Raccolta mele in anticipo per il caldo, produzione in calo in Italia: le regioni messe peggio

Le ondate di caldo e la siccità anticipano la raccolta delle mele. Assomela stima per il 2026/2027 un calo nazionale e un crollo in Europa.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Le ondate di caldo e la siccità stanno stanno costringendo i produttori ad avviare la raccolta delle mele con settimane di anticipo rispetto alla tabella di marcia tradizionale. Secondo gli esperti, anche per via della maturazione accelerata dei frutti, il settore dovrà fare i conti con una contrazione complessiva dei volumi nei prossimi mesi. A causa del quadro meteorologico complesso, tuttavia, in alcune regioni la situazione è molto più complessa di altre.

Produzione di mele in calo in Italia, cosa dicono le previsioni

Le previsioni elaborate da Assomela, per la stagione 2026/2027, indicano una produzione nazionale di 2.269.106 tonnellate, in calo del 2% rispetto al 2025. La filiera continua a garantire volumi importanti, ma deve fare i conti con una crescente instabilità climatica che, come spiegato alla conferenza Prognosfruit sul Lago di Costanza, è diventata una vera e propria minaccia per la capacità produttiva del comparto, al pari di patogeni e fitopatie.

La situazione italiana si inserisce, peraltro, in un contesto europeo ancora più complesso. Per l’Unione europea le previsioni indicano 9,5 milioni di tonnellate:

Si tratta del raccolto europeo più basso degli ultimi nove anni.

Le regioni più in difficoltà

Se si tiene conto delle principali variazioni regionali, tra le aree in maggiore difficoltà.

Considerando che il territorio del Trentino-Alto Adige copre da solo circa i due terzi dell’intera offerta nazionale di mele, anche una flessione apparentemente si traduce in centinaia di migliaia di tonnellate in meno sul mercato. Percentuali che, se tradotti in numeri, sono in grado di influenzare l’intera campagna ortofrutticola italiana ed europea.

In controtendenza si muovono invece le regioni:

Regione Variazione produzione
Trentino -9%
Alto Adige -2%
Piemonte +2%
Veneto +2%
Emilia-Romagna +6%
Friuli-Venezia Giulia +9%

Quali produzioni risentono più della crisi

A preoccupare non sono soltanto i quantitativi complessivi, ma anche delle singole varietà. In Italia, in particolare:

Risultati differenti interessano invece le altre tipologie, ovvero:

Varietà Variazione produzione in Italia
Golden Delicious -8%
Gala -4%
Fuji -4%
Red Delicious Stabile
Granny Smith +11%

Ad allargare lo sguardo a livello europeo, la situazione non è diversa. Nel dettaglio:

Fa eccezione la Fuji, che dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile, con una variazione positiva dell’1%.

Varietà Variazione produzione a livello europeo 
Golden Delicious -11%
Gala -9%
Red Delicious -5%
Granny Smith -4%
Fuji +1%

Come il caldo minaccia la qualità

Il clima rappresenta una variabile sempre più difficile da gestire anche per quanto riguarda la resa della produzione. Ad oggi, il problema della filiera non è solo quello di produrre meno mele, poiché a preoccupare sono – anche se per diversi motivi – le caratteristiche commerciali del prodotto.

In Veneto ed Emilia-Romagna, per esempio, è vero che la primavera è stata favorevole e le fitopatie risultano al momento contenute. Tuttavia, le temperature estive elevate destano preoccupazione soprattutto per le varietà a maturazione precoce, per il rischio di una riduzione del calibro e di una minore colorazione dei frutti.

Una mela più piccola non è necessariamente un prodotto di qualità inferiore, ma può avere caratteristiche commerciali differenti e avere un impatto negativo sulle vendite (perché più difficile da piazzare commercialmente).

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