Se da un lato grandi crisi industriali minacciano migliaia di posti di lavoro, dall’altro aziende medie e piccole non riescono a trovare personale, nemmeno per sostenere un colloquio di lavoro. È il quadro che emerge dall’ultimo report dell’Ufficio studi della Cgia, secondo cui nel 2025 quasi un colloquio di lavoro su tre è andato deserto perché nessun candidato si è presentato alla selezione.
Secondo lo studio, le assunzioni non effettuate per mancanza di candidati sono state oltre 1,75 milioni, pari al 30,2% del totale previsto. Un numero enorme se lo si confronta con il 2017, quando i casi erano poco meno di 400mila e rappresentavano appena il 9,7%.
Indice
La difficoltà di assumere in Italia
Alcuni settori risultano colpiti più di altri. In cima alla classifica ci sono settori come:
- costruzioni (39%);
- legno-arredo (35,3%);
- utilities come energia, acqua e gas (34,9%);
- metalmeccanica ed elettronica (33,6%);
- turismo e ristorazione (33,4%);
- industria tessile, abbigliamento, calzature (31,7%);
- servizi alle persone (31,5%);
- servizi di trasporto, logistica e magazzino (31,2%);
- agricoltura, silvicoltura e pesca (30,4%);
- industria estrattiva e minerali non metalliferi (30,2%).
Quasi un’assunzione su due, nel 2025, è stata considerata di difficile reperimento. Oltre alla mancanza di candidati, pesano anche la preparazione insufficiente e altri fattori organizzativi.
Allargando il campo di osservazione, emerge che nel 2025 a fronte di 5,8 milioni di assunzioni previste in Italia, 2,7 milioni (pari al 47 per cento del totale), sono stati difficili da reperire. Di questi:
- 1,7 milioni (30,2 per cento) per mancanza di candidati;
- 765.500 per preparazione inadeguata (13 per cento);
- 216.400 (3,7 per cento) per altri motivi.
Perché i giovani non si presentano ai colloqui
Secondo la Cgia, le ragioni sono molteplici:
Innanzitutto, molti giovani hanno modificato la scala delle priorità: non cercano più soltanto uno stipendio, ma anche equilibrio tra vita privata e lavoro, flessibilità, possibilità di crescita. C’è poi un problema demografico: i giovani sono numericamente meno rispetto al passato. Di conseguenza, in molti settori sono diventati una risorsa difficile da reperire. Incide anche il disallineamento tra domanda e offerta. Un altro elemento riguarda il modo in cui si seleziona il personale. Procedure lunghe, colloqui multipli, tempi di risposta infiniti o annunci poco chiari scoraggiano molti candidati.
Per questi motivi, per la Cgia, anche le imprese devono rivedere le proprie strategie di recruiting, investendo maggiormente su:
- formazione continua;
- apprendistati qualificati;
- flessibilità organizzativa;
- comunicazione più vicina alle nuove generazioni;
- ambienti di lavoro moderni e meritocratici.
Nordest maglia nera per i colloqui deserti
Dal punto di vista geografico, il Nord Est è l’area italiana che soffre maggiormente questa situazione, con il 34,4% di difficoltà a reperire candidati. Segue poi il Nord Ovest con il 31,1%, il Centro con il 29% e infine il Sud con il 27%.
Tra le prime cinque regioni con il più alto numero di colloqui andati deserti, quattro appartengono proprio a questa macroarea. La regione più colpita è la Valle d’Aosta, dove il 39,5% delle selezioni fallisce per assenza di candidati. Nelle prime cinque posizioni ci sono regioni del Nord come Trentino, Friuli, Veneto ed Emilia-Romagna.
Di seguito, la classifica completa delle regioni dove è più difficile reperire lavoratori per mancanza di candidati:
| Regione | % difficoltà reperimento per mancanza di candidati |
|---|---|
| Valle d’Aosta | 39,5% |
| Trentino-Alto Adige | 39,0% |
| Friuli-Venezia Giulia | 37,4% |
| Veneto | 33,5% |
| Emilia-Romagna | 33,0% |
| Umbria | 32,7% |
| Piemonte | 32,4% |
| Toscana | 32,2% |
| Abruzzo | 31,9% |
| Marche | 30,9% |
| Sardegna | 30,8% |
| Lombardia | 30,7% |
| Liguria | 30,4% |
| Calabria | 28,7% |
| Basilicata | 28,4% |
| Molise | 27,4% |
| Sicilia | 26,4% |
| Lazio | 26,3% |
| Campania | 26,1% |
| Puglia | 24,9% |