2002 gli Internazionali generavano circa 6 milioni di euro di ricavi. Oggi il valore economico della manifestazione è cresciuto in modo esponenziale, grazie all’aumento del pubblico, dei partner commerciali e dell’interesse internazionale.

Il Foro Italico sempre più centrale nel tennis mondiale

Negli ultimi anni Roma ha progressivamente ridotto il divario rispetto agli altri Masters 1000 del circuito. Secondo Paolo Lorenzi, direttore del torneo, il Foro Italico è diventato ormai “un posto dove devi essere”. Non solo per vedere una singola partita o un determinato campione, ma come esperienza complessiva legata all’atmosfera del torneo.

I dati confermano questa trasformazione. Solo il 19,8% degli spettatori arriva da Roma, mentre il 56% proviene dal resto d’Italia e il 24% dall’estero. Gli Internazionali sono quindi diventati un evento turistico internazionale capace di attirare pubblico ben oltre i confini cittadini.

Anche l’area occupata dal torneo è cresciuta in modo significativo. L’edizione 2026 si è sviluppata su circa 20 ettari contro i 12 del passato, includendo per la prima volta anche lo Stadio dei Marmi con una nuova arena temporanea.

L’ipotesi Slam e il sogno della FITP

La crescita del torneo ha alimentato negli ultimi anni una suggestione sempre più concreta: candidare Roma a diventare il quinto Slam del tennis mondiale. Angelo Binaghi ha parlato apertamente di questo obiettivo, definendolo uno stimolo per continuare a far crescere il movimento italiano.

Attualmente i quattro tornei più importanti del tennis mondiale restano Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open. Entrare in questo gruppo significherebbe aumentare ulteriormente ricavi, montepremi, diritti televisivi e impatto internazionale. Per riuscirci, però, Roma dovrà continuare a investire soprattutto sulle infrastrutture.

Il tetto sul Centrale e il progetto da 60 milioni

Uno dei temi più discussi durante questa edizione è stato quello della copertura del Campo Centrale. La pioggia ha provocato ritardi e sospensioni, compresa la semifinale tra Sinner e Medvedev, rinviata al giorno successivo. Situazioni che hanno riacceso il dibattito sulla necessità di un tetto mobile.

Il progetto per la riqualificazione del Centrale è stato approvato definitivamente e prevede un investimento da circa 60 milioni di euro finanziato da Sport e Salute. L’intervento porterà alla realizzazione di una copertura semovibile composta da 6.500 metri quadrati fissi e 1.700 mobili. La capienza salirà da 10.500 a 12.500 posti, con nuove terrazze panoramiche e interventi dedicati all’accessibilità. I lavori inizieranno nel 2026 e dovrebbero concludersi entro il 2027, permettendo agli Internazionali del 2028 di disputarsi con il nuovo Centrale completamente rinnovato.

A differenza degli Slam, inoltre, il Foro Italico non dispone di un impianto interamente dedicato al tennis durante tutto l’anno. Molte strutture vengono montate temporaneamente per la durata dell’evento. Questo comporta limiti logistici, problemi organizzativi e difficoltà legate alla qualità di alcuni campi secondari. Durante il torneo 2026 non sono mancate polemiche da parte dei tennisti, soprattutto per le superfici montate nello Stadio dei Marmi.

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