PostePay e BancoPosta, nasce la piattaforma unica: cosa cambia per i clienti

PostePay confluisce in BancoPosta e nasce il polo finanziario: cosa cambia per chi ha carte e conti e la piattaforma 2027

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Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

Poste Italiane accorpa i suoi servizi finanziari. Presentando i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026, il 24 luglio 2026, il gruppo ha annunciato che PostePay confluirà in BancoPosta. Si riuniranno così in un’unica società sia i metodi di pagamento che i servizi bancari. L’operazione riguarda una platea ampia: Poste conta circa 30 milioni di carte tra prepagate e di debito e 6,6 milioni di conti correnti di clienti privati.

Cosa cambia per i clienti

Si tratta di una riorganizzazione interna al gruppo. Le attività di PostePay passano dentro BancoPosta, ma carte, conti, codici Iban e app restano gli stessi e continuano a funzionare. I clienti non dovranno fare niente.

Sul fronte digitale, del resto, l’unificazione lato utente è già avvenuta. Dal 9 ottobre 2025 la vecchia app PostePay è stata dismessa e sostituita dalla nuova app Poste Italiane, che riunisce conti BancoPosta, carte PostePay, risparmio, assicurazioni e servizi PosteMobile in un unico spazio, con 18,2 milioni di utenti attivi a metà 2026.

Nuova piattaforma unica digitale

Poste ha annunciato la creazione di una piattaforma unica digitale per il 2027, che servirà a integrare l’offerta. Dentro il polo che unisce pagamenti e servizi finanziari, Poste punta al cross-selling tra conti correnti e carte prepagate. Saranno dunque proposti in modo coordinato più prodotti alla stessa base di clienti.

Il perno della nuova strategia resta l’app unica, che il gruppo renderà sempre più personalizzata grazie all’uso di strumenti di intelligenza artificiale. Si punta alla tecnologia anche nella vasta rete degli uffici postali, dove i consulenti avranno nuovi mezzi digitali per suggerire il prodotto migliore a ciascun cliente.

Perché PostePay e BancoPosta si fondono

BancoPosta oggi offre i servizi bancari di base, come conto corrente, carte di debito, bonifici, domiciliazioni. PostePay ha invece reso Poste un protagonista dei pagamenti digitali, con le carte prepagate, il wallet per pagare da smartphone e la telefonia mobile. Si è trattato finora di mondi separati sul piano societario, ma percepiti come un tutt’uno dagli utenti.

I numeri spiegano l’integrazione. Oggi sono in circolazione 22,7 milioni di carte prepagate PostePay, di cui 10,8 milioni Evolution, e circa 7,5 milioni di carte Postamat legate ai conti.

Nel 2025 le transazioni con le carte del gruppo hanno superato i 3,4 miliardi, in crescita del 12,2%, trainate dal comparto e-commerce con 795 milioni di operazioni. Nel solo primo semestre 2026 il valore transato è arrivato a 47,7 miliardi di euro.

Il nuovo polo finanziario, in due fasi

L’unione di PostePay e BancoPosta è il primo passo di un piano che sarà sviluppato in due tempi:

Alla fine pagamenti, banca e assicurazioni faranno capo a una sola struttura.

Dal primo trimestre 2027 cambierà anche la rendicontazione, che diventa settoriale e vedrà separati la logistica e la distribuzione da un lato, i servizi finanziari e assicurativi dall’altro.

Poste sempre più banca-piattaforma

Semplificare la struttura serve a ridurre le sovrapposizioni e a gestire flussi enormi di denaro con un profilo più vicino a quello di un operatore finanziario integrato. La componente finanziaria pesa ormai in modo determinante sui conti. Nel primo semestre 2026 il gruppo ha registrato ricavi per 6,8 miliardi di euro e un utile netto di 1,2 miliardi.

Oggi Poste Italiane conta 36 milioni di clienti finanziari e quasi 12.700 uffici sul territorio, che restano un presidio fisico nonostante l’espansione del mercato digitale. Su questa platea Poste vuole far crescere i servizi bancari e assicurativi, proponendoli in modo coordinato attraverso la futura piattaforma.

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